I mini droni crescono: ecco alcuni modelli già presenti sul mercato

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Ok l’aspetto normativo, che è stato approfondito nella prima parte del workshop svoltosi a Dalmine. Ma, in sostanza, cosa può offrire agli operatori il mercato dei droni sotto i 300 grammi? Esistono soluzioni professionali o sono solo velivoli per bambini o poco più?

Per avere la risposta basta osservare le fotografie scattate al Polo per l’Innovazione Tecnologica e ascoltare le parole di Daniele Gobbo, responsabile commerciale rete Idroni, che punta entro la fine dell’anno a raggiungere i 100 punti vendita in Italia: «Sì, i droni sotto i 300 grammi hanno destato grande curiosità, anche dopo l’emendamento di Natale di Enac. E i più interessati erano proprio gli operatori professionali, a cui fa gola trasformare le aree critiche in non critiche».

E anche le aziende si stanno attrezzando, soprattutto dopo che sia l’EASA e la FAA hanno chiarito che gli under 250 grammi costituiranno una nuova categoria di droni inoffensivi. In campo ci sono già diverse startup più o meno strutturate, ma nel giro di pochi mesi anche colossi come Parrot lanceranno i loro prodotti: «Ora che c’è la certezza che i minidroni non saranno una categoria italiana ma internazionale, anche le multinazionali saranno del match», conferma Giorgio Castellano, country manager per l’Italia di Parrot.

Chi sta già facendo affari è ADPM, che due mesi fa ha presentato alla Fiera della Sicurezza l’EZ-FLY 300, un quadricottero sotto i 300 grammi in grado di volare per 10 o 15 minuti a seconda del modello. La scelta di presentare il velivolo alla Fiera della Sicurezza non è stata casuale, visto che l’azienda romana ha stretto una partnership con Metronotte, con polizia municipale e i corpi di soccorso: la telecamera in Full HD e la garanzia di avere nel packaging i certificati di post produzione hanno permesso all’azienda romana di vendere ben 31 esemplari, che vengono proposti al pubblico a 3500 euro. Mica male, no?

Chi vuole spendere meno può optare per il VrMapper di Virtual Robotix e Laser Navigation (costo 2000), un drone con telemetria 868 Megaheartz, camera 16megapixel full hd (con possibilità di brandeggiarla di circa 90° per fotogrammetria) e trasmissione a terra delle immagini su canale 5 gigahertz: frequenze diverse che permettono una guida più sicura e senza interferenze.

Ancora più economico è il modello di DeltaDrone (1050 euro), il primo sotto i 300 grammi presentato in Italia. Il velivolo è stato pensato dagli ingegneri non per i professionisti, ma per i principianti: per questo il drone è abbastanza elementare, con la centralina Naza che rappresenta una sicurezza. Inoltre il quadricottero si caratterizza per un telaio autoportante senza viti, funziona a incastro e quindi è abbastanza rigido.
Telecamera full hd con trasmissione a terra 5,8GH.

E chi se lo vuole fare da solo il drone? Lo può fare senza alcun problema: i materiali ci sono e le soluzioni tecniche anche. Ne sono una conferma Gianluca Passarella e Andrea Fontana, che i loro modelli se li sono fatti da sé, in lastre di Abs o, come Passarella, in filamenti di canapa. Così si può contenere i costi, realizzando un drone da 300 euro, a cui poi affiancare una radio a 8 canali da 150 euro circa. Il vero problema? Provvedere a stilare la documentazione necessaria per registrare il drone presso Enac. A dimostrazione che il linguaggio burocratico, spesso, è più complicato delle invenzioni.

Sul prossimo numero di DroneZine un pezzo più approfondito su questi modelli leggeri

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