Enac, caos moduli online: scuole, GPS, documenti da conservare e non inviare

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Ieri sera abbiamo dato la notizia che ENAC ha finalmente postato sul suo sito la nuova modulistica online per le comunicazioni di piloti e organizzazioni SAPR. Non siamo ancora al portale promesso e mai realizzato, pare che la difficoltà maggiore sia quella di identificare senza possibilità di errore chi effettivamente sottopone i moduli. Ma è comunque un passo avanti.

E le sorprese non mancano.

Scuole: le nuove regole slittano a Settembre?

La prima sorpresa, e forse nemmeno la più eclatate, è che a leggere il modulo Dichiarazione di Rispondenza al Regolamento ENAC per operazioni specializzate non critiche veniamo a scoprire che non dovrebbero entrare in vigore le nuove regole sugli attestati di volo, attesi per Aprile, fino a fine settembre 2016. Certo, un modulo non è una circolare e neppure un emendamento al regolamento (e sappiamo che un nuovo emendamento è in dirittura d’arrivo, dopo la sorpresona dell’emendamento di Natale forse avremo l’emendamento pasquale) ma c’è scritto nero su bianco che il “vecchio” ordinamento per le scuole di volo è valido fino al 31 ottobre 2016. Anche se tutte le scuole hanno ricevuto una circolare che le avvisa che decadranno al 31 marzo, per rinascere con le nuove regole.
Non possiamo sapere cosa succederà ma Il ritardo è nell’aria, sappiamo che in ENAC c’è in corso una discussione tra “falchi” che vorrebbero partire subito on le nuove regole e “colombe” che invece preferiscono tenere le bocce ferme, e non bruciare i tempi, almeno finché non sarà definitivamente sciolto il problema degli examiner, cioè gli esaminatori che dovranno certificare che l’allievo pilota sia davvero capace di pilotare un drone. Non ci sono ancora decisioni definitive su come debba essere questa figura, se interno alle scuole o esterna, e quali qualifiche dovrà avere: c’è il serio rischio di conflitto di interesse, sia in un caso sia nell’altro. Se l’examiner fosse membro interno alla scuola potrebbe avere un certo interesse a promuovere gli allievi, se fosse esterno avrebbe forse la tentazione di bocciare quelli della concorrenza. Nell’aviazione “full scale”, quella con il pilota a bordo, gli examiner del nord fanno esami al sud e viceversa, in modo da limitare il problema, ma questo modello è difficilmente applicabile a una comunità ancora piccola e acerba come quella dei droni. E oltretutto lieviterebbero ancora di più i costi per gli allievi, se bisogna anche pagare aereo, albergo e onorario a un examiner che abita a mille chilometri di distanza e magari deve fare gli esami a due o tre persone, che è la numerosità media delle classi nelle piccole scuole. Oppure dilatare i tempi, se le piccole scuole decidessero di fare solo una o due sessioni d’esame all’anno per spalmare su più allievi i costi dell’examiner.

Senza considerare il convitato di pietra, il regolamento EASA, che in un paio d’anni potrebbe scombinare di nuovo le carte: il ragionamento delle colombe è che potrebbe essere meglio aspettare e capire cosa succederà in sede europea prima di formare e certificare examiner che magari quando alla cloche siederà l’EASA dovranno avere caratteristiche o titoli aeronautici differenti.

Spariscono l’invio di alcuni documenti e le marche da bollo

Una novità interessante è che i documenti vari (per esempio la documentazione delle sperimentali) non deve essere inoltrata ma conservata a cura di piloti e operatori. Uno snellimento burocratico notevole, ma che impone serietà e ordine ai piloti e alle stesse organizzazioni: anche se non vanno spediti, quei documenti restano obbligatori e fondamentali, e a richiesta dell’Ente devono essere prodotti, pena conseguenze mica da ridere. Spariranno anche i 180 euro che ENAC chiede per queste pratiche, visto che due ore di lavoro per ricevere n file sono poco giustificabili? Speriamo di sì, ma la verità è che non ne abbiamo la minima idea. Di sicuro spariscono le marche da bollo per le dichiarazioni, e questa è una buona notizia.

Coordinate GPS nel registro delle operazioni

La modulistica entra nel merito di come deve essere fatto il registro elle operazioni, in cui verranno riportati i dati dei singoli voli con: identificativo SAPR, nominativo del pilota, data, ora decollo, ora atterraggio, coordinate GPS della stazione di terra. Il GPS è una novità non di poco conto, sia pure nascosta tra le pieghe del regolamento: fino a ieri, si indicava più o meno dove il volo aveva luogo, ora con l’indicazione precisa delle coordinate sarà più difficile barare su buffer, distanze di sicurezza, distanza tra SAPR e pilota, ATZ e CTR.
A questo punto, ricordiamo che i dati di volo vanno riportati nel notebook tecnico, una copia va consegnata al pilota anche a scopo curriculare e ora vanno anche riportati nel registro delle operazioni. Tre registrazioni ci sembrano francamente troppe, una a nostro avviso basterebbe e avanzerebbe. Già abbiamo ricevuto lamentele da parte di operatori seccati per questa complicazione aggiuntiva di cui francamente non si sentiva il bisogno.

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