Report FAA, troppi droni in aree proibite: il regolamento ha fallito?

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Nei giorni scorsi la FAA (Federal Aviation Administration) ha pubblicato sul suo sito un nuovo report relativo agli avvistamenti di droni registrati in zone vietate nel periodo tra agosto 2015 e gennaio 2016. La lista contiene ben 582 casi, un numero che al di là delle polemiche sulla sua accuratezza, la dice comunque lunga sull’inefficacia, se non addirittura sul fallimento, dell’attuale normativa americana sui droni.

La FAA chiama questi episodi “attività illegali e pericolose”, in modo indistinto, trattando alla stessa stregua i casi di “near miss” e gli avvistamenti nei quali i piloti hanno ammesso che poteva trattarsi anche di un palloncino. Fare di tutta l’erba un fascio, però, sembra essere la linea generale seguita dalle autorità normative di molti paesi, leva perfetta per convincere i media, l’opinione pubblica e quindi i governi ad autorizzare ulteriori regolamenti, ancora più restrittivi, nei confronti dell’uso dei droni. In passato, il capo della FAA Michael Huerta ha fatto più volte riferimento a dati come questi in occasione di importanti incontri ufficiali con i rappresentanti delle istituzioni, come ad esempio quello con la commissione del Senato.

Se però c’è una deduzione che possiamo trarre dai dati forniti, è che il regolamento non è stato assolutamente in grado di tenere i droni degli americani al di sotto della soglia dei 400 piedi o più lontani di 5 miglia dagli aeroporti. E questo nonostante i continui richiami, i programmi di educazione “Know Before You Fly” o le minacce dell’uso del “pugno di ferro”, che la FAA non ha perso tempo a rinnovare anche in questa occasione, sottolineando che gli operatori non autorizzati possono essere soggetti a multe salate e accuse penali, che possono comportare anche periodi di detenzione. Queste misure non sono state sufficienti, di fronte al numero delle oltre 400mila registrazioni di nuovi droni, che continua a crescere negli Usa, e che in fondo rappresenta meno della metà dei droni che sembra siano stati acquistati dagli americani durante le feste. Del resto, il regolamento continuerà ad essere inefficace nei confronti di tutti quegli operatori che ne ignorano l’esistenza o che scelgono deliberatamente di violarlo.

Ecco perché la migliore soluzione per combattere il fenomeno dei voli non autorizzati resta la tecnologia, che tra laser, jammer e funzionalità come geofencing può davvero creare la condizioni adatte per lo sviluppo del settore a livello mondiale.

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