Agricoltura: la chiave saranno i droni ad ala fissa

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L’istituto di ricerca americano Grand View Research non ha dubbi: la tecnologia chiave per i droni in agricoltura sarà l’ala fissa, e ci sarà anche un enorme potenziale di sviluppo per i droni ibridi, capaci di fare hovering come multicotteri e volare come aeroplani

pob-aerovironment-112016Secondo i ricercatori americani, viste anche le enormi dimensioni dei campi agricoli statunitensi ritengono che per l’agricoltura volante del prossimo futuro l’ala fissa sarà vincente, grazie al payload superiore e all’autonomia e velocità di crociera maggiore rispetto ai multicotteri; e soprattutto i droni ibridi, un po’ aeroplani e un po’ multirotori.

Nei prossimi otto anni, il settore è destinato a crescere fino al valore di 3,8 miliardi di dollari,  e a fianco agli ormai abbastanza consolidati usi per il monitoraggio del raccolto, che comprende le tecniche di agricoltura di precisione per ottimizzare l’uso di acqua, pesticidi, fitofarmaci e fertilizzanti, si affiancherà sempre più rapidamente l’uso dei droni come trattori volanti per spruzzare direttamente le sostanze necessarie sui campi, comprese quelle usate nella lotta biologica come le uova di insetti antagonisti ai parassiti agrari. Inoltre, sempre secondo il rapporto, i droni saranno sempre più comunemente usati per la semina e per la gestione dall’alto delle mandrie di animali allevate in stato semibrado: insomma dei cowboy volanti.

Il rapporto però ammette che gli USA dovranno rincorrere l’Asia, che sta crescendo molto più velocemente nel settore dei droni agricoli. I maggiori player nel settore, secondo Gran View Research saranno DJI, Trimble Navigation, PrecisionHawk, Parrot (atrraverso la consociata SenseFly) e 3D Robotics

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