Droni ad energia solare esistono e volano davvero

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Molti sono i progetti attualmente in corso per sfruttare l’energia fornita dal sole e aumentare l’autonomia dei droni volanti. In alcuni casi si tratta di esperimenti realizzati da volenterosi o previdenti ricercatori o sperimentatori isolati; in alcuni casi invece , sorretti da un progetto universitario con team di tutto rispetto.

In ambito amatoriale già da diversi anni si svolgono sperimentazioni su aerei comandati remotamente, in questo caso veri e propri aeromodelli, con le ali ricoperti da pellicole foto sensibili che svolgono la funzione di veri e propri pannelli solari. I risultati ottenuti sono davvero incoraggianti e tolte le grandi dimensioni delle ali, inevitabili per fornire l’energia sufficiente al volo e ai sistemi di bordo, non ci sono particolari controindicazioni, salvo il fatto che l’attività debba essere svolta in una giornata sufficientemente luminosa.

Altre grosse aziende, quali Amazon e persino Google stanno sperimentando in tal senso, mentre  in Europa, grazie all’istituto svizzero ETH,famoso peraltro per essere la culla del noto software opens source PX4,  i passi fatti sono davvero importanti e le prove sul campo dimostrano di come questo tipo di tecnologia sia applicabile nella vita quotidiana.
Lorenz Meyer uno giovane studente che ha fa ha gettato le basi per il software PX4, recentemente integrato nelle centraline di controllo SnapDragon prodotte da Qualcomm, un colosso informatico che come i suoi concorrenti si è gettato a mani basse nel promettente settore dei droni, è a sua volta compartecipe – visto che il software di volo a bordo era il frutto del suo dottorato – nel volo di Atlantiksolar.

drone a energia solare atlantiksolar

il drone AtlantikSolar è un progetto di velivolo autonomo di Autonomous Systems Lab (ASL) e di ETH di Zurigo

Il risultato degli esperimenti di laboratorio e delle ricerche effettuate in Svizzera, sono stati coronati da un successo sul campo, nella impresa di mappare una area civile brasiliana che ha subito un disastro ambientale. Una nave affondata i primi giorni di ottobre 2015 ha provocato la morte di  4400 capi di bestiame e una fuoriuscita di 750 tonnellate di petrolio.
Chiamati ad intervenire dal ministero della difesa e dalla protezione ambientale brasiliana, Atlantiksolar. il nome scelto per lo UAV a energia solare – dopo essere decollato dalla spiaggia di Caripi è stato seguito da un imbarcazione che trasportava, oltre alla attrezzature per la ricezione dei dati, anche un secondo pilota umano per le situazioni di emergenza.

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Sono risaliti lungo il fiume Rio para sino ad arrivare al luogo dell’incidente nel porto di Barcarena. La mappatura del territorio eseguita grazie agli studi di Meyer e al suo software PIX4 e a tutto il tema mondiale di sviluppo che ha seguito questo importante progetto è stata eseguita con un risultato molto soddisfacente. Solo l’atterraggio a missione terminata, nei pressi del luogo di decollo sulla spiaggia di Caripe è stato sfortunato. Per un errore di comunicazione e scambio dati Atlantiksolar è atterrato in acqua anziché sulla spiaggia e questo ha causato qualche serio danno alle apparecchiature di bordo.

Ciò nonostante la mole di dati raccolti ha permesso comunque una mappatura esaustiva del luogo del disastro ecologico e un piccolo risultato è visibile da questa ricostruzione in 3D.

Fonte e foto dal sito di Atlantiksolar.

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