Droni, come non farsi male se qualcosa va storto

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La seconda versione del regolamento Enac mette al centro la figura dell’operatore/pilota, a cui spettano più doveri e responsabilità”. Questo ritornello che stiamo sentendo ormai da tre mesi non è uno slogan, ma la verità. A confermarlo è stata la tavola rotonda Droni e responsabilità, organizzata da DroneZine questa mattina a Dronitaly.

Al tavolo dei relatori Francesco Paolo Ballirano, esperto in diritto aeronautico e consulente legale di Dronezine, Carlo Facchetti di Geoskylab (Organizzazione di Consulenza riconosciuta da ENAC), Adriano di Salvo, comandante istruttore Mistral Air; Marco De Francesco di CABI Broker e l’ingegner Andrea Fanelli, della Scuola Volo SAPR “Ali di Classe”.

L’analisi del rischio non tiene in considerazione solo l’area e la macchina, ma soprattutto la preparazione e lo stato di salute dell’operatore”, ha affermato Carlo Facchetti, che ha ricordato la statistica secondo cui “nel 90% degli incidenti il pilota ha una forte responsabilità”.

Il consiglio? Stilare un’analisi del rischio ponderata, che tenga davvero in considerazione anche gli scenari più nefasti, come dei fly away che possano durare diversi minuti.

Anche per questo motivo, per quanto non sia obbligatorio, disporre di un terminatore di volo è consigliato, anche agli hobbisti”, rilancia Andrea Fanelli, che aggiunge altra carne al fuoco: “prestiamo attenzione anche alla qualità delle radio e alle loro caratteristiche: visto che molti piloti affermano di aver avuto incidenti per perdita o disturbo di segnale, approfondiamo bene il discorso: anzi, forse anche le scuole dovrebbero dedicare maggior tempo a questo argomento”.

Anche perché le responsabilità del pilota, come detto, non sono poche.

Non ci sono grosse differenze di responsabilità tra piloti professionisti, sia che essi pilotino Boing, ultraleggeri o Sapr”, conferma Adriano di Salvo. “Per questo motivo un pilota deve essere soprattutto preparato e conoscere la propria macchina, e il suo manuale di volo, come le proprie tasche”.

Ma le responsabilità del pilota in caso di incidente viene regolato dal codice civile? Oppure quali sono le norme da tenere in considerazione?

Secondo l’esperto legale Francesco Paolo Ballirano, il codice di navigazione considera i droni come aeromobili e di conseguenza li sottrarrebbe dalla normativa civile.

Questo significa che, in caso di incidente, il pilota/operatore potrebbe essere avvantaggiato dalle norme di navigazione: sarebbe fissato un tetto alle sanzioni che molto difficilmente supererebbe il massimale assicurativo”.

Se questa può essere l’interpretazione delle norme, tutto un altro conto è l’applicazione giurisdizionale, con il giudice che, in mancanza di precedenti, potrebbe optare per un’altra decisione.

Non accontentiamoci del massimale minimo”, avverte Marco De Francesco, “anche perché con una spesa di qualche decina di euro possiamo dormire sogni tranquilli”. I prezzi, infatti, si sono abbassati soprattutto per quanto riguarda i droni sotto i 2 kg, anche per merito della concorrenza tra le compagnie”. E in futuro, quando il comparto assimilerà la tecnologia della scatola nera (che sarà obbligatoria dal luglio 2016 per motivi di safety) ci saranno ulteriori sconti. “Chi acquisterà un drone valuti una spesa maggiore per dotarsi di questa tecnologia”, suggerisce De Francesco: “la scatola nera potrebbe diventare la migliore assicurazione per gli operatori coscienziosi”.

tavola rotonda responsabilità

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