Un piccolo quadricottero ha attraversato la Manica. Cosa che gli aeromodelli fanno da mezzo secolo.

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107 anni dopo Bleriot, il pioniere francese dell’aviazione che nel luglio 1909 aveva attraversato la manica con un piccolo monoplano di legno, la storica impresa la ripete Enduro, un piccolo multicottero che ha attraversato il Channel il 72 minuti, più del doppio dei 32 minuti che erano bastati a Bleriot per entrare nella storia e nella leggenda.

Enduro è decollato da una spiaggia nel nord della Francia ed è atterrato nella Shakespeare Beach di Dover, in Inghilterra. Il pilotaggio è avvenuto sempre a vista, grazie a un gommone con a bordo Richard Gill, pilota e direttore delle operazioni, che è rimasto sempre al massimo a 500 metri dal quadricottero. Una impresa non senza rischi, visto che la Manica è il tratto di mare più trafficato al mondo, e in un paio di occasioni grandi vascelli hanno attraversato la rotta del drone. Esaltato dalla riuscita dell’impresa, Gill ha dichiarato che “I piccoli droni sono il futuro dell’aviazione, e io volevo far qualcosa di grandioso per spingere questa tecnologia in modo significativo”.  Si lascia andare anche a considerazioni un poco scioviniste: “L’Inghilterra guida il mondo per quel che riguarda la legislazione sui droni, e io vorrei vedere il nostro paese dominare anche nel campo delle applicazioni commerciali degli aerei senza pilota”.



Non per raffreddare gli entusiasmi di Gill, ma a parte che la manica si attraversa anche a nuoto, sono tanti, ma davvero tanti gli aeromodelli che prima di lui hanno fatto questa trasvolata. Il primo è stato Sid Allen, che l’ha attraversata il 21 settembre 1954 con un aeromodello con solo un comando, sul timone. Tra le trasvolae più recenti ricordiamo un modello in scala del monoplano Bleriot una decina di anni fa, un modello in scala dello Spitfire  nel 2014, una riproduzione elettrica del Tucano nel 2006 (a quel che ricordiamo, il primo elettrico a fare l’impresa) e nel 1951 l’ha attraversata anche una barchetta radiocomandata. Quindi Gill ci scuserà se non gridiamo al miracolo come tanti blog dalla memoria corta che si accodano alle folle osannanti. Ci congratuliamo comunque con l’aeromodellista inglese per l’inutile fatica e annoveriamo nell’hall of fame di DronEzine l’ennesimo aeromodello che si spara i  34 km d’acqua gelida. Se proprio vogliamo vederci qualcosa di eroico, lo vediamo nella scelta di febbraio come data per volare, in effetti noi avremmo aspettato aprile. Il primo, magari.

Ecco la gallery di alcuni tra i tanti aeromodelli che hanno trasvolato prima di Gill. Il Bleriot (ultima foto) addirittura seguito da un elicottero.

 

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