Droni per combattere il Coronavirus. In diversi Paesi del mondo li avevamo visti avvertire le persone di restare in casa o a vigilare sugli assembramenti clandestini durante il lockdown, ma anche sanificare le strade per scongiurare la permanenza del virus sulle superfici dei luoghi urbani più frequentati.
Tra una notizia e l’altra, li avevamo lasciati a maggio coi numeri dei nuovi positivi e dei decessi finalmente in discesa in diverse nazioni, ma ecco che, assieme all’ormai piuttosto diffuso ritorno della crescita del contagio nel mondo, il binomio formato dai droni covid-19 torna a rinforzarsi.
Ed ecco allora che nel Regno Unito i droni tornano a dare una mano alle forze dell’ordine per monitorare le situazioni che favoriscono l’assembramento di persone, col rischio che venga ignorato il distanziamento sociale, per di più in assenza di mascherine.
La scorsa settimana la polizia di Manchester ha ricevuto una telefonata che segnalava la presenza di un grande party con molte persone all’interno di un’abitazione privata. Al momento del loro arrivo, usando un drone equipaggiato con termocamera FLIR, gli agenti hanno stimato la presenza di almeno 200 partecipanti, gran parte dei quali assembrati in un piccolo giardino senza rispettare la distanza minima tra di loro.
A seguito dell’intervento, e alla luce della reazione dei partecipanti che alla vista degli agenti hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, la polizia di Manchester ha chiesto e ottenuto dal giudice il divieto di frequentare locali per tre mesi per i partecipanti.




