Cittadini e Urban Air Mobility: nuovo studio pubblicato da EASA

Secondo molte fonti autorevoli, tra cui EASA, il concetto di Urban Air Mobility (UAM), inteso come insieme di sistemi di trasporto aereo di merci e passeggeri (sia manned che unmanned, quindi anche a mezzo drone) all’interno dell’ambiente urbano, potrebbe diventare realtà nelle più moderne città del mondo già nel giro di 3-5 anni.

Naturalmente il processo è molto delicato, perché coinvolge numerosi aspetti chiave della gestione cittadina, in primis quello della sicurezza, e per questo motivo la transizione sarà lunga e graduale, per evitare passi falsi che potrebbero pregiudicare o rimandare ancora più in là nel tempo questa “nuova era” del trasporto urbano che, al netto delle parole entusiaste degli addetti ai lavori, la maggior parte delle persone ignora del tutto o conosce troppo approssimativamente, come fosse un film di fantascienza visto al cinema troppi anni fa e del quale non si ricordano che pochi elementi confusi.

Così, nell’attesa che il costante miglioramento tecnologico porti nelle nostre città mezzi di trasporto aereo più sicuri ed efficienti che mai, uno dei temi più importanti a tenere banco sul fronte “Mobilità Aerea Urbana” è “Cosa pensa l’opinione pubblica di tutto questo?”.

Cosa pensano i cittadini europei della UAM?

A questo proposito, giorni fa, EASA ha pubblicato i risultati di uno studio (qui trovate il report completo di 162 pagine in lingua inglese) che mira proprio a tracciare un quadro di cosa pensano i cittadini europei nei confronti di questa rivoluzione annunciata.

Lo studio è basato su un sondaggio che, indirizzato alle Autorità dell’aviazione civile degli Stati membri (tra cui la nostra ENAC), ha coinvolto circa 4000 cittadini di 5 città europee (Amburgo, Parigi, Barcellona, Milano, Budapest), più la regione di Oresund, nell’area transfrontaliera danese-svedese.

Diffusa attitudine positiva

Nonostante dal punto di vista tecnico i tempi non siano ancora maturi, a sorpresa il sondaggio di EASA sull’Urban Air Mobility rivela che la maggior parte dei cittadini europei è favorevole verso queste nuove tecnologie, visto che l’83% degli intervistati ha dichiarato di avere un’attitudine molto positiva (29%) o almeno piuttosto positiva (54%) nei loro riguardi. Una maggioranza netta e senza particolari differenze tra i campioni delle diverse aree geografiche, di oltre 4 volte superiore alla somma di chi invece ha dichiarato di avere un’attitudine piuttosto negativa (14%) o molto negativa (3%), che nel complesso si ferma al 17% del totale.

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Disponibilità all’uso di droni corrieri o droni taxi

E non si tratta solo di essere ben disposti verso queste tecnologie, ma anche e soprattutto di farne uso. Anche sotto questo punto di vista, il sondaggio riporta un quadro favorevole, visto che il 64% degli intervistati si è detto interessato ad usare i servizi di drone delivery, mentre il 49% sarebbe interessato ad usare anche i servizi di Air Taxi (il 43% userebbe volentieri entrambi mentre il 71% dichiara che probabilmente userebbe almeno uno dei due servizi).

Ancora poca informazione

Lo scenario insomma mostra un discreto ottimismo verso l’UAM, vista come uno sviluppo innovativo ed eccitante, sebbene lo studio evidenzi anche come la maggior parte degli intervistati non fosse già sufficientemente informata sulla questione della mobilità urbana avanzata, eccezion fatta per i residenti in quelle città – come Amburgo e Parigi – in cui sono stati già avviati dei progetti pilota in questo senso.

Quali sono i servizi più utili?

Delle tantissime applicazioni possibili, non sorprende che i cittadini intervistati percepiscano l’utilità della mobilità aerea urbana soprattutto in caso di utilizzi legati a situazioni di emergenza, dove possono fare la differenza nel salvare vite umane, o alle famose “consegne via drone”, di fatto uno dei pochissimi temi ad essere stati trattati – sebbene saltuariamente – dall’informazione di massa negli ultimi anni.

Nella top 5 delle maggiori utilità percepite dai cittadini troviamo allora:

  • Trasporto di persone infortunate in ospedale (41%);
  • Trasporto di forniture mediche agli ospedali via drone (41%);
  • Trasporto di emergenza di personale medico (36%);
  • Gestione dei disastri grazie all’uso di droni (28%);
  • Trasporto su lunga di stanza di carichi pesanti a mezzo drone (25%).

Quali saranno i principali benefici?

Quali benefici si aspettano le persone dai futuri servizi UAM? Il 71% degli intervistati si concentra sul miglioramento dei tempi di risposta in caso di emergenza, seguito dal 51% di risposte che puntano sulla riduzione del traffico e a stretto giro dal 48% che parla di riduzione delle emissioni locali. Altri aspetti positivi significativi tra i benefici attesi dalle persone intervistate sono una migliore connessione delle aree isolate (41%) e la creazione di nuovi posti di lavoro (32%).

E le preoccupazioni?

L’altra faccia della medaglia consiste nelle preoccupazioni, che riguardo al drone delivery e ai taxi aerei orbitano per lo più intorno alla sicurezza dei sistemi in sé e per i cittadini in genere, con una significativa presenza di timori legati agli aspetti della sostenibilità ambientale (inquinamento aereo, impatto negativo su uccelli ed insetti con rischi per la biodiversità). Degne di nota anche le quote rappresentate dalle preoccupazioni per l’inquinamento acustico, per la tutela della privacy e per la perdita di posti di lavoro.

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Safety

In generale, se si implementassero i massimi livelli possibili per la sicurezza, e l’inquinamento sia acustico che visivo (a livelli quindi simili a quelli usati per l’aviazione “tradizionale”), alcune di queste preoccupazioni peserebbero di meno, al punto che l’accettazione dei cittadini rispetto al drone delivery aumenterebbe del 56% (al 24% dei cittadini invece i droni per le consegne andrebbero bene a prescindere). Simili i risultati degli aero taxi, rispetto ai quali la massima attenzione sui livelli di sicurezza e inquinamento aumenterebbe l’accettazione da parte del 49% dei cittadini, mentre il 33% di loro sarebbe favorevole al loro uso in ogni scenario presentato nel sondaggio.

La questione ambientale

Come abbiamo visto, il sondaggio di EASA ha evidenziato come tra le maggiori preoccupazioni rispetto ai droni corrieri e ai droni taxi siano collegate all’impatto ambientale. Più nello specifico, oltre la metà degli intervistati ritiene che il principale pericolo sia quello per l’impatto sugli animali e quello legato all’inquinamento acustico. Leggermente inferiore il numero dei cittadini che hanno espresso preoccupazione per la l’impatto climatico legato alla produzione dei velivoli e delle relative batterie, come pure quelli che hanno tirato in ballo il consumo energetico richiesto da questi servizi innovativi.

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L’inquinamento acustico

Per valutare l’accettabilità del rumore verso i velivoli UAM (drone taxi e droni corrieri), è stato condotto un esperimento acustico a porte chiuse in un laboratorio professionale con suoni 3D, nel quale 20 persone sono state esposte a differenti tipi di rumore (e poi a differenti distanze) aggiunti al comune sottofondo di rumori urbani (circa 55 dBA).

Naturalmente si tratta di un test con un campione troppo ristretto per determinare conclusioni statistiche rilevanti, ma ha comunque evidenziato come i droni corrieri o taxi sono risultati nettamente distinti rispetto alle altre fonti di rumore, specie rispetto agli autoveicoli. Portando al massimo volume le diverse fonti di rumore, le persone hanno più frequentemente segnalato come fastidiosi i rumori provenienti dai droni, siano essi dedicati al trasporto di merci o di passeggeri. Gli esperti hanno dunque concluso che questi suoni poco familiari sono percepiti in modo più negativo, un aspetto che probabilmente potrebbe pesare col tempo, man mano che entreranno a far parte della “normalità urbana”.

Security

La fiducia nella sicurezza di questi sistemi appartiene solo a poco più della metà degli intervistati, un valore che secondo lo studio potrebbe aumentare grazie al miglioramento della normativa sulla cybersecurity, segno che la fiducia verso questi sistemi innovativi passa prima di tutto attraverso la sicurezza dei sistemi informatici che li gestiscono.

easa urban air mobility studio fiducia droni taxi e cosegneInfrastrutture

Su questo punto di vista, non ci sono dubbi tra gli intervistati sul fatto che le tecnologie di urban air mobility debbano richiedere delle precise infrastrutture (ad esempio atterraggio e decollo, carico e scarico merci e passeggeri).

Se però nel caso dei droni per le consegne la maggior parte degli intervistati ha specificato di preferire che arrivino il più vicino possibile alla loro abitazione, in senso opposto va l’opinione riguardo ai droni taxi, la presenza delle cui basi entro un raggio di 50 metri dall’abitazione crea qualche apprensione proprio per via dell’inquinamento acustico.

Autorità normative

In generale, la fiducia degli intervistati nei confronti delle Autorità normative si attesta di poco sopra il 50% ad ogni livello (autorità europea, nazionale, regionale, locale). A voler scendere nei dettagli, vi è una piccola quantità di fiducia in più verso le autorità di livello superiore, in particolare:

  • 57% di fiducia verso l’autorità europea
  • 54% di fiducia verso le autorità nazionali
  • 54% di fiducia verso le autorità locali

Conclusioni

In generale, benché ancora troppo poco informati sui servizi di Urban Air Mobility e sulle loro implicazioni, i cittadini europei si sono dimostrati moderatamente favorevoli nei confronti di queste tecnologie, con una certa disponibilità ad utilizzarle per i propri interessi e riconoscendo una spiccata utilità soprattutto alla loro applicazione nei casi di emergenza o di delivery.

Tra i vantaggi più attesi, ci sono la velocità, la pulizia e lo sviluppo della connettività anche nelle aree più isolate, mentre le riserve maggiori riguardano l’impatto ambientale in termini di rischi per la biodiversità (soprattutto uccelli ed insetti), per l’inquinamento acustico e visivo, per l’inquinamento dovuto soprattutto alla produzione dei velivoli e delle loro batterie.

L’accettazione da parte dell’opinione pubblica passa attraverso maggiori e più rigidi standard di sicurezza sicurezza informatica, rigidi livelli di inquinamento acustico e visivo, e l’inevitabile abitudine che col tempo le orecchie di noi tutti faranno ai rumori di questi nuovi dispositivi che voleranno nelle nostre città.

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