EASA: Così voleranno i droni in Europa. Primo passo verso le regole comuni

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Di Francesco Paolo Ballirano
Legale esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

L’authority europea ha chiuso la fase di consultazioni. In Europa i droni saranno divisi in tre fasce: quella che ci tocca più da vicino è la OPEN, droni sotto i 25 chili. per loro solo volo a vista, obbligo del geofencing per evitare automaticamente le no-fly zone e vietato il sorvolo di gruppi di oltre 12 persone. Regole facilitate per i droni che pesano meno di un chilo (dentro il BeBop Parrot, fuori il DJI Phantom) che non potranno superare i 50 metri di quota, “patentino” solo per i droni che superano questa altezza e per le operazioni “specific”, l’equivalente delle nostre operazioni specializzate critiche.

Si sono chiuse il 25 novembre le consultazioni per la modifica della proposta presentata dall’EASA alla Commissione Europea per la creazione di regole comuni nell’utilizzo dei droni in Europa. Il documento (A-NPA 10/15 è possibile leggere qui il documento completo) è di straordinaria importanza perché rappresenta il primo passo per una regolamentazione uniforme sull’utilizzo dei droni in Europa. Le proposte elaborate non sono, almeno per ora, giuridicamente vincolanti ma rappresenteranno sicuramente la futura base normativa per poter utilizzare i droni nell’Unione Europea.

Attualmente, a norma del Regolamento (CE) N. 216/2008, i droni con peso massimo al decollo inferiore ai 150 kg sono regolamentati a ciascuna autorità dell’aviazione civile degli Stati membri (er noi è l’ENAC), che regola la materia in maniera del tutto autonoma.Di conseguenza il quadro normativo in Europa è piuttosto eterogeneo e per arrivare a regole comuni L’EASA, l’agenzia europea per la sicurezza aerea, dopo aver preso atto del fatto che l’utilizzo dei droni è aumentato in modo significativo negli ultimi anni, ha proposto alla Commissione Europea di disciplinare anche l’uso dei droni con peso inferiore ai 150kg che rappresentano la stragrande maggioranza del mercato attuale.

Le esigenze alla base di questa proposta sono due: la prima è quella di creare un livello di sicurezza uniforme nell’uso dei droni in tutta Europa. La seconda invece è quella di evitare la frammentazione di un settore dalle potenzialità enormi e di dare vita ad un mercato comune europeo e favorire gli investimenti e il commercio su tutto il territorio dell’Unione Europea.

Linee direttive

Il documento propone un approccio proporzionale e incentrato sulle operazioni svolte dai droni. L’attenzione è concentrata su ‘come’ e ‘in quali condizioni’ viene utilizzato il drone e non solo sulle sue caratteristiche fisiche. È importante tuttavia precisare che l’ANPA tratta le modifiche alle norme di sicurezza in materia di aviazione in relazione alle responsabilità dell’EASA e, per questo motivo, non affronta direttamente le questioni relative alla privacy o alla sicurezza dei dati, argomenti che esulano dalle sue competenze. L’EASA propone di collocare sotto le normative di sicurezza sia le attività commerciali sia quelle non commerciali e introduce tre categorie di operazioni che si basano sui rischi verso terzi e sono suddivise nelle categorie: ‘Open’ (a basso rischio), ‘Specific’ (a medio rischio) e ‘Certified’ (ad alto rischio).

Tre categorie di operazioni

Per le operazioni dei droni sono state individua tre categorie:

– Categoria ‘Open’ (a basso rischio): dove la sicurezza è garantita attraverso limitazioni operative, tramite la conformità agli standard industriali dei droni ed i requisiti che devono avere alcune funzionalità e un insieme minimo di norme operative.

– Categoria ‘Specific’ (a medio rischio): dove è necessaria autorizzazione da parte dell’autorità aeronautica nazionale a seguito di una valutazione dei rischi da parte dell’operatore. È necessario predisporre inoltre un manuale delle operazioni che elenchi le precauzioni utili per ridurre i rischi. Eventualmente si può chiedere il supporto di enti qualificati

– Categoria ‘Certified’ (ad alto rischio): rientrano nella categoria Certified quelle operazioni che necessitano di requisiti confrontabili con quelli per l’aviazione tradizionale con pilota a bordo, ossia supervisione da parte dell’autorità aeronautica nazionale (concessione di licenze e approvazione per manutenzione, operazioni, addestramento, gestione del traffico aereo e servizi di traffico aereo ed organizzazioni aeroportuali) e dell’EASA (progettazione e approvazione di organizzazioni straniere).

La categoria Open

La categoria Open è quella di maggiore interessa perché regola l’utilizzo dei droni aventi un peso massimo al decollo inferiore ai 25kg. Sono consentiti solo voli in cui il pilota ha un diretto contatto visivo con il drone e non è consentita inoltre alcuna operazione nelle zone “vietate ai droni” che devono essere stabilite dalle competente autorità nazionali a ciò preposte, mentre nelle zone “limitate” (e cioè quelle in cui è consentito l’accesso a determinate condizioni) sono richiesti particolari requisiti tecnici. Per tali ragioni è richiesto il costante contatto visivo con il drone e il mantenimento di una quota di volo sotto i 150 metri e la funzionalità di “geofencing” (perimetro virtuale) che restringe l’operatività del drone a livello hardware e/o software, definendo delle aree specifiche a cui il drone non è autorizzato ad accedere, anche se il pilota, in maniera non intenzionale, impartisse istruzioni per entrarvi. Il pilota deve rispettare la distanza di sicurezza da qualsiasi altro utente dello spazio aereo e dovrà dare priorità agli altri utenti dello spazio aereo. Il pilota inoltre è responsabile del funzionamento in sicurezza e della distanza di sicurezza dalle persone non coinvolte e dalle proprietà sul suolo e da altri utenti dello spazio aereo e non eseguirà voli sopra le folle: l’EASA a tal proposito, ha indicato che è vietato il sorvolo su assembramenti composti da più di 12 persone. L’EASA ha provveduto inoltre a definire tre sottocategorie nella categoria ‘open’ destinati ai prodotti consumer o venduti come giocattolo ed in quanto tali devono essere conformi alla direttiva per la sicurezza dei prodotti (in sostanza, debbono essere rispettati i requisiti per ottenere il marchio “CE”). La categoria Open si divide a sua volta in tre sottocategorie:

Parrot-Bebop-Drone– CAT A0: ‘Giocattoli’ e ‘mini droni’ < 1 kg: I droni appartenenti a tale categoria devono avere prestazioni limitate per garantire un volo al di sotto di 50 m dal suolo e operatività a livello locale o, in alternativa, i mezzi per limitare automaticamente l’altezza e lo spazio aereo a cui può accedere. Il drone deve essere utilizzato a meno di 50 m dal suolo.

Phantom3Headon– CAT A1: ‘Droni molto piccoli’ < 4 kg: in tale categoria il pilota dovrà avere le conoscenze aeronautiche di base per qualsiasi operazione oltre i 50 m dal suolo e sarà necessario segnalare qualsiasi guasto, malfunzionamento, difetto o altre eventualità che comportino lesioni serie o mortali a persone. Il drone inoltre deve disporre di mezzi per limitare automaticamente lo spazio aereo a cui può accedere e per consentire l’identificazione automatica. In tale categoria è ammissibile il sorvolo delle aree limitate purchè sia attivata la modalità geofencing.

viedoes-drone-belgique-copie– CAT A2: ‘Droni piccoli’ < 25 kg: Q Per qualsiasi operazione oltre i 50 m dal suolo, il pilota deve avere le conoscenze aeronautiche di base. Il drone inoltre deve disporre di mezzi per limitare automaticamente lo spazio aereo a cui può accedere e per consentire l’identificazione automatica. Bisognerà segnalare all’Agenzia qualsiasi guasto, malfunzionamento, difetto o altre eventualità che comportino lesioni serie o mortali a persone. Nelle aree dedicate, i droni (o modelli) possono funzionare sotto la categoria ‘open’ secondo le condizioni e le procedure definite dall’autorità competente e possono accedere anche nelle zone “limitate.

Categoria ‘Specific’

drone-uas-uav-wind-farm-inspectionNella categoria Specific rientrano le operazioni a medio rischio nonchè tutte le operazioni che vanno oltre le restrizioni della categoria Open. Sarà necessaria l’autorizzazione di un’autorità (autorità aeronautica nazionale) a seguito di una valutazione dei rischi da parte dall’operatore. L’operatore dovrà eseguire una valutazione dei rischi di sicurezza tenendo in considerazione tutti gli elementi che contribuiscono ai pericoli di quella particolare operazione. A tal fine, l’operatore dovrà fornire all’autorità aeronautica nazionale competente tutte le informazioni necessarie per un controllo preliminare sull’applicabilità della categoria dell’operazione nonché l’analisi dei rischi di sicurezza che copre sia il drone che l’operazione, identificando tutti i pericoli relativi alla particolare operazione e proponendo adeguate misure di mitigazione dei rischi e compilare un apposito manuale delle operazioni che contenga tutte le informazioni richieste, le descrizioni, le condizioni e le limitazioni per quella data operazione, compresi addestramento e certificazioni del personale, manutenzione del drone e dei suoi sistemi e la segnalazione di inconvenienti e la supervisione dei fornitori. L’autorità nazionale, all’esito della valutazione dei rischi e del manuale dell’operatore emetterà un’autorizzazione. L’operazione nella categoria Specific può essere eseguita con droni o apparecchiature certificate o altrimenti approvate e potranno essere superate le limitazioni operative per l’apparecchiatura certificata quando specificamente autorizzata o quando l’operazione garantisce l’applicazione di adeguate misure di riduzione dei rischi come identificato nell’autorizzazione rilasciata dall’operatore.

Categoria Certified

giantRientrano infine nella categoria Certified le operazioni ad alto rischio i cui requisiti sono similari a quelli dell’aviazione tradizionale con pilota a bordo. Tali operazioni coinvolgeranno più probabilmente droni di notevoli dimensioni utilizzati per operazioni da parte di organizzazioni piccole o grandi. La supervisione è eseguita dall’autorità aeronautica nazionale (concessione di licenze e approvazione di organizzazioni per la manutenzione, le operazioni, l’addestramento, la gestione del traffico aereo e degli aeroporti e tramite l’Agenzia (progettazione e approvazione di organizzazioni straniere). Al fine di utilizzare un drone nella categoria Certified, l’aeronavigabilità dell’aeromobile e la sua conformità agli standard ambientali sarà definita nello stesso modo in cui avviene oggi per l’aviazione tradizionale con pilota a bordo.

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