ICAO: l’ONU dice la sua sulle regole per i piccoli droni

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Tutti pazzi per i droni. Anche l’ONU, attraverso ICAO (Organizzazione internazionale dell’aviazione civile l’agenzia autonoma delle Nazioni Unite incaricata di sviluppare i principi e le tecniche della navigazione aerea internazionale) sente il bisogno di dire la sua sui piccoli droni, quelli che fanno fotografie aeree, aerofotogrammetria, agricoltura eccetera eccetera. Con una decisione inusuale, che non ha precedenti nella storia dell’agenzia, ICAO entra a gamba tesa nel  ginepraio di regole nazionali sui SAPR. Come largamente atteso, nel meeting di Montreal (Canada), ICAO ha rilasciato un manuale (che può essere scaricato qui sotto) che da le linee guida per i piccoli droni. Non è strano che ICAO prenda l’iniziativa di legiferare sui grandi droni che sorvolano i confini tra gli Stati (anzi, un regolamento per questi ultimi è atteso per il 2018), ma è più che inusuale, è paradossale che si occupi di piccoli droni elettrici che volano per una manciata di minuti sotto il controllo visivo dell’operatore.
906554-d4baac9c-acd0-11e4-a510-d1bd13510f2dMa Nancy Graham, direttore uscente dell’ufficio di ICAO che si occupa di navigazione aerea, taglia corto: “Sì, sarà insolito, ma possiamo farlo e lo facciamo” e continua: “Anche perché “i piccoli droni si stanno evolvendo molto più velocemente di quelli grandi,” ha aggiunto. ICAO vuole mettere freno al pasticcio che vediamo crescere ogni giorno sotto i nostri occhi, dove ogni Paese va per conto suo, infischiandosene di cosa fa il vicino.

“Abbiamo leggi locali in tutto il mondo, e sono diverse le une dalle altre”, ha detto Graham. “E ciò rende più difficile per una società vendere oggi in Argentina e domani a Hong Kong”. C’è una logica in quello che dice la Graham, anche se ICAO non ha potere di imporre alle Nazioni il suo volere; ma di fatto, nei 191 Stati Membri dellONU di solito le regole ICAO vengono percepite senza far troppe storie. Anche perché pesano come pietre le parole di  Michael Whitaker, vice amministratore della potentissima FAA, l’ENAC americana: “In questo settore nascente non vogliamo regole nazionali che possano contraddirsi, specie quando si tratta di compiere operazioni transfrontaliere”, ha detto.

Anche per ICAO, come per ENAC, i droni anche minuscoli se lavorano sono aeromobili, se giocano sono aeromodelli anche se sono grossi e le regole riguardano sostanzialmente quelli che fanno lavoro aereo; anzi, il documento ICAO dice esplicitamente che per gli aeromodelli regole internazionali  non sono nemmeno necessarie. La primo scrupolo è quella di proteggere la sicurezza di chi sta a terra e gli aerei da possibili collisioni a mezz’aria con i droni, ma ICAO raccomanda anche di discernere tra drone e drone per quanto riguarda il peso al decollo e l’energia cinetica in modo da modulare in maniera proporzionata le certificazioni e le limitazioni.

Scarica il documento ICAO

 

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