Droni: provato in volo il nuovo arrivato DJI Phantom 3

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Per gentile concessione di MT Distribution abbiamo avuto la possibilità di testare, forse primi in Italia, il Phantom 3, l’ultimo nato di casa DJI Innovation, il colosso cinese che ha invaso i mercati con i propri droni ricreativi e professionali.

Non si tratta di una recensione basata sui datasheet, ma di una vera prova effettuata al campo volo, anzi di una comparazione dato che Paolo Martelli, responsabile di MT Distribution, ci ha gentilmente concesso di riscaldarci i pollici con un Phantom 2 Vision servito come antipasto. In attesa del completamento della carica delle batterie del Phantom 3, abbiamo effettuato un primo volo con il fantasmino bianco, suo predecessore e verificato che funziona sempre e comunque egregiamente. Data l’ottima copertura  satellitare, il Phantom 2 Vision è rimasto stabile in hovering come se fosse un chiodo piantato in cielo. Per guadagnare tempo e nel tentativo di caricare due batterie contemporaneamente, avevamo inizialmente pensato di usare il caricatore in dotazione con il Phantom 2, ma le batterie Lipo oltre ad essere diverse come capacità sono anche differenti nel lato connettori e gli stessi spinotti, hanno forme e dimensioni differenti, proprio per evitare che possano essere scambiati erroneamente.

Abbiamo impiegato la dolce attesa scaricando dal sito ufficiale DJI, ma da una directory nascosta, una versione in beta della app DJI Pilot, la stessa usata per il DJI Insipire ma che a quanto pare non è compatibile al 100% con il Phantom 3. La versione testata è in fase preliminare e ci è stato assolutamente vietata la sua distribuzione, in quanto potrebbe contenere alcuni bug. In verità durante il collaudo tutto è andato per il meglio e senza problemi.

Un tablet o uno smartphone sono obbligatori

Una volta collegato lo smartphone con schermo da 5,5 pollici e sistema operativo Android tramite cavetto USB <-> MicroUSB al piccolo radiocomando, dopo aver lanciato la applicazione abbiamo iniziato le procedure di calibrazione del magnetometro eseguendo il consueto balletto. Purtroppo non avevamo alcun manuale e ci auguriamo che venga presto inserito sul sito DJI, ciò nonostante data l’esperienza con i precedenti droni DJI e le spiegazioni delle procedure inserite nella app, sono state sufficienti a farci terminare la calibrazione al secondo tentativo. Radiocomando drone DJI Phantom 3

Il radiocomando, giocattoloso o design minimalistico?

Ci hanno subito colpito la forma e le dimensioni del radiocomando, a mezza via tra un giochino plasticoso e un gioiellino di tendenza. Bianco, senza tanti fronzoli, ma con tutto quello che serve. Per accenderlo è necessario dare un primo tocco sul pulsante, abbastanza identificabile sulla sinistra della plancia, seguito da una altra pressione leggermente più lunga, di circa 2 secondi. Lo stesso sistema viene utilizzato per accendere fisicamente il drone Phantom 3. Il led situati nella parte inferiore della radio indicano lo stato di carica e forse anche altre cose (al momento della prova, non c’era il manuale utente). Carine e inusuali le due antenne, usate per la funzione diversity che permette di scegliere quale delle due riceventi e antenne usare, in modo da garantire sempre una ottima ricezione. Data la poca distanza che ci separava dal quadricottero di casa DJI, non ci siamo curati di posizionare le antenne in modo particolare. (sempre meglio non tenerle orientate nello stesso modo, per non vanificare l’uso del doppio sistema ricevente).

supporto smarphone del radiocomand DJI phantom3 non inclinabile

Un appunto sul sistema di supporto dello smartphone/tablet, non siamo riusciti ad inclinarlo in orizzontale, costringendo a far rimanere il telefono in verticale, che potrebbe anche andare bene, se non fosse per il fatto che la app, parte in modalità widescreen. Abbiamo dovuto quindi utilizzare la cortesia di un assistente per tenere in mano lo smartphone al fine di visualizzare le informazioni ricevute dalla telemetria di bordo.

DJI Pilot, una app per controllare e configurare tutto il sistema

Sulla app, si riceve non solo la telemetria, ma anche la trasmissione video in tempo reale, consentendo al pilota di modificare il tilt della camera, muovendo uno slider virtuale sullo schermo, oppure banalmente la rotella situata sul angolo superiore sinistro del radiocomando. Posizionati sempre begli angoliin alto, si trovano i pulsanti per iniziare la registrazione di video e scattare foto.
La telecamera grazie al sistema di lenti Sony, promette grandi risultati e la testeremo a fondo nella nostra seconda prova. Diciamo che osservandola nelle foto finora viste sul sito ufficiale DJI o da parte di alcuni tester in giro per il mondo, ci sembrava più grande invece a parte un obiettivo a quanto pare molto luminoso, è piuttosto minuta e leggera e questo non ci sembra decisamente un difetto.
I movimenti della camera, tramite controllo del radiocomando sono molto docili delicati e apparentemente senza scatti.

Phantom pilotato da un tester di DronEzine

Auto Take Off

Arriviamo quindi al tanto agognato decollo, che per precauzione, abbiamo preferito fare in manuale, escludendo quindi la comoda funzione di auto take off (decollo automatico) che si può abilitare in due semplici passaggi: prima un “tap” e  dopo uno “swipe” sul display touch screen del dispositivo usato.
La app veramente molto completa, non fa assolutamente sentire la mancanza di un PC per completare tutte le configurazioni necessarie per personalizzare l’esperienza di pilotaggio, a cominciare dalla scelta del MODE (1,2,3,4), passando per i settaggi della video camera o della velocità di movimento del gimbal integrato. Usando le configurazioni di default siamo decollati senza alcuna incertezza e lasciando i comandi al centro il Phantom 3 in modalità GPS se ne rimaneva fermo li dove era, permettendoci di fargli foto tutte intorno. (ma voi non fatelo per ovvi motivi di sicurezza).

Conclusioni

Il drone Phantom 3 vola bene, è stabile, la gimbal si muove con fluidità, non abbiamo ancora testato le altre funzioni disponibili e sopratutto scaricato il video che per un errore di sd card è risultato corrotto, ma vi terremmo aggiornati con una recensione completa sul prossimo numero della rivista DronEzine.

Si ringraziano i signori Alessandro Summa e Paolo Martelli di MT Distriburion per la gentile concessione.

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