Australia: arriva il drone anti squali

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L’Australia è il paradiso dei surfisti, ma anche degli squali, e gli incidenti – anche mortali – non sono rari. Perché non usare i droni per avvistare i pericolosi intrusi che incrociano appena sotto il pelo delle onde?
Questa settimana è partita una sperimentazione, parte di un programma da diversi milioni di dollari australiani, per rendere le spiagge dell’Oceania più sicure per surfisti e bagnani; teniamo conto che in Australia è primavera avanzata e la stagione balneare è dietro l’angolo.
Il drone in questione pè stato testato a Coffs Harbour, nella costa settentrionale del Nuovo galles del Sud, che è stato teatro di diversi attacchi di squali: be 31, un record anche per l’Australia.
Compito del drone è scoprire il pesce prima che possa nuocere; in caso di avvistamento manda le foto a un satellite artificiale che le ritrasmette a terra, alle postazioni della Guardia Costiera, con i dati GPS dell’animale. Per ora il drone è gestito da piloti di SAPR addestrati, ma l’obiettivo è creare un sistema abbastanza semplice da essere usato dai bagnini stessi. Terminati i test a Coffs Harbour, il sistema sarà attivo sul campo nelle spiagge di Sydney e altre località balneari. Secondo il ministro dell’Industria Niall Blair, in questi test sono stati utilizzate per la prima volta tecnologie innovative: non solo SAPR ma anche per esempio una linea di “tamburi intelligenti” che disturbano gli squali e non li fanno avvicinare ai bagnanti e sono stati provati nei giorni scorsi nella località balneare di Ballina, dove lo scorso anno un ragazzo che faceva surf è stato attaccato e ucciso da uno squalo toro. “Non c’è però un un modo facie per ridurre il rischio per i bagnanti” ha detto Blair. “Stiamo provando tutto quello che la scienza ci offre, per cercare di trovare una soluzione a lungo termine per rendere sicure le nostre spiagge”. E anche tecnologie vecchie, come gli elicotteri. O semplicemente le torri di osservazione per i bagnini.

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