Francia e USA hanno paura dei droni hobbystici

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Gli Stati Uniti, ma anche la Francia, temono i droni civili e nella fattispecie quelli piccoli, usati dagli hobbysti che sempre più imperversano nei cieli al momento incontrastati e capaci di creare potenziali danni o gravi imbarazzi per le security mondiali e stanno preparando adeguate contro misure.

Negli USA gli episodi sono molteplici, ad esempio il drone caduto nel giardino della White House, si è dimostrato essere utilizzato a scopi hobbistyci addirittura da un dipendente del governo. Oppure il drone caduto durante una partita di football americano; non è quindi un caso che durante il SuperBowl sia assolutamente vietato avvicinarsi con un velivolo a pilotaggio remoto, sia esso usato per scopi professionali o ricreativi.
In Francia non stanno meglio, il ripetuto sorvolo delle centrali nucleari, il volteggiare sgraziato sulla della statua del Trionfatore o sul palazzo dell’Eliseo, e non per ultimo il sorvolo di un sottomarino nucleare in una base militare sensibile situata in Bretagna. Questi eventi hanno fatto sentire l’esigenza di controllare o bloccare in un qualche modo questi voli non autorizzati.

Un drone DJI Phantom equipaggiato on esplosivo alla conferenza del 16 gennaio DHS conference - Photo credit (c) Daniel Herbert

Un drone DJI Phantom equipaggiato con finto esplosivo alla conferenza DHS del 16 gennaio u.s. – Photo credit (c) Daniel Herbert

«Prendiamo la minaccia molto sul serio» ha detto il generale Denis Mercier, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare francese in una conferenza del 28 gennaio. «Non è tanto perché ci preoccupiamo per i droni utilizzati questa volta, ma a causa della crescenti possibilità offerte da questa tecnologia

Pertanto lo stato francese che è fortemente preoccupato dalla minaccia proveniente dal mondo modellistico, che potrebbe trasformarsi in una effettiva azione terroristica grazie alla facile accessibilità  verso questi prodotti e al loro basso costo, ha deciso di indire un bando presso le comunità scientifiche interpellando diverse aziende, al fine di trovare un sistema per intercettare e al limite anche bloccare il volo dei droni.

«Abbiamo proposto questa gara alla comunità scientifica al fine di trovare una soluzione a questo problema» afferma Karine Delmouly, un manager del progetto della Agenzia Nazionale di Ricerca (ANR), senza specificare i dettagli tecnici o annunciare quali siano le aziende vincitrici.

Le opzioni plausibili sono radar a bassa quota in grado di individuare i piccoli droni, equipaggiati con laser (tecnologia che pare essere già attiva in Cina) o scrambler radio con  grande potenze per disturbare le trasmissioni di controllo.
Una cosa è certa, meglio che i modellisti svolgano la loro attività presso i campi volo o in siti idonei allo svolgimento della loro attività ricreativa.

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