DJI entra nel settore dei droni agricoli

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Schermata 2015-11-27 alle 01.52.53Il colosso cinese, che ben conosciamo per i Phantom, entra nel settore dell’agricoltura. La cosa non ci stupisce, da tempo ci sono studi che indicano come sarà proprio l’agricoltura ad assorbire l’80% dei piccoli droni civili.
Il cugino di campagna del Phantom si chiama DJI Agras MG-1, e non solo è in grado di sorvolare i campi per dare all’agricoltore una esatta fotografia dello stato di salute del suo campo attraverso le mappe di vigore, che indicano con precisione dove le piantine sono sane e dove soffrono, ma addirittura di spruzzare fitofarmaci e pesticidi esattamente dove servono, solo sulle piantine che ne hanno bisogno, con grandi benefici sia sulla salute del raccolto sia sulle tasche dell’agricoltore, che risparmia evitando di spruzzare chimiche dove non servono.

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10 chili di payload
Per far ciò serve un payload notevole, e l’ottocottero Agras MG-1 ha le spalle larghe, nel serbatoio ci stanno dieci chili di liquido da spruzzare, e può trattare vaste superfici, tra sette e 10 acri all’ora (cioè tre/quattro ettari). Prestazioni notevoli, il drone è 40 volte più efficiente di un bracciante che faccia il lavoro manualmente.
Nelle operazioni agricole, il drone vola a quasi 30 km/h e può modulare l’intensità dello spruzzo a seconda delle effettive necessità agricole, con una precisione impressionante: la macchina è dotata d un radar a microonde che gli consente di muoversi con una precisioni dell’ordine dei centimetri, risultati eccezionali anche per le più complesse operazioni di agricoltura di precisione. Nelle missioni il drone effettua la scansione del campo in tempo reale, mantenendo costante la quota e la distanza dai filari da trattare in odo del tutto automatico, in modo da ottimizzare il trattamento da spruzzare. E l’operatore riceve il video di quello che il drone fa in tempo reale, attraverso il link video Lightbridge 2.

 

Costruito per durare

Schermata 2015-11-27 alle 01.53.14Il trattore volante ha tre modi di volo, completamente automatico, semi automatico o manuale, a seconda del tipo di terreno da trattare. Molto interessanti anche gli ugelli per spruzzare i fitofarmaci, che sono motorizzati e costruiti in ceramica; a bordo ce ne sono quattro, garantiti per migliaia di ore di impiego in campo aperto. Il getto, regolabile e costante, viene aiutato dal flusso d’aria generato dalle eliche a raggiungere a pianta e fissarsi a foglie, fiori e fusti. Costruito per durare, il corpo del drone agricolo è sigillato, antipolvere e antipioggia, con un sistema di raffreddamento forzato a centrifuga dei motori che, dicono in DJI, aumenta di tre volte la loro vita utile. Un filtro a tre stadi impedisce l’ingresso di particolato e impurità: durante il volo, l’aria entra dalla presa d’aria frontale, passa attraverso il filtro triplo e viene incanalata nei bracci che sorreggono i motori, raffreddando così tutte le componenti interne, elettroniche e meccaniche.

Schermata 2015-11-27 alle 01.51.58Vado e torno
Il drone ha una gestione intelligente della memoria, che fa sì che quando torna alla base per ricaricarsi o fare rifornimento di fitofarmaci, poi torna automaticamente dov’era e riprende il lavoro da dove l’aveva lasciato. in un primo tempi, i droni agricoli DJI saranno disponibili solo in Cina e in Corea.

 

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