EASA rende nota la bozza del regolamento europeo sui droni

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L’industria dei droni è cresciuta rapidamente creando grandi opportunità di lavoro tuttavia per tutelare le preoccupazioni sulla privacy dei cittadini e la sicurezza degli stessi EASA è stata autorizzata dalla Commissione Europea a sviluppare una proposta di regolamento per le operazioni con i droni sulla base delle dichiarazioni di Riga.

Si presenta così l’introduzione al documento in draft che potrebbe diventare il nuovo regolamento europeo in materia di APR (Velivoli a Pilotaggio Remoto). Rilasciato il 31 luglio e suscettibile di modificazione, grazie alla possibilità di inviare commenti entro il 25 settembre. Un documento ben strutturato che insieme alle necessarie note tecniche spiega sopratutto nella prima parte perchè si renda necessario e a chi è destinato. Innanzi tutto una premessa chi è EASA? L’acronimo significa European Aviation Safety Agency, ovvero agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione. Composta da oltre 700 esperti in aeronautica, vede al proprio interno membri di altrettanti enti regolatori civli e amministratori pubblici di tutti gli stati appartenenti alla Unione Europea.

Definizione di drone

Quindi i droni, ma potremo ancora chiamarli in questo modo? Sono ancora considerati aeromobili?
EASA è molto franca da questo punto di vista, il nome drone diventerà omni comprensivo e al suo interno ingloberà il termine UAS Unammaned Aerial System (Sistema Aereo Autonomo) e RPAS (Sistema Aereo e Piotaggio Remoto)

‘Drone shall mean an aircraft without a human pilot on board, whose flight is controlled either autonomously or under the remote control of a pilot on the ground or in another vehicle.’

Quini un drone sarà un velivolo senza pilota a bordo, completamente autonomo o pilotato remotamente da un uomo, sia esso a terra o a bordo di un altro veicolo. – attenzione alla ultima parte che lascia ampio spazio di interpretazione e di utilizzo estendendo il range di volo pur mantenendo il controllo a vista (requisito fondamentale in certe operazioni).
I droni potranno essere velivoli ad ala fissa, i multi rotori e gli elicotteri.
L’agenzia europea spiega anche che per i droni sia necessario un regolamento apposito e come sia praticamente impossibile adattare quelli relativi alla aviazione civile tradizionale.
Il draft proposto dichiara apertamente che esiste la possibilità che tale documento diventi presto obsoleto grazie alla enorme velocità tecnologica che riguarda questo settore.
L’approccio principale dell’Agenzia si basa sulle analisi del rischio, maggiore è il potenziale pericolo e più alte diventano le caratteristiche richieste a pilota e velivolo a pilotaggio remoto;  minore il rischio più bassi i requisiti obbligatori.

Trasporto merci una bufala o una possibilità reale?

Sempre più spesso si leggono notizie di note aziende internazionali Amazon, Google a eltri competitor che vogliono consegnare i pacchi con i droni e nella maggior parte dei casi si pensa (erroneamente) che si tratti di un escamotage pubblicitario. In verità In campo civile diverse nazioni europee: Francia, Germania e Svizzera hanno tentato di sviluppare un settore di trasporti effettuati con i droni, favorendo naturalmente piccoli pacchi, contenenti, medicinali o altri elementi di prima necessità e consegnandoli in zone remote difficilmente accessibili. Tali esperimenti hanno avuto un esito positivo, diversa sarebbe l’ipotesi di consegnare piccoli pacchi all’interno di aree urbane al momento la tecnologia non lo permette. Tuttavia il regolamento prende in seria considerazione questo argomento, cominciando a mettere alcuni e precisi paletti. Una dimostrazione viene anche dal regolamento ENAC che vieta il trasporto di merci pericolosi, lasciando aperta la strada del trasporto in generale.

Il paragone con i droni militari

Spesso si paragona la crescita esponenziale della tecnologia utilizzata in ambito militare e applicata nel settore civile, ma nel documento viene sottolineato come il mercato dei droni militari sia sufficientemente maturo per poter essere integrato negli spazi aerei internazionale. (cosa non per ora dimostrabile nel settore civile.)
Tuttavia l’industria civile corre velocemente e la produzione di droni consumer giocattolo è talmente veloce da far cambiare la prospettiva di analisi della regolamentazione ponendo l’interesse sui possibili rischi e di conseguenza valutare la possibilità di suddividere i droni in base alle loro pericolosità.
Molto importanti i punti chiave che le varie autorità nazionali dovranno condividere I droni dovranno essere trattati come un nuovo tipo di aeromobili e le regole proporzionate in base ai rischi di ogni operazione. Le tecnologia e lo standard andranno sviluppati per una piena integrazione nello spazio aereo europeo l’operatore del drone sarà responsabile per il suo uso.

Gl incidenti con i droni possono accadere

Un altro punto cardine assimilato e proveniente dalle dichiarazioni di Riga è che gli incidenti con i droni possono succedere questo assunto chiarisce che questi velivoli non sono perfetti, ma necessitano di un attenta pianificazione e soprattutto mitigazione dei rischi visto che l’approccio del rischio zero non è praticabile si lavora quindi sulle distanze dalle persone sulla pilotaggio a vista sulla leggerezza del drone e la sua velocità massima.

As mentioned in the Riga Declaration: ‘Drone accidents will happen’. The challenge is now to find the balance and means to ensure appropriate safety while not hampering the market considering that a zero risk approach is not practical.

Terminate le necessarie premesse iniziali nel Capitolo 3 della bozza presentata da EASA si entra nello specifico del regolamento vero e proprio.

Le suddivisioni dei droni in base al peso

Sono tre le principali categorie dei droni:

  • Open –  operazioni a basso rischio
  • Specific – operazioni a medio e specifico rischio
  • Certified – operazioni ad alto rischio

 

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Zone delle operazioni in base al tipo di categoria di drone

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Competenze del pilota necessarie sopra i 50 metri di altitudine

All’interno della Open category esistono tre ulteriori suddivisioni in base al peso:

  • CAT A0 sino ad 1 Kg – droni giocattolo o mini droni
  • CAT A1 sino a 4 Kg droni veramente piccoli
  • CAT A2 minori di 25 Kg piccoli droni

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La open category sarà controllata dagli organi di polizia tradizionali.
Non si esclude che in un prossimo futuro siano necessarie funzioni automatiche di geofencing ovvero limitazioni delle aree di volo dei droni quindi con integrazione nel firmware di no fly zone.
il pilota del drone della categoria Open CAT A0 non dovrà superare i 50 metri di altezza dal terreno o  dall’acqua sarà responsabile per la sicurezza delle operazioni dovrà mantenere la distanza dalle persone non coinvolte dalle operazioni dalla proprietà o terreno di altre persone e non dovrà sorvolare una folla il cui numero sarà equivalente a più di 12 persone.
Nello stesso tempo non gli sarà possibile volare nelle no fly zone e nelle aree dove il volo dei droni sia esplicitamente vietato.

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Gli stessi droni giocattoli inferiori ad un chilo dovranno avere l’ altezza massima limitata a 50 metri dal livello del suolo o dell mare, limitazione in distanza e un software di controllo per evitare il volo nelle no-fly-zones (vicino ad aerodromi) o altre zone apertamente dichiarate come tali.

Più severe, secondo il concetto di rischio delle operazioni, le limitazioni per i droni appartenti alla categoria A1 con un peso compreso tra 1 e 4 kilogrammi. Attestati per il pilota, identificazione elettronica del drone.

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I droni della categoria A2 quelli nella fascia di peso tra i 4 e i 25 Kg non potranno essere assoggettati alla Open Category e avranno il divieto al sorvolo delle zone urbane dato l’alta possibilità di creare seri incidenti in caso di caduta o gravi failure di sistema,

droni-categoria-a2

EASA vs ENAC quale dei due preferire?

Impossibile in questa fase fare un confronto con il regolamento ENAC la cui entrata in vigore avverrà il 15 settembre. In alcune casi sarà preferibile quello europeo in altri quello italiano. Risulta evidente comunque come nella stesura della seconda bozza italiana, siano stati contemplati molti elementi poi pubblicati nel regolamento europeo e che comunque potrebbe essere ulteriormente variato.

Il regolamento europeo sui droni  pubblicato da EASA è prelevabile in formato PDF da questo link

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