L’Europa mette restrizioni all’esportazione dei droni che possono diventare armi

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Di Francesco Paolo Ballirano, avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

Dal 26 dicembre scorso, anche i droni rientrano nelle categorie che l’Europa ha messo sott’occhio per il possibile “doppio uso”, civile e militare. Rientrano i droni che possono volare fuori da controllo diretto dell’operatore e hanno autonomia superiore a 30 minuti e possono sopportare raffiche di oltre  48 km/h: specifiche in cui rientrano tranquillamente la maggior parte degli aeromodelli e multicotteri della classe del Phantom. Per questi oggetti (aerei senza pilota, multicotteri, dirigibili) ci sono severe regole in caso di esportazione (anche nel senso di uso, non solo di vendita)  fuori dai confini della UE.



Anche se l’attuale dibattito sui droni ha come tema principale il loro uso per fini commerciali e le recenti problematiche regolamentari, non va taciuto il fatto che i droni sono anche annoverabili tra quei prodotti definiti come a “dual use” o a duplice uso.
E sono soggetti a determinate regole di esportazione divenute recentemente più severe. È necessario premettere che sono considerati beni e tecnologie a duplice uso quei prodotti utilizzabili in applicazioni civili ma anche nella produzione, sviluppo e utilizzo militare.

Per tali ragioni sia in ambito europeo che nazionale è stato attuato nel tempo un efficace sistema di controllo delle esportazioni dei prodotti a duplice uso per assicurare il rispetto degli impegni e delle responsabilità internazionali presi dagli Stati che hanno aderito ai regimi di controllo sulle esportaziono. Per esempio, verso alcuni paesi (ad esempio Cina, India, Russia e Turchia) vi sono regole stringenti sull’esportazione in relazione ad alcune tecnologie di telecomunicazioni che possono essere potenzialmente utilizzate per violazioni dei diritti umani, dei principi democratici o della libertà di espressione, come intercettazioni telefoniche per cellulari e messaggi di testo o la sorveglianza dell’utilizzo di Internet.

La Normativa
Punto di riferimento normativo è il Regolamento (CE) n. 428/09 che istituisce un regime di controllo delle esportazioni di prodotti e tecnologie a duplice uso elencate nell’apposito allegato I del Regolamento (c.d. “Lista duplice uso”) che, come vedremo, è stato recentemente aggiornato, e che va coordinato, per quanto riguarda l’Italia, con il Decreto Legislativo n. 96/03. Le esportazioni di prodotti a duplice uso sono limitate da un sistema di norme internazionali, comunitarie e nazionali che prevedono quali prodotti possono essere esportati in determinati paesi ed impongono alle imprese di richiedere, in taluni casi, alle autorità un’autorizzazione specifica per l’esportazione (maggiori informazioni al seguente link:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/commercio-internazionale/import-export/dual-use ).

Cosa c’entrano i droni?
A partire dal 26 Dicembre 2015 l’Unione Europea ha modificato l’elenco dei prodotti a doppio uso e sono state ampliate le restrizioni sui droni, anch’essi quindi soggetti a controlli sulle esportazioni. il Regolamento delegato UE n. 2420/2015 ha infatti aggiornato l’allegato I del Regolamento CE n. 428/2009 (“Lista duplice uso”). Con le nuove modifiche alla lista duplice uso, i controlli sulle esportazioni sono stati rivisti nel senso che fanno parte di tecnologia a doppio uso gli “UAV” o “dirigibili” progettati per avere un volo controllato al di fuori della ‘visione naturale’ diretta dell”operatore’ e aventi un’autonomia di durata massima uguale o superiore a 30 minuti ma inferiore a 1 ora e progettati per decollare e avere un volo controllato stabile con raffiche di vento a una velocità di 46,3 km/h (25 nodi) o, in generale, tutti i droni che hanno un’autonomia di durata massima di 1 ora o superiore. Il Regolamento ha proceduto anche a precisare meglio i concetti di “operatore”, “autonomia di durata” e “visione naturale”:

1) per ‘operatore’ si intende la persona che avvia o controlla il volo del drone senza equipaggio;

2) l’’autonomia di durata’ deve essere calcolata per condizioni ISA (ISO 2533:1975) a livello del mare in assenza di vento.

3) Per ‘visione naturale’ si intende la visione umana a occhio nudo, con o senza lenti correttive.

Sono soggetti a controlli sulle esportazioni anche i droni dotati di un sistema/meccanismo di erogazione di aerosol avente una capacità superiore a 20 litri o progettati o modificati per essere dotati di un sistema di erogazione di aerosol avente una capacità superiore a 20 litri (n.b. per aerosol si intende un particolato o un liquido diverso dai componenti, sottoprodotti o additivi del combustibile, facenti parte del carico utile da disperdere nell’atmosfera. Sono aerosol, ad esempio, i pesticidi per l’irrorazione delle colture e le sostanze chimiche secche per l’inseminazione delle nuvole). Sono infine soggette a restrizioni sulle esportazioni anche le apparecchiature e componenti associati o correlati ai droni, come quelli appositamente progettati per convertire un “aeromobile” o “dirigibile” con equipaggio in un “UAV” o “dirigibile” senza equipaggio specificato o aeroreattori di tipo alternativo o rotativo appositamente progettati o modificati per spingere “UAV” o “dirigibili” senza equipaggio ad altitudini superiori a 15 240 metri (50 000 piedi).

Conclusioni
È evidente che la lista a duplice uso rivista dall’Unione Europea non prende di mira gli operatori hobbisti e i droni più piccoli che non soddisfino i parametri tecnici di cui sopra. Tuttavia, coloro che producono droni con una resistenza maggiore o funzionalità di navigazione migliori, così come gli operatori commerciali di droni che possono concedere in locazione del materiale di volo a terzi al di fuori dell’UE, devono necessariamente verificare se i loro prodotti rientrano nel campo di applicazione delle regole di controllo per le esportazioni a. È altamente probabile che la lista “a duplice uso” si occuperà dei droni con maggiore incisività in futuro, dato che, come noto, quasi tutti i droni “civili” sono convertibili in droni militari.

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