Droni: La Nasa testa il suo controllo del traffico aereo su 24 aerei senza pilota

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Un tassello fondamentale per arrivare all’integrazione dei droni nello spazio aereo è la gestione del traffico, quindi il permettere alle torri di controllo di prendersi cura dei piccoli aerei senza pilota come già oggi fa con il resto dell’aviazione, dagli ultraleggeri agli aerei di linea ai jet supersonici. Una sfida notevole, visto che gli aeroplani sono tutto sommato pochi e dal volo prevedibile mentre i droni sono tantissimi, piccoli e alquanto indisciplinati. Da tempo na NASA lavora a un sistema automatico per gestire il volo anche dei piccoli droni, sviluppando un sistema che si chiama UTM, che sta per unmanned aircraft system traffic management.

nasa-utmIn sostanza, UTM consente agli operatori di droni di presentare un vero e proprio piano di volo. Il sistema verifica che non ci siano conflitti con altro traffico aereo 8altri droni ma anche aeroplani) e consente o vieta il volo a seconda delle circostanze. Facendo un caso concreto, un agricoltore che deve fare una missione sul suo campo sottoporrà il piano di volo all’UTM, che riserverà quello spazio areo in una finestra temporale e devierà eventuali voli che prevedono di sorvolare il campo su altre rotte per evitare il rischio di collisioni.



In settimana la NASA effettuerà un primo test su larga scala nello spazio aereo statunitense, tracciando le rotte per 24 droni che decolleranno da sei delle aviosuperfici che la FAA, l’ENAC americana, ha destinato alla sperimentazione su droni in Alaska, North Dakota, Nevada, New York, Virginia e Maryland. E parteciperà forse anche un sito in Texas, se il tempo lo permetterà (le previsioni sono tutt’altro che favorevoli). Un test cruciale, è la prima volta che il sistema, ancora in fase sperimentale, si occupa di così tanti droni in un’area così vasta.

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