Il futuro dei droni secondo Chris Anderson

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Un tavolo in cucina, 150 cartoni della pizza come confezioni e una manodopera formata dalle due sue mani e quelle dei suoi figli. E’ così che Chris Anderson ha fatto muovere i primi passi alla 3D Robotics, l’azienda californiana leader del mercato statunitense. Il giornalista, direttore di Wired fino al 2012, è stato il più importante relatore della prima giornata del Ferrara Drone Show e ha spiegato come da un modellino in lego costruito con i figli solo pochi anni fa, si sia arrivati a modelli così articolati da rivoluzionare il mercato.

Quali mercati? Per ora la fetta principale è rappresentata dal mondo degli hobbisti, ma l’agricoltura e l’edilizia diventeranno nel giro di pochi anni i principali referenti per i produttori. E se si parla di Paesi, sarà la Cina la gallina dalle uova d’oro. Cina in cui la 3D Robotics ha già attivato progetti con le università e gli studenti.

COME LO SMARTPHONE – Ciò che più conta dell’intervento di Anderson, tuttavia, era il suo parere sul futuro del settore; un futuro roseo e gratificante. Secondo il giornalista americano, il percorso dei droni sarà simile a quello degli smartphone: ideati in un primo momento per essere buoni e affidabili telefoni, ora in tasca cellulari simili a piccoli pc, con app, processori e software di ultima generazione. E la stessa cosa accadrà ai Sapr e agli Apr, che nel giro di un paio di anni non dovranno solo volare bene ed essere accessibili a tutti, ma diventare una piattaforma smart collegata alla rete, con un sacco di app e processori sempre più affidabili.

Un’altra caratteristica che i droni mutueranno dagli smartphone, secondo Anderson, sarà la dimensione e la leggerezza. Viste le caratteristiche delle batterie, il mercato sfornerà prodotti sempre più leggeri, che potranno volare di più e daranno maggiori garanzie sotto il profilo della sicurezza.

Se la tecnologia corre veloce, il problema è che la politica non tiene il passo dell’innovazione. E in un mercato globale, le aziende vanno dove il terreno è più fertile. Secondo Handerson, l’Italia è ancora indietro: le norme non sono in grado di attirare i produttori e far decollare il mercato.

Gli Stati Uniti, invece, stanno facendo importanti passi avanti: nel giro di un paio d’anni il trasferimento di prodotti da magazzino a magazzino saranno possibili; ci vorrà qualche anno in più per assistere alla consegna fino alle case private. Ma, come dimostrano gli esperimenti di Amazon, la strada è ormai spianata.

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