Anche il Messico dà un giro di vite all’uso dei droni

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E venne il turno anche del Messico. Visto il boom dei droni nel paese latino americano, la scorsa settimana la Sct (l’equivalente messicano di Enac), ha imposto nuove leggi più stringenti per l’utilizzo dei Sapr.
In sintesi, è autorizzato il volo solo durante il giorno e per scopi ricreativi.

“A causa del crescente uso di aerei senza pilota”, ha affermato l’ufficio stampa del Ministero delle Comunicazioni e dei Trasporti, la Sct ha aggiornato e rafforzato i criteri che regolano il loro funzionamento, al fine di preservare la sicurezza del pubblico e anche, naturalmente, degli operatori”.

Tosti i parametri sulle no fly zone: i droni, per volare, devono essere 9,2 km dall’aeroporto e a 3,7 chilometri dai campi d’aviazione incontrollati. Un chilometro di no fly zone, invece, nel caso di eliporti.
Come in Italia, le aperture riguardano gli Apr sotto i due chili, solo se utilizzati per scopi ricreativi. Questi non richiedono l’autorizzazione della Direzione dei Trasporti e Aeronautica di controllo.

L’ente messicano vieta anche i droni che trasportano merci pericolose o sostanze proibite dalla legge, così come armi o esplosivi. Un comma banale? Forse, ma visti i numerosi casi di spaccio (più o meno riusciti) con i droni, l’autorità ha pensato bene di chiarire la cosa.

 

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