Il drone marino della nasa scopre che i fiumi stanno distruggendo i ghiacciai della Groenlandia

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L’ottanta per cento della Groenlandia è coperto dal ghiaccio. Ghiacciai talmente spessi che se dovessero sciogliersi alzerebbero in modo significativo il livello degli oceani. Viste le difficoltà di operare via terra in ambiente artico, c’è ancora molto da scoprire sui meccanismi attraverso i quali l’acqua di fusione raggiunge l’oceano tramite il complesso sistema di drenaggio dei fiumi e torrenti che si forma in cima alla calotta di ghiaccio in estate. I ricercatori della NASA hanno usato un elicottero per mappare la rete di fiumi e torrenti su circa 5.600 chilometri quadrati della Groenlandia.
Gli elicotteri sono stati preziosissimi per scoprire dove fossero fiumi laghi e torrenti, ma poi bisognava andare comunque sul terreno per studiarli da vicino. E qui entrano in gioco i droni: i ricercatori hanno progettato due tipi di droni marini per raccogliere i dati sulle acque di superficie. Una era una barca robot che misurava la profondità dell’acqua e la quantità di luce riflessa, consentendo ai ricercatori di creare una scala con cui calibrare la profondità dell’acqua di superficie vista dalle da immagini satellitari. Questa barca è stata utilizzata su laghi e fiumi a scorrimento lento. Per i pericolosissimi fiumi impetuosi, è stata sviluppata una sonda robot che ha misurato la velocità di deflusso, la profondità e la temperatura delle rapide artiche. Lo scopo finale era quello di stabilire che percentuale dell’ acqua di fusione resta all’interno della calotta di ghiaccio e quanto viene drenato verso l’oceano. La scoperta è stata (letteralmente) raggelante: praticamente tutta l’acqua scorre direttamente al mare attraverso una complicatissima ragnatela di foibe.

I droni sono stati sviluppati da Alberto Behar (nella foto),  geniale progettista che ha disegnato anche dispositivi chiave per la sonde marziane Curiosity e Odyssey Orbiter, recentemente scomparso in un incidente aereo.

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