Il legale risponde: Se in una ripresa aerea entra nello sfondo un edificio, devo chiedere il permesso?

0
L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi facciamo chiarezza sulle regole da seguire quando in una ripresa professionale entrano edifici e altre strutture di proprietà di terzi.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
Per accedere al servizio, e leggere le risposte alle domande selezionate, clic qui

Nell’ambito di una richiesta di realizzazione di riprese video e/o fotografiche, commissionata da un committente privato, associazione, ente, azienda, ecc, se fotografo un paesaggio, dove nell’immagine è presente una struttura di un altro privato, un’azienda, o qualsiasi altra struttura pubblica o privata, posso vendere l’immagine scattata senza dover chiedere autorizzazione ai soggetti proprietari delle strutture presenti nella foto? (nello specifico una testata giornalistica mi ha chiesto di effettuare foto a dei paesaggi di una zona della mia provincia per utilizzarle nei loro servizi giornalistici. Nelle foto oltre al paesaggio in senso generale ci sono anche un porto, un albergo e un ristorante, devo chiedere il permesso ai titolari delle strutture sia per venderle che per effettuarle, lo deve richiedere il committente oppure posso effettuarle e venderle liberamente?

 

La legge sul diritto d’autore (Legge n. 633/1941 e successive modifiche) generalmente, consente di fotografare e riprendere luoghi pubblici, edifici o monumenti visibili pubblicamente e di riprendere situazioni non private con la possibilità di divulgarne le immagini.

In particolare, nel caso specifico da Lei citato (foto panoramiche con edifici nello sfondo – c.d. edifici in background) non è richiesto alcun consenso.

Le uniche due limitazioni sono relative ai casi in cui l’edificio è riconoscibile ed è parte principale della foto (ad esempio: un primo piano) o quando si desidera trarre un guadagno da una fotografia che rappresenta un edificio qualificabile come opera d’arte o dell’ingegno ed in tal caso occorre ottenere l’autorizzazione dal proprietario o dall’architetto dell’edificio. Tuttavia, se l’artista è morto da più di 70 anni non vi è bisogno di alcuna autorizzazione (art. 1 ed art. 25 della Legge n. 633/1941). Ad ogni modo l’eventuale autorizzazione andrebbe richiesta da colui che effettua le riprese, le quali saranno cedute (o meglio: sarà ceduto il diritto d’autore sulle riprese) al committente.

Per completezza, occorre specificare che generalmente vi è piena libertà di riprese video/fotografiche ad eccezione dei casi in cui la Legge prevede un divieto o una specifica autorizzazione, che oltre a quelli sopra menzionati, sono:

  • riprese di edifici e beni che siano di proprietà dello Stato o comunque siano in consegna al Ministero dei Beni Culturali, alle Regioni, Soprintendenze e ad altri enti pubblici territoriali in quanto dichiarati di interesse culturale ai sensi del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche (è richiesta una specifica autorizzazione da parte dell’ente che li gestisce);
  • riprese di edifici per realizzare le quali vengano adottati accorgimenti in grado di superare in tutto o in parte una barriera visiva voluta dal proprietario a protezione della sua privacy (vedi articolo droni e privacy);
  • pubblicazione (e non semplice effettuazione delle riprese) di edifici privati la cui immagine venga poi utilizzata per promozione o comunque in abbinamento a prodotti o servizi non attinenti a quelli del proprietario, laddove questa operazione possa essere configurata come concorrenza sleale, ai sensi dell’art 2598 Codice Civile.
2470 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: