Svolta storica: ENAC scriverà le regole per i droni insieme agli utenti. E il governo vuole aiutare il decollo del settore

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Cinque ore di incontro tra ENAC e le associazioni degli utenti dei droni: una maratona che non ha portato risultati immediati ma, come ci racconta Gian Francesco Tiramani di Fiapr, è comunque stato un grande successo, anzi, addirittura un fatto storico: “Non era mai successo che gi utenti si siano seduti al tavolo con ENAC. C’erano tutte le associazioni a cominciare da Assorpas e Fiapr. Diversamente da quanto in molti si aspettavano  non si è andati nel dettaglio, ma quel che ci fa considerare positivo il momento è che  da oggi è assodato che il percorso delle regole sarà condiviso”.

la discussione sul regolamento verrà spezzettata in tavoli paralleli sulle varie tematiche coinvolgendo le associazioni di settore: “L’impressione è che ENAC si sia accorta che la strada finora seguita non è ideale, e la cosa migliore è un percorso condiviso perché gli utenti possono portare a ENAC competenza specifica sui droni che l’autorità non ha, mentre le associazioni hanno dentro tutta la filiera, dall’industria alla ricerca alla vendita agli utilizzatori finali” racconta Tiramani.

Due chili, brevetti e aeroporti

Tra gli argomenti caldi ci sono i droni sotto i due chili, che nella bozza del regolamento saranno in grado di volare senza troppi problemi sulla testa della gente, una promessa che ENAC aveva fatto a DronEzine già in Agosto ma che è rimasta sulla carta. Anzi, sulla carta non si è vista proprio. ENAC sostiene come al solito di essere quasi pronta con la linea guida, ma ancora non viene pubblicata. Quel che Tiramani ci rivela è che «la ridotta inoffensività  verrà valutata drone per drone, a meno che non entri nella certificazione». E a quanto pare a mettere il bollino “quasi inoffensivo” ai droni leggeri potranno essere organizzazioni terze a valutarle, a partire dalle Organizzazioni riconosciute (al momento solo 7 in tutta Italia, di cui tre in grado di rilasciare certificazioni di tipo).

Altro tema caldo le scuole di volo e la formazione dei piloti: Tiramani ci rivela che secondo ENAC le 33 ore erano solo un passo intermedio e sono in arrivo novità (la più importante è l’attestato per i droni sotto i 25 kg e una vera e propria licenza, quindi un brevetto aeronautico, per quelli pesanti che volano anche fuori dal campo visivo dell’utente).

Terzo, gli aeroporti: l’Italia è tra i pochi paesi al mondo dove la zona di rispetto aeroportuale parte da terra e non da 500 piedi di quota, e se consideriamo tutte le aviosuperfici, gli eliporti e i veri e propri aeroporti, lo spazio dove volare si restringe drammaticamente: in Umbria per esempio due terzi del territorio della regione non è volabile dai SAPR proprio per l’affollamento dei campi volo. Parte quindi il confronto con ENAV (Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo)  per ridurre e rivalutare l’area di rispetto degli aeroporti.

E’ stato sottoposto ai lavori, ma non valutato, l’argomento degli APR di pubblico interesse (Ricerca e soccorso, indagini dei periti dei tribunali, controllo del traffico eccetera): l’argomento  farà parte di uno dei tavoli paralleli.

Tempi

La previsione generale è che il regolamento nuovo avrebbe dovuto entrare in vigore a fine maggio, ma con la partenza dei tavoli paralleli si riuscirà a rispettare la scadenza? «Non c’è un’indicazione precisa, ma nel documento Assopars Fiap si era previsto che alcune modifiche venissero fatte subito,come è stato fatto per la riforma dell’attività sperimentale» dice Tiramani. «Capisco benissimo le aspettative degli operatori, ma teniamo conto che tre mesi fa ENAC non si sognava nemmeno di scrivere le regole insieme agli operatori» conclude.

E dopo ENAC, il governo

Partirà oggi stesso un incontro con il governo (che ha la vigilanza su Enac) per lo sviluppo economico del settore, uno sviluppo che parte dal regolamento. Il primo punto su cui dobbiamo essere chiari è che la regolamentazione italiana non può essere più dura di quello degli altri paesi europei. «Anche perché rischieremmo sanzioni ENAC» dice Tiramani, «anche per quanto riguarda le tariffe (in Francia la pratica costa zero). Tiramani ci rivela che il governo vuole capire quali i iniziative può mettere in atto per favorire lo sviluppo economico del settore (“anche perché c’è una raccomandazione specifica dell’EU di favorire lo sviluppo economico del settore pur mantenendo la sicurezza»). Infine, con il governo bisogna affrontare la delicata questione delle sanzioni, continua Tiramani: «Ci vuole una legge: noi proponiamo un testo in pochi punti, molto semplice, che prevede solo sanzioni amministrative e non penali (che comunque sono già nel codice penale, se uno uccide con un drone sarà comunque perseguito pr omicidio, colposo o doloso se l’ha fatto apposta). «Al di là della norma, la cosa macroscopica è che nessuno ha fatto le sanzioni» afferma Tiramani. «La polizia è in enorme imbarazzo per dover teoricamente fare multe da 60 mila euro da chi vola senza avere in tasca il bollettino dell’assicurazione, anche se l’ha pagata». Multe che a nostro avviso non reggerebbero in tribunale, ma porterebbero comunque inutile stress e costi legali agli operatori.

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