India: oltre 500 droni per la più grande opera di rilievo di proprietà residenziali

A distanza di circa un anno dal progetto pilota, chiamato “Swamitva Scheme”, l’India dà il via alla più grande opera di raccolta dati di proprietà residenziali mai vista nel Paese, e lo fa grazie ai droni.

Saranno infatti oltre 500 i droni ad alta risoluzione che verranno impiegati nel rilievo di circa 600mila villaggi, un’operazione mastodontica che comporterà una svolta epocale per 830 milioni di persone, che vedranno identificate con precisione e riconosciute dallo Stato le loro proprietà residenziali, che potranno essere usate come asset finanziari (ad esempio per ottenere un prestito dalle banche).

Mentre i terreni agricoli sono in molti casi ben documentati, spesso le proprietà residenziali in contesti rurali sfuggono ancora ai registri, non sono tassate e quindi per lo Stato quasi non esistono. Nei prossimi 3 anni, invece, grazie ai rilievi dei droni, queste verranno identificate e registrate nel Catasto, tra le altre cose ponendo fine alle controversie che da sempre incombono sui (finora spesso solo presunti) relativi diritti di proprietà. Non solo, perché questa operazione permetterà di stabilire indirizzi univoci e quindi di migliorare (o in alcuni casi proprio attivare da zero) servizi postali e di consegna a domicilio.

Ogni drone impiegato, che deve essere in grado di effettuare rilievi con un margine di errore massimo di 5 cm, richiede due operatori. La flotta a disposizione del Governo è al momento composta da sole 162 unità, gran parte delle quali importate dalla Germania, ma le istituzioni puntano sul fatto che questa importante operazione su larga scala funga anche come stimolo produttivo ed innovatore per l’industria nazionale.

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