Droni: ENAC pubblica le linee guida per l’analisi del rischio

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La determinazione del rischio nelle operazioni specializzate, sia quelle critiche sia quelle non critiche, è un aspetto cruciale nell’uso dei SAPR. L’Authority aeronautica pubblica delle dettagliate linee guida per stimare il rischio connesso alle operazioni dei droni “che lavorano”, quindi aeromodelli esclusi, sia per le o.s. sia per la fase sperimentale propedeutica.

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Con le linee guida 2017-001-NAV Enac dà agli operatori e piloti di SAPR una metodologia semplificata (anche se poi tanto semplice non ci pare per nulla) per stimare il rischio connesso alle operazioni dei droni. Compresa la fase sperimentale, che come sappiamo deve avvenire “in aree non popolate”, ma – esattamente come succede per gli aeromodelli – non essendoci deserti sottomano è ben difficile che la popolazione sia davvero zero, quindi anche nell’area di buffer qualcuno può sempre trovarsi a passare.

La linea guida descrive quindi come ottenere le autorizzazioni o i permessi di volo (PTF) non geografici, cioè non legati a una specifica porzione di territorio: in altre parole, è una metodologia che può essere applicata in tutti i posti dove sono rispettati, per esempio, la densità abitativa, insieme ad alcune modalità operative come i profili di volo o i tempi massimi di sorvolo, definendo in tal modo uno specifico scenario operativo.

 

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