Sudamerica: Gli indios Wapichan si fanno un drone per incastrare i ladri di alberi

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Una bella storia di creatività e protezione del patrimonio forestale viene dalla Guyana. Stanchi di assistere al taglio illegale e indiscriminato degli alberi del loro territorio da parte di grandi aziende senza scrupoli, specialmente asiatiche (a cominciare dal gigante cinese Bai Shan Lin) gli indios Wapichan hanno imparato a mettere insieme un drone ad ala fissa guardando i tutorial su Youtube, l’hanno equipaggiato con una telecamera donata loro da GoPro e, grazie a un software di navigazione autonoma open source  hanno incastrato i ladri di alberi prendendo una foto ogni due secondi, un suggestivo slow motion che obbliga le autorità del Paese sudamericano a prendere provvedimenti e non girarsi come sempre dall’altra parte: chi dovrebbe controllare e non lo fa, la Guyana Geology and Mines Commission, è da anni al centro di inchieste per corruzione e connivenza con chi depreda la foresta pluviale.

In mancanza degli strumenti tipici dell’aeromodellista, gli indios si sono arrangiati come potevano, usando bastoncini dei lecca lecca come trapano e corde da arco per tenere insieme il loro aggeggio volante, che comunque se la cava egregiamente. Tanto che David Granger, il presidente della Guyana, messo alle strette dall’opinione pubblica, ha dovuto dichiarare alla televisione che “I tempi del ‘Liberi Tutti‘ sono finiti, dobbiamo diventare più consapevoli dell’ambiente naturale se vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti il Paese nelle condizioni in cui ce l’hanno consegnato i nostri padri e i nostri nonni”. Mica male per un drone di fortuna messo in piedi con materiali di scarto e qualche lecca lecca.

We Built a Drone from Digital Democracy on Vimeo.

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