Con il nuovo regolamento ENAC riconosce l’importanza dei droni. Tutte le novità

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Meglio tardi che mai. Dopo una sfilza di rinvii, finalmente Enac pubblica l’attesissimo nuovo regolamento, che è migliorativo rispetto a quello passato, anche se purtroppo restano le lungaggini burocratiche e le difficoltà di ottemperare alle severe norme dell’Authority civile, ed è molto simile alle bozze che circolavano. Il regolamento entrerà in vigore con una certa calma: il grosso del documento sarà legge il 15 settembre prossimo, mentre il sito Web con cui Enac intende automatizzare l’attuale lentissimo processo di certificazioni, autorizzazioni e recepimento delle autocertificazioni non diventerà realtà prima del primo gennaio del prossimo anno.

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Paolo Omodei Zorini di Alpha Lima

Le norme sulle nuove licenze dei piloti daranno i loro frutti il primo aprile 2016 (sperando non sia un “pesce”), mentre c’è un anno tondo di tempo per convertire alle nuove regole le autorizzazioni per l’impiego di Sapr rilasciate dall’Enac agli operatori e le loro dichiarazioni. Insomma, come ci dice Paolo Omodei Zorini di Alpha Lima, una delle otto Organizzazioni di Consulenza (O.C) operative in Italia, “Enac ha creato una solida roadmap per l’implementazione delle nuove regole, con tempi fattibili anche se piuttosto stretti. Un regolamento che ha una continuità notevole con il precedente e che apre a operazioni fatte con il buonsenso senza sacrificare la sicurezza. La valutazione globale è positiva”.

Col nuovo regolamento sarà più facile lavorare?

Carlo Facchetti di Geoskylab

Carlo Facchetti di Geoskylab

«Certamente, e lo sarà sempre di più» dice Omodei Zorini. «Nel tempo stiamo sviluppando un settore importante ancora agli albori. Ricordiamoci che il volo è nato come passatempo per ricchi gentiluomini della Belle Epoque, poi è diventato quello che sappiamo, in un percorso che ha visto anche le sue tragedie. Con i droni siamo allo stesso punto: è nato da ricchi gentiluomini che facevano aeromodellismo; ora siamo nella fase due, sta diventando una filiera operativa, ma non possiamo fare gli stessi errori che abbiamo fatto in passato con gli aeroplani: oggi abbiamo strumenti per ridurre rischi, per ridurre la vulnerabilità in modo tale da consentire a questa filiera di crescere senza incidenti. Come peraltro finora è successo: non mi risulta che i Sapr abbiano fatto vittime. Tutto ha funzionato a meraviglia, quindi non si può criticare né il lavoro dell’Authority né quella degli operatori visto che i guai che ci sono stati non hanno mai portato a danni grossi. Non sarà l’ultima revisione de regolamento, ce ne saranno certamente altre, ma si può lavorare.»
«Di sicuro farà bene alla comunità» concorda Carlo Facchetti della O.C.  Geoskylab, «Alcune cose le hanno migliorate, altre le hanno chiarite. È molto importante anche la relazione che accompagna il regolamento» ci dice ancora Facchetti. «Mette a fuoco il fatto che i Sapr hanno avuto uno sviluppo forte grazie alla versatilità e ai costi contenuti di acquisto e utilizzo. Enac recepisce, e mette nero su bianco, l’importanza economica della filiera dei droni, e questo non è un risultato da poco: l’Authority stessa afferma che nel comparto dell’aviazione civile proprio i Sapr hanno avuto lo sviluppo più importante. Questa introduzione dà ancora maggior dignità al nostro settore; in un momento in cui l’aviazione civile è in forte sofferenza, vediamo per esempio il caso Alitalia, i Sapr e le strutture Enac che si occupano di loro stanno vivendo un momento d’oro. Finalmente l’Ente ha fatto un passo importante nella direzione di chi ci deve lavorare, ma non basta: Enac deve aprire un dialogo con gli operatori, e non solo con le associazioni. Eravamo arrivati al limite, gli operatori sono arrabbiati e confusi, e hanno ragione: siamo arrivati alla fine di luglio senza certezze, adesso possiamo essere cautamente ottimisti, abbiamo ricevuto ben più di un contentino, ma occorre vigilare. All’interno di ENAC non sono ancora pronti per gestire la mole di lavoro che gli si prospetta, i tempi di attesa per ottenere autorizzazioni e pubblicazioni sono sempre ancora lunghi, però nella relazione ENAC dichiara pubblicamente in un documento formale, ufficiale, l’importanza dei droni. Non siamo più visti come aeromodellisti che si sono messi in testa di fare i professionisti, da oggi siamo professionisti a tutti gli effetti». Ma appunto non tutto è chiaro, non tutto è ben definito, ci dice ancora Omodei Zorini: «Tante cose non sono chiare: aspettiamo ancora le linee guida sull’inoffensività (che ci erano state promesse da Carmine Cifaldi, al tempo capo del servizio aeronavigabilità dell’Enac, esattamente un anno fa), sull’organizzazione delle scuole».

Volare in città

Droni in città: una realtà concreta

Droni in città: una realtà concreta

Uno dei punti più importanti e non chiariti nelle bozze preliminari riguarda la possibilità, per il momento unica al mondo, di volare in città facendo operazioni critiche. Pareva obbligatorio che il software dei droni avesse la certificazione Eurocae 12, che è estremamente costosa e difficile da ottenere per macchine piccole così. «Nel regolamento definitivo la porta è socchiusa, si dice che possono essere anche usati mezzi con certificazioni diverse»” ci dice Facchetti, «e ciò apre un dialogo con Enac: l’articolo non è chiuso e blindato, si potrà dire “io Eurocae non ce l’ho, ma ho una certificazione fatta così”. E chi riuscirà a ottenere la possibilità di fare operazioni critiche in scenari urbani di fatto potrà fare davvero tutto». Su questo punto Omodei Zorini non è del tutto d’accordo: «Sì, si possono portare altre certificazioni, perché garantiscano lo stesso livello di sicurezza. E sono software molto complessi, senza contare che l’ultima parola spetta sempre a ENAC».

Due chili

Tutte le operazioni con i droni inoffensivi saranno non critiche

Tutte le operazioni con i droni inoffensivi saranno non critiche

I droni inoffensivi sotto i due chili entrano finalmente nel regolamento: per loro tutte le operazioni specializzate saranno non critiche. Ciò significa che sarà lo stesso necessario fare la scuola di volo e ottenere la visita medica, e che il drone dovrà comunque essere approvato, o con la fase sperimentale o attraverso la certificazione del costruttore. Come era largamente previsto, non basta che il drone sia sotto i due chili, deve anche essere inoffensivo: a stabilire l’inoffensività sarà la stessa Enac oppure “da un soggetto da essa autorizzato”, ancora non sappiamo chi possa essere ma possiamo ipotizzare che saranno le Organizzazioni di Consulenza, che già oggi affiancano operatori e piloti nel processo di sperimentazione e approvazione dei Sapr. Inoffensivi o meno, resta proibito il sorvolo di assembramenti di persone, per cortei, manifestazioni sportive o inerenti a forme di spettacolo o comunque in aree dove si verifichino concentrazioni inusuali di persone. Il “sorvolo”, attenzione, non il passarci vicino.

Scuole di volo

Attestato per i droni sotto i 25 kg, licenza per quelli pesanti o che volano non a vista

Attestato per i droni sotto i 25 kg, licenza per quelli pesanti o che volano non a vista

Cambiano le licenze, cambierà qualcosa per chi ha fatto la scuola e ottenuto l’attestato? «Io credo che non ci saranno problemi» afferma Facchetti (Geoskylab è anche una scuola di volo). «L’attestato vale e varrà in futuro. Certo è che in tempi non brevissimi, dell’ordine dei 14 mesi, i vecchi attestati verranno regolarizzati. Ma sono sicuro che varranno tutti gli attestati, guai se fosse il contrario, dal momento che sono stati rilasciati da organizzazioni autorizzate da Enac, quindi probabilmente ci vorranno degli adeguamenti, ma avranno validità”. Omodei Zorini non è così ottimista: «Questo è uno dei lati oscuri del regolamento» ci dice. «Bisognerà vedere come verrà gestita, e da chi, la transizione dalle vecchie alle nuove licenze. Ma si parla dell’aprile prossimo, c’è tempo per avere una roadmap più precisa».

Enac convoglia tutte le funzioni didattiche, teoriche e pratiche, nelle scuole che essa stessa autorizza, mentre prima la parte teorica la faceva la scuola e quella pratica era demandata al costruttore del drone. E arriva, come già era largamente previsto, la figura dell’esaminatore. Per l’attitudine psicofisica si potrà presentare un certificato LAPL rilasciato da un AME, un Aero Medico Esaminatore, oppure un certificato di II classe (finora era valido solo quest’ultimo): il LAPL è il certificato medico dei piloti di aerei leggeri (che sono una cosa ben diversa dagli ultraleggeri) mentre il certificato di II classe è quello dei piloti di aviazione generale, delle hostess e dei paracadutisti.

Le licenze saranno di due tipi: l’Attestato di Pilota di Apr per i droni sotto i 25 kg, che – grossa novità – sarà rilasciato per classi di macchine e non solo, com’era finora, per quella specifica macchina: ciò significa che fino a oggi chi faceva l’addestramento pratico – poniamo – su un Phantom poteva pilotare solo il Phantom, adesso invece può pilotare qualsiasi multicottero. Per volare non a vista e per i droni sopra i 25 kg è invece richiesta la Licenza di Pilota di Apr che è a tutti gli effetti un brevetto di pilotaggio per aeromobili. La parte pratica, finora abilitava solo a un preciso modello di drone, un po’ come succede per gli elicotteri, in cui esiste solo l’abilitazione per tipo: ogni volta che un pilota cambiava modello di drone, in teoria doveva rifare il “patentino” sulla nuova macchina. Ora ENAC introduce il concetto di abilitazione per classi, come sugli aerei ad ala fissa, in cui il passaggio tra un drone a un altro, all’interno della stessa classe non richiederà più di rifare l’esame. Ma non c’è nessuna indicazione su come saranno queste classi: «Nell’aviazione per esempio tutti gli aerei ad ala fissa monomotore a pistoni costituiscono una classe, una volta imparato su uno si possono pilotare tutti» spiega Omodei Zorini. “Per i droni, attualmente ENAC non spiega come saranno le classi, anche se verosimilmente ci stanno lavorando sopra. Ma logica vorrebbe che fossero mutimotori, ala fissa, dirigibili, elicotteri. Però fino a che non vediamo una tabella ufficiale dell’ENAC possiamo fare solo supposizioni. In un primo tempo, verosimilmente, dovrà essere il costruttore a stabilire a che classe appartiene la sua macchina. E sarebbe interessante se nascessero droni specifici per l’addestramento, esattamente come succede con gli aeroplani, dove per esempio il Cessna 152 è un aereo scuola».

Resta il problema che mancano i droni certificati, però.

«Perché il sistema delle classi funzioni, sarà necessario che i droni siano certificati, altrimenti siamo troppo sul vago. Enac ha introdotto il concetto di “certificazione di progetto”, il che significa che Enac finalmente vuole vedere i progetti, visto che molti costruttori al momento nemmeno ce l’hanno» risponde Omodei Zorini. «Il regolamento Enac punta al futuro, e poco si adatta alla realtà dei droni di oggi: parla anche di costruzione in serie, che non fa nessuno. Siamo ancora in una fase pionieristica di droni autocostruiti, sperimentali o poco più. Il livello di sicurezza al momento lo garantisce l’operatore, più che il costruttore». La novità più significativa che Enac inserisce nel nuovo regolamento è la figura dell’examiner: mentre fino a ora al termine dell’addestramento pratico di fatto era il costruttore o la scuola a promuovere il candidato, ora occorre «superare un esame pratico con un Esaminatore presso un Centro di Addestramento Apr approvato».

Oltre l’orizzonte

Spektrum-Ultra-Micro-FPV-Set-with-TELEPORTER-V4-Headset-094SPMVS1100_b_0Nel nuovo regolamento vengono significativamente aumentate le distanze di volo: ora ci si può allontanare 500 metri (prima erano 200), mentre l’altezza rmassima resta fissata a 150 metri. Distanze maggiori possono essere valutate e autorizzate da Enac, una cosa fondamentale per operazioni come la geomatica o l’uso dei droni in agricoltura, dove è di vitale importanza poter coprire con un solo volo appezzamenti di terreno il più grandi possibile. ENAC si preoccupa anche del caso in cui, ottenendo le autorizzazioni per volare più lontano o più in alto di quanto permetta il VLOS, si possano avere difficoltà di pilotaggio a vista: anche nel nuovo regolamento sono proibiti i sistemi elettronici o ottici per aumentale la portata visiva, ma si possono utilizzare osservatori o stazioni di pilotaggio supplementari: e il campo del cosiddetto EVLOS, cioè Extended VLOS.

Entrano nel regolamento le operazioni BLOS, quelle condotte “a distanze tali per cui non possono essere applicate le procedure per evitare le collisioni mediante osservazione visiva”, che finora erano semplicemente proibite. Si potranno fare solo in aree segregate (quindi con un NOTAM) e seguendo procedure che ancora non sono state comunicate da Enac. Omodei Zorini però smorza gli entusiasmi sul BLOS: «Per volare in BLOS prima del nuovo regolamento ci sarebbe voluta una licenza di pilota commerciale con abilitazione IFR» ci dice. «Sono 250 ore di volo»  Attualmente quali sono le macchine operabili in BLOS? «Il Predator, il Falco dell’Alenia e poi? Ora un poco di BLOS civile lo fanno una manciata di piloti militari e civili di Selex. Bisognerà vedere quali saranno nel concreto le richieste di ENAC per queste licenze, e  vedere quali macchine potranno per davvero fare missioni simili».

Per tutti scende da 8 a 5 km la distanza minima dagli aeroporti, ma si potrà anche volare a distanze inferiori e anche all’interno stesso dell’aeroporto seguendo procedure che ENAC rilascerà in un secondo tempo. Quanto alla disciplina del traffico aereo, in caso di vicinanza tra Sapr e aeromobili viene esplicitamente scritto che rispetto agli aerei ed elicotteri i Sapr non hanno mai la precedenza, in caso di avvistamento di un aeromobile bisognerà scendere alla quota di sicurezza di 25 metri.

Indoor (quasi) libero

Si era ventilata la possibilità che ENAC tentasse di appropriarsi anche dell’indoor, cioè del volo in luoghi chiusi. Ma così non è stato, l’indoor resta fuori dal regolamento ENAC, con l’unica eccezione che anche al chiuso è proibito sorvolare gli assembramenti di persone.

Aeromodelli: un comma ambiguo e pericoloso 

Per chi vola per hobby cambia poco o nulla: gli aeromodellisti non sono obbligati ad essere assicurati (e questo a parer nostro è una follia), continuano a non aver bisogno di scuole, certificazioni e autorizzazioni, continuano a poter volare (se il drone/aeromodello pesa meno di 25 chili) in un luogo adatto senza persone scelto da loro sotto la loro responsabilità, e non solo nei campi di volo (e comunque solo di giorno). Ma a sorpresa spunta un comma molto ambiguo e pericoloso:  Su un aeromodello utilizzato in un luogo aperto al pubblico non possono essere  istallati dispositivi o strumenti che ne configurino l’uso in operazioni specializzate
Paragrafo che suscita qualche sospetto dato che in fase di definizione delle operazioni specializzate viene evidenziato:


Operazioni Specializzate: per lo scopo di questo Regolamento si intendono  le  attività  che prevedono l’effettuazione,  con  un SAPR,  di un servizio  professionale  a titolo oneroso o meno,quale ad esempio: riprese cinematografiche, televisive e servizi fotografici,  sorveglianza del territorio o di impianti,  monitoraggio ambientale, impieghi agricoli, fotogrammetria, pubblicità, addestramento.”

Non crediamo che l’intenzione del legislatore sia quella di vietare l’installazione di eventuali telecamere oramai a corredo di qualsiasi multirotore giocattolo o prosumer.
Con buone probabilità il legislatore intendeva focalizzare l’attenzione sulla distinzione fondamentale tra l’uso professionale e ricreativo in base non tanto alle tipologie di droni, ma al loro utilizzo. Se si osserva con attenzione l’elenco degli APR autorizzati alle operazioni specializzate non critiche, si potrà notare come in sostanza a parte qualche piccola differenza sia possibile rendere “professionale” una macchina nata per l’aeromodellismo. Il che vuol dire che la dotazione di telecamere, così come GPS o addirittura i magnetometri, gli accelerometri e i giroscopi e finendo per assurdo sino ai regolatori e ai motori, possano di fatto essere utilizzati per una operazione specializzata in quanto permettono al mezzo di volare e quindi potenzialmente svolgere una operazione professionale. Ne deriva una pregiudiziale davvero pericolosa. Noi crediamo che il legislatore volesse semplicemente cautelarsi da abusivi che, colti in flagranza nel corso di una attività non autorizzata, si auto dichiarino modellisti.
Allo stesso tempo se avessero voluto chiarire questo aspetto relativo alle telecamere – e, aggiungiamo noi, a tutti gli altri sensori particolari che permettono ad un qualsiasi aeromodello di “comportarsi” come un SAPR, lo avrebbero delineato con maggiore precisione.
Esattamente come è avvenuto alla voce relativa al volo in FPV che viene esplicitamente vietato grazie a queste semplici parole:  

l’aeromodellista mantenga un continuo contatto  visivo con l’aeromodello, senza aiuto di dispositivi ottici e/o elettronici;” 

un comma non confondibile afferma che se una persona per divertirsi deve volare con gli occhiali LCD, lo può fare ma solo a condizione che i modellisti siano due, connessi maestro-allievo; uno vola in FPV e l’altro non perde mai di vista il drone. Il che è anche il modo migliore per volare in modalità First person View, – visione in prima persona – senza pensieri.

Sanzioni

Una leggenda nera, veramente insidiosa e pericolosa, sostiene che il regolamento ENAC non preveda sanzioni. Il che è assolutamente falso: come già evidenziato dal consulente legale di DronEzine, avvocato Francesco Paolo Ballirano, ogni violazione del regolamento ENAC  comprende di per sé la violazione penale dell’articolo 1174 del codice della navigazione, con le relative e (pesantissime) sanzioni penali, reclusione e ammende. A scanso di equivoci, nella nuova edizione del regolamento ENAC lo scrive nero su bianco. Inoltre, l’Ente nazionale Aviazione civile si riserva la facoltà di sospendere fino a 6 mesi le autorizzazioni e licenze, e di revocarle nei casi più gravi.  Inoltre, novità del regolamento nuovo, sia l’operatore, sia il costruttore, sia  l’organizzazione di progetto o il pilota, secondo le rispettive responsabilità, sono tenuti a comunicare all’ENAC, entro il limite di 72 ore, ogni incidenteinconveniente grave.

Associazioni soddisfatte, e chi coi droni ci lavora?

Con questa seconda edizione il Regolamento ha fatto notevoli passi avanti nei confronti e in favore degli utenti, almeno quelli riuniti nelle associazioni. Tanto Assorpas che Fiapr esprimono soddisfazione,  ENAC ha mosso passi significativi per assecondare alcune delle loro richieste.
Il direttore della aero-navigabilità Alessandro Cardi ha più volte dichiarato quale che sia l’importanza che l’aviazione italiana sta riconoscendo al settore nascente degli aeromobili a pilotaggio remoto. L’interesse e l’attenzione al fenomeno sono stati dimostrati persino dalla Commissione Europea e – aggiungiamo noi da tutti gli altri enti di regolazione della aero navigabilità: FAA americana, CAA inglese DACG francese eccetera –  in considerazione della possibilità di sviluppo economico e occupazionale dei nostri SAPR:  “Io mi auguro che anche la fascia delle operazioni quotidiane, che oggi rappresenta il mercato del settore APR, trovi le giuste soddisfazioni e venga fuori dal sommerso, si qualifichi, e dia quel contributo che ci aspettiamo allo sviluppo economico del Paese.” ha dichiarato Cardi.
Gli operatori presenti e futuri possono sentirsi  rassicurati da queste considerazioni, ma devono tenere presente che i tempi, nonostante le buone volontà e intenzioni di ENAC, non saranno necessariamente brevi. Aspettiamo ancora le linee guida che spieghino nel dettaglio gli aspetti ancora nebulosi del regolamento, e facciamo notare che al momento la timeline copre più o meno 4 anni dall’inizio del processo normativo alla effettiva e forse definitiva attuazione.
Il che ci pone due domande, riusciranno le tante piccole e media imprese a sostenere questi costi economici non producendo lavoro con i loro APR e sopratutto, considerando la velocità dell’evoluzione tecnologica, anche ammesso e non concesso che non subentri EASA e sconvolga il mondo dei velivoli a pilotaggio remoto una altra volta, avremo alla fine del 2016 un regolamento al passo coi tempi e perfettamente funzionale?

Il regolamento entrerà in vigore tra due mesi, e può essere scaricato qui:

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