Droni: ovvero SAPR, aeromodelli o giocattoli?

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Il Natale è passato e sotto all’albero di molte persone certamente sarà arrivato un drone, consegnato in un pacco regalo a sorpresa o ospite atteso e tanto agognato. Nonostante il regolamento ENAC per il loro utilizzo sia stato emanato diversi anni addietro e nonostante gli emendamenti, linee guida e circolari, regna ancora tanta confusione sull’uso di questi mezzi volanti tecnologicamente avanzati. Riceviamo e pubblichiamo un articolo di un professionista che esprime il proprio parere.


Di  Gian Francesco Tiramani  (Rescue Planner UAV appications specialist)

Le passate feste di fine anno sono state l’occasione per toccare di nuovo l’argomento “aeromodelli / SAPR” con i tanti regali che hanno interessato il settore dei droni civili, con non pochi neo acquirenti che hanno espresso i loro dubbi con quesiti di vario genere.

Enac, poi, ha pubblicato proprio a fine anno le FAQ sull’argomento droni e quindi sui social e sulla stampa specializzata c’è stato un fiorire di commenti e prese di posizione multicolori.

Purtroppo la disinformazione e l’approssimazione regnano spesso sovrani ma se questo è accettabile quando gli spunti vengono direttamente dagli operatori che non sono addentro alle questioni, la cosa diventa pericolosa quando l’informazione non corretta si presenta con qualche emblema di ufficialità.

È doveroso, quindi, fare chiarezza con i richiami alle norme così come realmente esistono e fornendo sempre i riferimenti espliciti a supporto di ciò che si afferma, in modo da consentire a tutti di essere cittadini ed operatori informati e consapevoli.

La questione principale è proprio centrata sul discriminante che la regolamentazione Enac (ma anche quella ICAO) introduce nel mondo del “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”, laddove le strade da percorrere per operare in regola si dividono in due direttrici che si differenziano NON sulle caratteristiche dei sistemi usati (avrebbero potuto essere il peso, le dimensioni o le prestazioni) ma sulla “destinazione d’uso” degli stessi:

  • Se li uso esclusivamente per divertimento allora parliamo di AEROMODELLI
  • Se NON li uso per divertimento, sono SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, ovvero il mezzo che vola e il sistema di comando e controllo)

con tutte le diverse implicazioni che il Regolamento contempla.

La differenziazione era già stata definita a livello mondiale da ICAO a Montreal ed in altri meeting, laddove confermava che gli APR sono da classificare come una particolare categoria di “aeromobili” mentre gli aeromodelli rimanevano un settore a parte marginalmente toccato dalla complessa regolamentazione internazionale, continentale e nazionale che riguarda appunto gli aeromobili senza piota a bordo.

Con la circolare Cir 328, “Unmanned Aircraft Systems (UAS)” del 2011 la stessa ICAO confermava che “L’introduzione di UAS non cambia la distinzione esistente tra aeromodelli e aeromobili. Gli aeromodelli, generalmente riconosciuti come destinati esclusivamente a scopi ricreativi, non rientrano nelle disposizioni della Convenzione di Chicago, essendo esclusivamente oggetto di normative nazionali in materia”.

Quindi nessun dubbio sulla differenza tra aeromodelli e SAPR che sta esclusivamente nell’”uso” degli apparati e non in altre discriminanti.

È stata tirata in ballo – in modo assolutamente improprio – anche la definizione di “Giocattolo” ma la cosa non può influire sulla questione aeromodelli o no, in quanto la classificazione di ICAO e quella successiva della regolamentazione ENAC viaggiano indipendentemente (infatti non vi fanno alcun riferimento).

La CE si è impegnata ad emanare “direttive” per quello che riguarda la sicurezza dei giocattoli (e la loro commercializzazione) che sono comunque intesi come “prodotti progettati o destinati, in modo esclusivo o meno, a essere utilizzati per fini di gioco da bambini di età inferiore a 14 anni («giocattoli»).”

Il quadro di riferimento per i giocattoli è la” DIRETTIVA 2009/48/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO del 18 giugno 2009 sulla sicurezza dei giocattoli” con le modifiche e le rettifiche successive.

Per quanto attiene alle modalità di acquisto dei sistemi che ci interessano, ovviamente non cambia nulla per ciò che concerne la distinzione tra aeromodelli e non, che rimane quella legata all’uso che se ne fa.

La stessa Enac nelle sue FAQ riporta il quesito “Per un APR, ricevuto in regalo, acquistato nella grande distribuzione, online, etc. per uso ricreativo è necessaria l’autorizzazione da parte di ENAC per poterlo utilizzare per uso ricreativo?” e fornisce la risposta che cito per intero “No, trattandosi di aeromodello è sufficiente attenersi alle disposizioni del Regolamento ENAC Sezione VII”.

Abbiamo però vista riportata sui social la stessa domanda ma con una risposta modificata, mai data da ENAC e con la quale si arriva ad affermare che nelle grandi catene di distribuzione, online, etc. È IMPOSSIBILE oggi comprare un APR (ossia oggetti destinati ad uso professionale).

Affermazione palesemente azzardata e priva di ogni fondamento visto che da nessuna parte è mai stato scritto che la classificazione dipende dal canale distributivo … (sperando anche che tale azzardo non arrivi alle orecchie dei produttori interessati che non sarebbero certamente felici).

E se mai così fosse (per assurdo) allora gran parte dei SAPR anche costosi acquistati nella GDO oppure online non potrebbero mai essere utilizzati come tali (pensiamo solo agli store online di DJI, Yuneec. 3DR e loro distributori, …) e la stessa Enac non avrebbe mai provveduto al riconoscimento o all’autorizzazione di tali mezzi.

Si arriva addirittura ad affermare che gli oggetti in vendita in tali luoghi (sempre grande distribuzione, online, etc.) sono tutti classificati oggetti ricreativi a causa delle etichette apposte (che troviamo solo per i piccoli droni e non ovviamente per Phantom, ecc. ) ma ancora una volta da nessuna parte sta scritto che la distinzione tra aeromodelli e SAPR dipende dall’etichetta sulla scatola, che ha tutt’altra funzione di difesa del consumatore.

Ricapitolando: per sapere se comportarsi come aeromodellista o operatore SAPR l’unica discriminante è e rimane l’uso che si fa dei mezzi e non la modalità di acquisto o eventuali etichette che riguardano altre normative (come quella dei giocattoli).

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