Come cambia la visita medica per i piloti di SAPR

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Di Francesco Paolo Ballirano
consulente legale di DronEzine

I certificati medici nella bozza della seconda edizione del Regolamento

Una delle tante novità introdotte dalla bozza della Seconda edizione del Regolamento ENAC è il radicale cambiamento della disciplina relativa alle certificazioni mediche necessarie per il pilotaggio dei SAPR. Nella prima edizione del Regolamento i piloti di SAPR dovevano essere in possesso di un certificato medico di idoneità di seconda classe, indipendentemente dalla criticità delle operazioni da svolgersi e dal riconoscimento o dall’autorizzazione dell’operatore. Il certificato medico di seconda classe era (ed è) frutto di una scelta dell’ENAC improntata più su un rigido formalismo che sulla effettiva necessità di adeguare tale certificato al reale impiego e pilotaggio dei SAPR. Il certificato medico di seconda classe richiede esami diagnostici estremamente rigidi dovuti al fatto che tale categoria di certificazione è volta a verificare l’idoneità psicofisica del pilota per l’esercizio di attività non professionali di volo, nonché attività professionali diverse dal pilotaggio di aeromobili. Sotto quest’ultimo aspetto, appare indubbiamente non rispondente alle reali esigenze dei piloti SAPR il possesso di una certificazione medica relativa all’esercizio di attività non professionali o attività professionali diverse dal pilotaggio (come ad esempio quelle degli assistenti di volo per gli aeromobili tradizionali) nonchè adottare i requisiti psicofisici estremamente rigidi per il pilotaggio del SAPR che richiede attitudini fisiche e mentali diverse dal pilotaggio di aeromobili tradizionali e molto spesso non coerenti con i requisiti del certificato medico di seconda classe.

La nuova edizione del Regolamento: Attestato e Licenza

Le problematiche sin qui evidenziate risultano parzialmente superate dalla nuova edizione del Regolamento che modula le certificazioni di idoneità in base al tipo di riconoscimento richiesto dai Piloti. Il diverso iter di qualificazione dei Piloti (Attestato o Licenza) impone diverse visite mediche volte ad ottenere due diversi certificati d’idoneità in relazione al rischiosità dell’operazione da svolgersi. Il Pilota richiedente un Attestato di pilotaggio dovrà essere in possesso di un certificato medico LAPL (che consente l’esercizio di attività di volo non professionali su aeromobili al di sotto dei 2000Kg e fino a quattro passeggeri) mentre, invece, in caso di Licenza di pilotaggio, il pilota dovrà essere in possesso di un certificato medico di terza classe in corso di validità, rilasciato usualmente per le licenze che consentono l’esercizio di attività di controllo del traffico aereo. Prima di addentrarci nella disamina delle certificazioni mediche richieste dalla nuova edizione del Regolamento, è bene precisare che in materia di certificazioni mediche, assume un ruolo rilevante la normativa di rango europeo e le raccomandazioni delle organizzazioni internazionali che hanno portato nel tempo ad importanti progressi nel campo della medicina aeronautica. Come avremo modo di verificare, due sono i principali regolamenti europei adottati per la disciplina delle certificazioni mediche: da un lato il Regolamento UE n. 1178/2010 (c.d. Regolamento Aircrew) e dall’altro il Regolamento (UE) n.805 del 10 agosto 2011. A tale normativa europea ha fatto seguito la seconda edizione del Regolamento ENAC “organizzazione sanitaria e certificazioni mediche d’idoneità per il conseguimento delle licenze e degli attestati aeronautici”. I Regolamenti citati, richiamano a loro volta, in maniera indiretta o diretta, le raccomandazioni stabilite dalla normativa JAR, dagli annessi ICAO nonché dalle raccomandazioni di Eurocontrol sui requisiti psichici e fisici minimi per poter ottenere l’idoneità al pilotaggio.

Attestato di Pilota remoto di APR: Certificato medico LAPL

Per quanto riguarda l’attestato di Pilota di SAPR con MTOM inferiore ai 25kg e condotto in operazioni VLOS il Regolamento stabilisce che il pilota richiedente deve essere in possesso di una certificazione medica rilasciata da un AME (aero medical examiner) secondo gli standard relativi alla licenza LAPL (o licenze aeronautiche di categoria superiore) di cui al Regolamento UE n. 1178/2010 (c.d. Regolamento AirCrew). Il possesso di certificazioni mediche di seconda classe è altresì riconosciuto valido ai fini della dimostrazione del possesso dei requisiti psicofisici e pertanto, sono salve le idoneità conseguite dai piloti ai sensi della prima edizione del Regolamento.

Il certificato medico LAPL, acronimo di Light Aircraft Pilot Licence, che consente l’esercizio di attività di volo non professionali su aeromobili al di sotto dei 2000Kg e fino a quattro passeggeri è caratterizzato da una visita medica meno complessa e rigida rispetto alla precedente certificazione medica di seconda classe poiché richiede visite mediche meno dettagliate. Ed infatti, ai sensi del Regolamento Aircrew, Allegato C, i richiedenti di certificati medici LAPL sono valutati sulla base delle migliori pratiche di medicina aeronautica. La valutazione iniziale e tutte le successive valutazioni dopo i 50 anni di età e le valutazioni nel caso in cui l’esaminatore non sia in possesso della storia clinica del richiedente, comprendono quantomeno i seguenti esami: 1) esami clinici; 2) pressione arteriosa; 3) esame delle urine; 4) capacità visiva; 5) capacità uditiva. Nonostante il Regolamento Aircrew abbia previsto la possibilità di rilasciare tale certificato medico anche a medici generici, il Regolamento di medicina aeronautica pubblicato dall’ENAC invece prevede che tali certificazioni debbano essere rilasciate da centri aeromedici autorizzati dall’ENAC o dagli AME (Art. 4 del Regolamento) ed è stato stabilito che le visite mediche per il certificato medico LAPL avranno inizio dall’8 aprile 2015 (art. 2 del Regolamento). Le valutazioni successive – dopo la valutazione iniziale e in seguito fino ai 50 anni di età – comprendono la valutazione della storia clinica del titolare di certificato medico LAPL nonchè i punti precedentemente elencati.

I certificati medici LAPL sono validi per un periodo di:

  1. 60 mesi finché il titolare della licenza raggiunge i 40 anni. Un certificato medico rilasciato prima dei 40 anni cessa di essere valido dopo che il titolare della licenza ha compiuto 42 anni;

  2. 24 mesi dopo i 40 anni di età.

Licenza di Pilota di Pilota remoto di APR: Certificato medico di terza classe.

Ai fini dell’ottenimento della Licenza di Pilota, che si ottiene nei casi in cui è prevista la conduzione di APR di massa massima al decollo maggiore o uguale a 25 kg o in condizioni BLOS è richiesto il possesso di un certificato medico di terza classe in corso di validità, rilasciato in accordo al Regolamento ENAC “Organizzazione Sanitaria e certificazioni mediche d’idoneità per il conseguimento delle licenze e degli attestati aeronautici”.

Il certificato medico di terza classe certifica usualmente l’idoneità psicofisica per le licenze che consentono l’esercizio di attività di controllo del traffico aereo e pertanto i requisiti per il rilascio di tali certificazioni non sono previsti dal Regolamento Aircrew atteso che i controllori di volo non fanno parte dell’equipaggio dell’aeromobile convenzionalmente inteso. La disciplina relativa ai controllori di volo, ivi incluse le certificazioni mediche necessarie, trova invece fondamento nel Regolamento (UE) n. 805 del 10 agosto 2011 che recepisce le pratiche raccomandate dalla Convenzione di Chicago il 7 dicembre 1944 (convenzione ICAO) e dalle norme di sicurezza adottate dall’Organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea (Eurocontrol), istituita dalla relativa Convenzione internazionale del 13 dicembre 1960. In particolare, per quanto riguarda le certificazioni mediche di terza classe e i requisiti minimi per ottenerle, assumono rilevanza il documento Eurocontrol “Requirements for European Class 3 Medical Certification of Air Traffic Controllers” (Ed.2.0 del 20.02.2006) e l’annesso I ICAO. Le modalità di accertamento necessarie per l’ottenimento dell’idoneità per il certificato di terza classe non differiscono da quelle previste per il certificato medico di seconda classe ma si caratterizzano per la minore rigorosità dei requisiti minimi richiesti per ottenerne l’idoneità. Ai sensi del Regolamento ENAC di medicina aereonautica la visita iniziale per l’ottenimento di un certificato medico di terza classe viene effettuata solo da Centri aeromedici certificati (AeMC), mentre invece, le visite periodiche possono essere eseguite indifferentemente dagli AeMC o da AME certificati in possesso degli specifici privilegi per il rinnovo/riconvalida di tale classe di visita (art. 4, punti 10 e 12 del Regolamento).

La certificazione medica è valida per un periodo di:

a) 24 mesi fino ai 40 anni di età del controllore del traffico aereo;

b) 12 mesi dopo i 40 anni di età.

La direzione è quella giusta ma c’è ancora da lavorare

In relazione alle certificazioni mediche per il pilotaggio, la nuova edizione del Regolamento appare una positiva evoluzione della precedente edizione. Il certificato medico di seconda classe, benché ancora valido e ritenuto valido anche ai fini della nuova edizione, cede il posto alle certificazioni LAPL e di terza classe, modulate sulla pericolosità delle operazioni che il Pilota di SAPR dovrà porre in essere e connaturate al possesso di un Attestato o di una Licenza di pilotaggio. Tale impostazione porta con sé due risultati positivi: da un lato sono state abolite le certificazioni mediche di seconda classe, effettivamente troppo rigide e poco adatte al pilotaggio di APR e dall’altro, è stata introdotta una differenziazione (certificato LAPL e terza classe) che tiene conto della diversità delle operazioni specializzate.

Nonostante gli sforzi dell’ENAC, un problema di fondo permane. Si sta continuando a “riadattare” ai piloti di APR una normativa che è stata pensata ed ideata per valutare le migliori condizioni psicofisiche di figure professionali (piloti e controllori di volo) che non hanno nulla a che vedere con il pilotaggio di APR. Un caso lampante sono le certificazioni mediche di terza classe che certificano l’idoneità psicofisica per le licenze che consentono attività afferenti lo svolgimento di servizi relativi alla gestione del traffico aereo. Appare infatti un’innegabile forzatura paragonare un pilota di SAPR ad un controllore di traffico aereo. L’innegabile diversità di funzioni tra pilota di APR e controllore di volo determina per forza di cose il possesso di diversi requisiti psicofisici e pertanto stabilire identiche visite mediche per tali distinte figure, sostanzialmente diverse l’una dall’altra, appare una pericolosa ed ingiusta semplificazione.

Le certificazioni mediche per i piloti di APR sono l’esempio lampante della necessità di creare una normativa dedicata esclusivamente ai SAPR. Sotto tale aspetto appare utile citare la dichiarazione di Riga: i droni devono essere considerati come un nuovo tipo di aeromobili, con regole proporzionate e basate sul rischio derivante da ciascuna operazione ed ormai è sempre più improcrastinabile l’esigenza di sviluppare, da subito, sotto l’egida dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), regole europee per la sicurezza dei sistemi aerei a pilotaggio remoto ivi incluse le certificazioni mediche.

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