Armi e droni, la dotazione tecnologica di presunti rapinatori

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Fermati durante una azione  di controllo del territorio, tre individui sono stati posti in stato di fermo perchè all’interno della loro auto avevano un vero e proprio arsenale tecnologico: armi, disturbatori di frequenza e droni per spiare le abitazioni.

Lissone 15 luglio – Tre persone sono finite in manette: un italiano di 45 anni, un venezuelano di 28 anni entrambi di Lissone e un peruviano di 27 anni di Monza sono stati arrestati martedì dai carabinieri di Desio per ricettazione e detenzione di armi clandestine. Dopo aver individuato verso le 5 di mattina una auto con il fare sospetto, gli uomini dell’Arma li hanno pazientemente seguiti sino ad una strada senza uscita e hanno quindi effettuato un normale controllo. Dato il fare sospetto dei tre, l’esito non ha stupito più di tanto i carabinieri quando nel bagagliaio sono state rinvenuti: una pistola con il numero di matricola abrasa, alcune ricetrasmittenti, armi improprie, coltelli, disturbatori di frequenze e persino un drone, usato probabilmente per sopralluoghi e ispezioni delle abitazioni da rapinare.

I controlli sono poi proseguiti sino alla casa del venezuelano  dove è stato trovato un altro drone, un fucile a ripetizione, tirapugni, guanti in lattice, fascette, parrucche e maschere, un vero e proprio kit del perfetto rapinatore. Kit che a quanto pare si è ulteriormente avvalso delle nuove possibilità messe a disposizioni dei droni, utilizzati questa volta, per fini illeciti.

 

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