Il giardinaggio di Parrot fa crescere foreste in Etiopia

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Parrot la conosciamo bene per i droni, ma in realtà la multinazionale francese fa molte altre cose, comprese le cuffie stereo e i vasi intelligenti per giardinaggio. Proprio questi vasi, in collaborazione con WeForest, aiuteranno a far crescere foreste nel Nord dell’Etiopia

parrot-pot_red-plantIl progetto, sostenuto dall’iniziativa “1 Parrot Pot = 1 albero”, riguarda la regione del Tigrè, nel nord dell’Etiopia.Gli obiettivi sono quelli di far ricrescere la foresta in una zona non fertile al riparo da pratiche agricole e di pascolo, di contrastare gli effetti nocivi del cambiamento climatico e di coinvolgere la popolazione locale nel lungo termine.

Tra le 17 specie di alberi adatte alla zona del Tigrè, la popolazione locale ha consigliato Olea europaea, Acacia abyssinica e Juniperus procera.

Ascoltare l’opinione delle popolazioni locali è, infatti, fondamentale per garantire il loro impegno a lungo termine e il loro coinvolgimento nel progetto attraverso la gestione dei vivai, le attività forestali o la costruzione di strutture di conservazione dell’acqua nella zona della piantagione.

hs “Il progetto WeForest ci interessa poiché attivo nella protezione delle regioni che soffrono maggiormente l’impatto del riscaldamento globale, ma anche perché coinvolge realmente le popolazioni locali al fine di garantire la longevità del progetto, sensibilizzandole sulla necessità di preservare le nostre foreste”, ha dichiarato Henri Seydoux (nella foto), fondatore e ceo di Parrot. “Le questioni relative all’ambiente e all’ecologia vedono coinvolta Parrot da diversi anni, su piccola e media scala. Per quanto riguarda i semplici appassionati, attraverso lo sviluppo di oggetti “smart” come Parrot Pot, (un vaso intelligente che dà l’acqua alla pianta quando serve, anche quando il proprietario è fuori casa, e da consigli di giardinaggio) in grado di soddisfare le esigenze delle piante. Per i professionisti, attraverso droni dotati di sensori a raggi infrarossi che forniscono soluzioni per l’analisi dei dati. Un agricoltore, per esempio, riesce a ottenere una migliore panoramica del proprio terreno, una migliore analisi dello stato delle colture e un maggior controllo sul consumo di pesticidi e quindi, più in generale, sull’impatto ambientale della propria attività”.

 

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