Dalla Svizzera il primo drone che sa dove va

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Il volo automatico è una delle promesse ancora non mantenute dei droni: è vero che il GPS può portare senza grosse difficoltà il drone a seguire un percorso predefinito, ma se in mezzo c’è un ostacolo il drone non lo vede e non può che sbatterci contro. manca totalmente ai droni una consapevolezza dell’ambiente in cui volano e una strategia per trovare la strada per cavarsela in ambienti complessi, come una città o una foresta.

drone.2x519L’Istituto federale di tecnologia di Zurigo ha dimostrato che un piccolo drone può crearsi una mappa 3D dell’ambiente circostante con un minimo di aiuto da parte dell’opertore, e dopo di che muoversi nell’ambiente mappato tracciando automaticamente le rotte che gli permettono di evitare gli ostacoli. Per i test, l’equipe svizzera ha usato un drone commerciale da circa un chilo di peso,l’AscTec Firefly, e l’hanno equipaggiato con una telecamera 3D e sensori per la velocitò, l’orientamento e un accelerometro. Le prove sono state compiute un uno stabilimento industriale in disuso, particolarmente ingombro di ostacoli che hanno messo a dura prova il software di mappatura. Il drone ha bisogno giusto di una spintarella, nel senso che un operatore umano deve fargli muovere i primi passi nell’ambiente sconosciuto per consentire al drone di farsi un idea di massima di dove si trova, poi prosegue da sé.

“E’ la prima volta che con un drone riusciamo a fare una mappatura completa” dice Michael Burri, uno degli scienziati coinvolti nel progetto. “La combinazine di software e sensori renderà più facile sviluppare droni specializzati completamente automatici per operazioni come l’ispezione di oleodotti: basterà fare il primo volo in modalità manuale per creare la mappa, dopo di che i droni voleranno da soli e la terranno aggiornata”.

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