Nuovo studio sul delivery: i furgoni sono ancora più efficienti dei droni (soprattutto in città)

Nonostante si parli ormai da anni con grande entusiasmo delle incredibili opportunità offerte dal drone delivery, e nonostante al mondo esistano già alcuni rari esempi di droni che consegnano pacchi a casa in aree estremamente circoscritte, il servizio fatica a prendere piede.

Alla base ci sono indubbie riserve sulla sicurezza pubblica, perché da un lato la tecnologia dei droni non offre ancora sufficienti garanzie e dall’altro i legislatori (di ogni Paese del mondo) non hanno ancora capito cosa (e come) devono fare per creare una normativa che possa inquadrare nel modo più adeguato possibile la situazione.

Per questo motivo alcune tra le più grandi aziende del mondo, determinate a mettere le mani per prime su un business che da sempre si annuncia ricco di opportunità, sono ancora ferme al palo (salvo qualche sporadico caso in cui il servizio funziona in condizioni di test), e così i loro enormi investimenti.

Ma è davvero tutto qui? Niente affatto, perché alla base del procedere più lentamente delle previsioni da parte del drone delivery c’è un dato di fatto molto più netto: in questo momento i sistemi tradizionali di consegna sono ancora migliori dal punto di vista economico. Per farla breve, anche se i droni sono moderni, sono ultra tecnologici e in grado di volare al di sopra del traffico, offrendo tempi di consegna più rapidi, nel complesso i cari vecchi furgoni sono ancora più efficienti.

Un nuovo studio della Martin Luther University of Halle-Wittenberg in Germania ha evidenziato come nelle aree densamente popolate i droni producano, rispetto ai furgoni, un alto consumo di energia. Lo studio ha messo a confronto i consumi di un drone prima rispetto a un furgone con motore diesel e poi rispetto a un furgone con motore elettrico, considerando quanto il numero di pacchi per ogni fermata e la situazione del traffico influenzano il consumo di energia nell’area di Berlino.

Risultato? I droni saranno più economici come dispositivi, saranno più veloci nelle consegne, ma il consumo di energia per pacco consegnato li rende mezzi meno sostenibili (economicamente parlando) dei furgoni. Il consumo di energia di un drone è condizionato dal vento (che richiede più energia per essere contrastato se soffia in direzione opposta a quella di movimento del velivolo, ma può persino diventare un alleato prezioso in caso di medesima direzione) e dalle fasi di decollo, atterraggio e hovering nei pressi dell’edificio dove consegnare il pacco.

Che i furgoni diesel fossero molto meno efficienti di quelli elettrici, specie in città dove per via del traffico e dei semafori sono spesso costretti a fermarsi e ripartire, era facile immaginarlo. Quello che non sapevamo, e che lo studio ha evidenziato, è che, in media, in un’area densamente popolata, un drone consuma fino a 10 volte più energia di un furgone elettrico.

Naturalmente va considerato che al momento un drone può trasportare un pacco per volta, mentre in un furgone ne possono entrare fino a 100, tra i quali ripartire il consumo di energia del mezzo a quattro ruote. Allo stesso modo, il vantaggio del furgone con motore elettrico rispetto al drone diminuisce man mano che ci allontaniamo dall’area densamente popolata, fino ad arrivare nelle zone rurali con pochi abitanti dove anche il furgone finirebbe per consegnare pochi o singoli pacchi ad ogni viaggio.

Col miglioramento della tecnologia dei droni, questi diventeranno negli anni a venire più sicuri e anche più potenti, magari al punto da trasportare diversi pacchi per volta (anche se è improbabile che arrivino a un numero paragonabile a quello dei furgoni), aspetto che li renderà più efficienti dal punto di vista energetico, senza contare il futuro (e all’apparenza inevitabile) sdoganamento del drone delivery permetterà alle aziende di produrre velivoli a costi inferiori per singola unità. Ma fino ad allora, e forse anche dopo, almeno nelle grandi città i furgoni resteranno i mezzi migliori per il delivery.