Un drone per salvare il rinoceronte

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I bracconieri che uccidono i rinoceronti per il loro corno, che è apprezzatissimo nella medicina tradizionale cinese, sono delle bande armate di delinquenti molto organizzati, dotati di armi pesati, camionette e talvolta anche elicotteri. Una minaccia molto difficile da combattere da parte dei guardacaccia dei parchi nazional africani, che sono molto meno organizzati e molto meno armati.

Ma ora potranno contare su un arma in più: nel parco nazionale Kruger, la più grande riserva naturale del Sudafrica, è entrato in servizio un drone costruito da UAV and Drone Solutions (UDS) in collaborazione con la Peace Parks Foundation. Il drone, che può operare anche di notte grazie ai sensori all’infrarosso, scova i contrabbandieri e allerta il personale del parco, pattugliando l’enorme estensione della riserva naturale (20.000 km², con un’estensione di 350 km da nord a sud e 67 km da est a ovest, più o meno come l’Emilia Romagna).

Il drone viene lanciato da una catapulta, dal momento che il territorio del parco, sostanzialmente una savana di arbusti, renderebbe molto difficile il decollo da terra. “è necessario che il drone possa essere messo in volo in pochissimo tempo da qualunque punto del parco” spiega il responsabile del progetto,  Werdmuller von Elgg. Il centro di controllo è inserito in un furgone fuoristrada, dove il pilota  Stephan de Necker imposta le coordinate del volo che il drone deve seguire autonomamente, anche se  si può prendere il controllo manuale in ogni momento. Viste le altissime temperature che di giorno infuocano la savana sudafricana, la camera termica del drone funziona molto meglio nel freddo della notte (al tramonto la temperatura precipita immediatamente di decine di gradi) e consente di discriminare facilmente tra l’impronta termica degli animali e quella dei bracconieri, che comunque per evidenti ragioni anche loro operano per lo più di notte. Anche UDS ha dovuto lottare con l’Authority aeronautica del Sudafrica per avere il permesso di operare fuori dalla linea visuale dei piloti, un tabù in tutto il mondo e non solo da noi in Italia.

Il drone antibracconaggio ha un’autonomia di due ore e mezza, vola a 400 metri d’altezza e può allontanarsi fino a 26 km dal suo centro di controllo. In polistirolo, la macchina pesa meno di 4 chili. “E questo è solo l’inizio” ha detto Von Elgg. “Stanno arrivanto droni che non possiamo nemmeno immaginare. Sempre più piccoli, leggeri ed economici. Valuteremo la loro efficacia strada facendo”.

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