Etiopia, mappatura con i droni dei bacini contenenti le larve della malaria

0

Tra le tante piaghe che affliggono la regione africana, la malaria occupa tristemente uno dei primi posti in classifica. L’uso dei robot volanti (UAV), potrebbe aiutare l’uomo a scoprire prima e a bonificare poi i bacini contenenti le larve delle malefiche zanzare.

Un drone, un paziente maestro tanti bambini curiosi e alcuni studenti adulti in grado di apprendere le nozioni necessarie per svolgere in autonomia il lavoro di mappatura dei terreni con bacini idrici che solitamente fungono da collettore per  il famigerato parassita, questa la ricetta ideale per dimostrare come l’uomo con la propria tecnologia possa alle volte combattere il lato oscuro della natura.

Il progetto finanziato da alcuni istituti e università del Belgio ha svolto le prime prove pratiche con successo, come dimostra il video introduttivo. Per questa missione sono stati usati un drone ad ala fissa modello  USENSE-X8 con centralina di controllo APM2.5 . La propulsione era garantita da batterie 10000mAh 3S che alimentavano un motore da 900kv con un elica da 13 pollici.
La fotocamera utilizzata una Canon  s100, con cavo CDHK .
Le immagini sono state elaborate grazie ad una licenza gratuita del  software per elaborazioni fotogrammetriche Pix4D. Al momento gli studenti riescono ad elaborare le immagini prodotte durante i voli e quindi localizzare i bacini idrici e bonificarli opportunamente.

Questa attività  fa parte di una serie di progetti di sviluppo finanziati dal governo fiammingo (VLIR-UOS), dove le università del Belgio collaborano con gli istituti del Sud per lo scambio delle conoscenze.
Istituzioni e aziende coinvolte: Jimma University, Ghent University, KU Leuven VLIR-UOS, Usense.

 

1479 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: