Diventare piloti professionisti di droni: le nuove regole ENAC

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Tanto tuonò che piovve. Con mesi e mesi di ritardo sulle previsioni, arrivano le bozze delle circolari per le nuove scuole di volo per piloti di SAPR, che adesso si chiamano “Centri di addestramento”. Come lungamente annunciato, le novità sono tante. Ma andiamo per ordine, ricordando che la scuola serve esclusivamente ai piloti professionisti, non a chi vola per hobby.

Le bozze NON SONO ANCORA IN VIGORE, lo saranno (verosimilmente) a giugno, ma ci sono 15 giorni per far avere a ENAC eventuali commenti

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Per le critiche adesso ci vuole un corso e un esame in più

L’Attestato di Pilota APR ha validità 5 anni. Al termine di questo periodo Il pilota APR deve recarsi presso una scuola di volo, frequentare un corso di aggiornamento teorico (refreshment) e sostenere un controllo di competenza (proficiency check) con un Esaminatore APR, su almeno una delle abilitazioni possedute. Dopo averlo conseguito, e dopo aver fatto almeno 36 missioni non critiche, si potrà chiedere l’estensione alle operazioni critiche, che richiede uno specifico corso di abilitazione presso un Centro di Addestramento della durata di 12 ore (teoria) e 24 missioni da 10 minuti (pratica) ed esami finali.

Pesi diversi, licenze diverse

I piloti di SAPR sotto i 300 grammi, come sempre, non hanno bisogno di alcun attestato. Ma le cose si complicano per i droni un poco più pesanti: mentre fino ad oggi c’era una licenza sola per droni fino a 25 kg, adesso i droni sono divisi in tre categorie a seconda del peso massimo al decollo:

Very Light (VL) droni con peso al decollo tra tre etti e 4 kg,
Light (L) oltre 4 chili e fino a 25 kg
Heavy (H) 25 chili e oltre

ulteriormente suddivise in Ala Fissa (Ap), Elicotteri (Hc), Multicotteri (Mc); Dirigibile (As).

La buona notizia è che questa apparente complicazione nasconde una semplificazione notevole: con il “vecchio ordinamento” la licenza permetteva di pilotare solo ed esclusivamente il drone su cui si era preso l’attestato, adesso si potranno pilotare tutti di droni di una classe, cioè macchine omogenee per peso al decollo e tipologia. Le classi quindi sono:

VL/Ap”- APR ala fissa di 0,3kg<PMO≤ 4kg
“VL/Hc”- APR elicottero di 0,3kg<PMO≤ 4kg
“VL/Mc”- APR multicottero di 0,3kg<PMO≤ 4kg
“VL/As”- APR dirigibile di 0,3kg<PMO≤ 4kg
“L/Ap”- APR ala fissa di 4kg<PMO<25kg
“L/Hc”- APR elicottero di 4kg<PMO<25kg
“L/Mc”- APR multicottero di 4kg<PMO<25kg
“L/As”- APR dirigibile di 4kg<PMO<25kg

Una volta che si è ottenuta una licenza, poniamo nel caso del “classico” Phantom una VL/Mc e si vuole aggiungerne un’altra, basterà fare 12 missioni con la durata della singola missione di almeno 10 minuti e poi superare lo “skill test”, quindi l’esame di volo.

La bozza del regolamento fa anche esplicitamente riferimento al fatto che un handicap fisico di per sé non preclude alla carriera del pilota di droni. Bisogna come prima possedere un certificato medico aeronautico, II Classe o LAPL, ma l’AME potrà dare il disco verde anche in caso di handicap che non precludano la sicurezza del volo.

Corso teorico

Il “nuovo” corso teorico ha una durata di 15 ore, meno della metà delle 33 ore del “vecchio” corso, e le materie obbligatorie saranno
NORMATIVA AERONAUTICA
METEOROLOGIA
CIRCOLAZIONE AEREA
IMPIEGO DEL SAPR

Insomma ce la si può cavare in un weekend. ENAC però svuota di significato l’e-learning a distanza: non che sia vietato, ma non può superare il 50% delle ore di lezione, quindi ci chiediamo a chi mai sarà utile.
Al termine della parte teorica il candidato deve sostenere un esame, comprendente un test a risposta multipla di almeno 24 domande che coprono in maniera equa tutte le materie del corso teorico. L’esame teorico si ritiene superato se il candidato risponde correttamente ad almeno il 75% delle domande.

Corso pratico

La parte pratica di volo sull’APR consiste in un minimo di 30 missioni con la durata della singola missione di almeno 10 minuti. Le manovre di coordinazione del corso pratico sono stabilite in funzione delle classi di APR. Al termine della parte pratica il candidato deve superare un esame (Skill Test) da effettuarsi con un APR della stessa classe e categoria sul quale si è svolto il corso pratico con un Esaminatore APR, consistente in una missione di almeno minimo 10 minuti.
30 missioni da 10 minuti in teoria sono cinque ore, ma anche qui visto che non è molto produttivo volare come coatti dall’alba al tramonto sarà bene preventivare un altro weekend. Presumiamo quindi che nella realtà dei fatti prendere l’attestato richieda un impegno di un paio di weekend, tutto sommato nulla di trascendentale.

Skil test

Una delle novità più temute dal nuovo ordinamento è lo skill test, la prova di volo da svolgersi davanti a un esaminatore ENAC una volta terminato l’addestramento pratico.
Le prove da superare sono dettagliatamente descritte nell’allegato D della bozza ENAC, ma riassumendo si tratta di dimostrare di essere in grado di gestire una checklist pre volo, poi un volo fatto a GPS spento che prevede decollo, hoovering per almeno 50 secondi sul punto di decollo, un cerchio sul punto di decollo, un “8”, uno stallo e relativo recupero (chiaramente solo per l’ala fissa), circuito di avvicinamento e atterraggio. Si vede lontano un chilometro che ENAC ha fatto il copia e incolla dalle procedure per aerei col pilota a bordo, senza manco prendersi lo scomodo di tradurre dall’inglese, dal momento che si parla addirittura di “Simulated asymmetric flight”, cosa che riguarda gli aeroplani plurimotori. Quindi non scommetteremmo che questa parte possa essere rivista a breve. Per fortuna sbagliare qualcosa non significa necessariamente rifare l’esame, in quanto fallire di una o più sezioni comporta la ripetizione delle sole sezione non superata. Tutte le sezioni devono completate entro un mese dal primo tentativo di esame o controllo.

E chi ha già l’attestato?

Purtroppo anche chi ha già preso un attestato di pilota remoto deve fare dei corsi e dare degli esami, compreso lo skill test, con criteri differenti a seconda dei casi:

  1. Per i piloti in possesso di solo attestato di frequenza di precedente corso teorico APR: corso teorico di aggiornamento e corso pratico completo per il conseguimento dell’Attestato di Pilota APR
  2. Per i piloti in possesso di attestato di frequenza di un precedente corso pratico APR: corso teorico di aggiornamento;
  3. Per i piloti in possesso di dichiarazione di idoneità al pilotaggio rilasciata dall’operatore: corso teorico di aggiornamento e almeno 6 missioni di volo (di almeno 10 min ciascuna) presso un CA APR al fine di verificare i criteri di “currency”

Troviamo davvero strano che ENAC costringa i piloti già abilitati a un corso di aggiornamento tenendo conto che addirittura i possessori dei “vecchi” attestati avevano addirittura il doppio delle ore di lezione.

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