GoPro, la ristrutturazione sarà molto più costosa del previsto: 33 milioni di dollari

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Tempi sempre più bui per l’ex reginetta delle action cam, alle prese con una cura dimagrante da paura: tra 150 e 200 lavoratori perderanno il posto, e i costi per le loro buonuscite sono lievitati da 24 a 33 milioni.

Come ogni squadra in odore di retrocessione, anche GoPro fa cadere la testa dell’allenatore, in questo caso il presidente Anthony Bates, che decadrà il 31 dicembre prossimo. Bates ha anche dato le dimissioni dal Consiglio di Amministrazione, che le ha però rifiutate chiedendogli di restare al suo posto.



Al suo posto resterà anche Nick Woodman, il CEO, che è stato nominato al settimo posto tra i peggiori CEO dell’anno da Fox Business, preceduto in questa poco gradevole classifica da Torsey, CEO di Twitter, accusato dal portale di guidare l’uccellino verso il nulla.

Le spese di ristrutturazione dell’azienda sono lievitate da 24 a 33 milioni di dollari, a causa delle buonuscite dei licenziati, che saranno il 15% dei dipendenti, secondo la comunicazione ufficiale che GoPro ha fatto alla SEC, la CONSOB americana che vigila sulle aziende quotate in borsa. I costi della ristrutturazione saranno caricati sul quarto trimestre dell’anno, che già non appare brillantissimo.

Ben poco rassicuranti intanto le prospettive in borsa per il titolo GoPro, ormai stabile sotto i 10 dollari per azione, il che significa che è stato distrutto il 90% del valore dell’azienda rispetto ai giorni migliori. E non rosee anche le prospettive di mercato: ogni tentativo di Woodman di uscire dal sempre più competitivo mercato delle action cam si è tramutato in un disastro, non solo il drone Karma miseramente fallito ma anche i tentativi di trasformare GoPro in una media company.

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