Quale forma societaria per lavorare con i droni?

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L’esperto legale Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi la domanda riguarda la forma societaria da utilizzare per lavorare con i droni.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
Per accedere al servizio, e leggere le risposte alle domande selezionate, clic qui

Siamo due piloti sapr già certificati ENAC e vorremmo sapere quali sono i passi da seguire per diventare operatore partendo da zero e poter avviare questa professione nel rispetto del regolamento. Innanzi tutto se ci conviene fondare una società o se è meglio aprire partita iva come libero professionista o se in questi casi è richiesta una cosa diversa. Posso affidarmi ad un comune commercialista o esistono figure specializzate?

Il Regolamento non impone agli operatori di adottare una precisa forma giuridica, né potrebbe farlo, stante il ruolo di ENAC e le funzioni di regolamentazione esclusivamente tecnica a cui è preposta (D.lgs. n. 250/97).

Ciò premesso, è importante effettuare una chiarificazione con riferimento alla partita IVA. La partita IVA è necessaria sia per le società che per le libere professioni e quindi non è l’elemento che differenzia tali figure. Quello che cambia tra società e libera professione è che l’attività del libero professionista è intellettuale-creativa ed ha predominanza sui mezzi che lo stesso adopera per svolgimento del suo lavoro, mentre la società implica un’attività di impresa esercitata in comune da due o più soggetti che conferiscono beni o servizi per esercitare un’attività economica al fine di ricavarne un lucro. In sostanza l’elemento centrale è quello del capitale: nella libera professione è strumentale e secondario alle attività creative e/o intellettuali mentre nell’impresa e nelle società ha un’importanza primaria e costituisce il punto centrale per lo svolgimento dell’attività economica.

In conclusione, in merito alla domanda posta, fermo restando che la consulenza del commercialista è senz’altro necessaria, all’operatore non è imposta nessuna forma giuridica particolare ed è quindi libero di adottare quella che sia più attinente alle sue esigenze ed alle sue attività. La scelta deve tener conto di molte variabili quali la complessità dell’organizzazione, il numero di soggetti coinvolti e loro ruolo all’interno dell’organizzazione e soprattutto il tipo di attività specializzate che si andranno a svolgere. Dato che siete due piloti, e quindi l’iniziativa imprenditoriale è svolta da due soggetti, la forma societaria apparrebbe quella più adatta.

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