Gli Usa fanno chiarezza sull’importanza dei droni civili

0
FT-Scenario1_Precision_Agriculture.jpg.CROP.article568-large

Uno scenario del prossimo futuro: uno stormo di droni impegnati in operazioni di agricoltura di precisione

Via via che si avvicina la fatidica data in cui gli Usa apriranno i cieli ai droni civili (si parla del 2015), i gruppi di pressione politica e le lobby cominciano a fare studi approfonditi sull’importanza economica dei piccoli velivoli robot. Si delinea la Drone Belt, una catena di distretti che abbraccia tutto il mondo, dall’India allo Iowa, piena di cantine e garage dove nascono applicazioni, soluzioni e idee per trasformare i droni nella miniera d’oro del prossimo futuro.

I consulenti di Deloitte GovLab, un “think tank”, un gruppo di studio che fornisce dati ai decisori del governo americano, ha sgrossato i temi più importanti che riguardano il movimento dei droni civili.
Ecco i principali:

  • Political drone belt: I partiti politici americani stanno organizzando il Congressional Unmanned Systems Caucus, un seminario che vuole aggiornare i membri del Parlamenrto sul valore delle tecnologie unmanned. (Nello slang politico americano, un “caucus” è  in senso generico un incontro che si svolge tra i sostenitori di un partito politico; invece il Congresso è il Parlamento).
    Il caucus ha già 48 membri, (39 Repubblicani e 9 Democratici) che rappresentano grosso modo 40 milioni di americani. Finora, 41 stati stanno legiferando sui droni, spesso scegliendo la facile strada del proibizionismo per rispondere ai dubbi su sicurezza e privacy che i droni civili sollevano .
  • Il derby: università rurali contro atenei cittadini Gran parte dell’innovazione nelle applicazioni non militari dei droni nasce nelle istituzioni accademiche. Senza grosse sorprese le università rurali, specie quelle del Midwest, si concentrano su applicazioni territoriali (per esempio, la  Utah State University ha un programma di ricerca sulle aree umide e sul censimento degli animali selvatici) mentre le università cittadine si concentrano sulla tecnologia core dei droni: interessantissimo lo studio dell’ateneo  Carnegie Mellon sulle tecnologie per il riconoscimento automatico dell’ambiente e l’evitazione automatica degli ostacoli.
  • Dall’India allo Iowa: I droni stanno vivendo oggi la stessa evoluzione del personal computer negli anni 80: in attesa di uno Steve Jobs che faccia il drone davvero per tutti, per ora la ricerca tiene banco tra gli hobbisti, le startup e i garage dove gli appassionati fanno i loro esperimenti. Nascono gruppi Do-It-Yourself che si scambiano consigli, applicativi, tecnologie, materiali, esperienze e imparano gli uni dagli altri. Deloitte ha identificato 81 di questi centri di eccellenza autogestiti, in 18 paesi del mondo; ma, come ammettono loro stessi, è un numero stimato per difetto, verosimilmente ce ne sono molti, ma molti di più.
  • Il mito della frontiera: Man mano che la tecnologia matura, assicura Deloitte, l’uso dei droni passa dalle mani dei militari a quello delle agenzie private. Delle 241 realtà che negli Usa hanno chiesto alla FAA le autorizzazioni per fare missioni di volo con aerei robot, 116 (quasi la metà) sono civili.
  • Rilancio dell’industria: I droni civili sono un mercato potenziale che vale 89 miliardi di dollari, e i distretti della Rust belt (la cintura arrugginita, i territori che hanno perso l’industria e non sanno più che fare) lo vedono come l’ultimo treno per tentare un rilancio industriale: da questi Stati crescono senza sosta le associazioni di categoria e richieste di autorizzazione ai voli sperimentali. Ohio, New York e Michigan si contendono ferocemente la possibilità di ospitare i campi volo sperimentali dove la FAA testerà i droni per arrivare alle definitive certificazioni.
  • California, una nuova corsa all’oro: Il cortocircuito delle competenze tra la Bay Area (San Francisco e i suoi dintorni) e l’esperienza militare del Southern California military brawn rendono la costa del pacifico l’ecosistema più attivo per lo sviluppo dei droni. Da qui vengono 7 membri dell’Unmanned Systems Caucus, compreso il presidente  Buck McKeon, 80 membri dell’AUVSI (una specie di confindustria che riunisce gli industriali della filiera dei droni), 15 gruppi Do-It-Yourself e 22 aziende che hanno richiesto autorizzazione a compiere voli civili senza pilota.  
1498 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: