In Florida la prima corsa dei droni controllati con il pensiero

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Sedici studenti universitari si sono sfidati in una corsa con i droni pilotati con il pensiero. Nemmeno 10 metri da percorrere, ma la sfida del pilotaggio con le sole onde cerebrali è davvero difficile.

I 16 partecipanti volontari, indossando speciali sensori per elettroencefalogramma, hanno pilotato con la sola forza della loro mente e senza usare le mani o altri arti, per una breve distanza, quasi 10 metri all’interno di una palestra, i loro droni fino a farli tagliare l’ambito traguardo. A vince la gara è stata Amber Howtorne, un studentessa della facoltà di neuro scienze della Florida University.

Alcuni assistenti dotati di appositi guanti protettivi seguivano passo passo, la lenta avanzata dei velivoli pilotaggio remoto, tutti DJI Phantom 3, scelti evidentemente per la loro stabilità di volo intrinseca. Le motivazioni erano evidentemente dettate da questioni di sicurezza, al fine di evitare che per colpa di un cattivo pensiero o di una distrazione, i droni potessero svolgere attività impreviste.

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Le interfacce cervello computer, definite BCI (brain computer interface) , sono note da tempo in campo medico per aiutare pazienti con grossi  handicap motori a seguito di traumi fisici o per esempio affetti dal  morbo di Alzheimer, nel tentativo di aiutarli a riprendere anche solo parzialmente il controllo dei propri arti.
Recentemente, un uomo in Ohio utilizzando solo il suo pensiero è stato in grado di muovere la mano paralizzata grazie ad un chip impiantato nel suo cervello. A Miami, i medici che utilizzano BCI stanno aiutando un ragazzo di 19 anni, a stare in piedi da solo dopo aver perso l’uso delle gambe a seguito di un grave incidente motociclistico.

corse con i droni pilotati dal cervello

Con il progresso tecnologico, i sensori per elettroencefalogramma, si sono molto abbassati di prezzo e quelli indossati dai concorrenti in questa originale competizione, hanno un costo di soli 500 dollari.
Lo scopo primario, di questa manifestazione, è consistito nella promozione e nella diffusione dei sistemi BCI al di fuori del campo medico. Il professor Juan Gilbert, coordinatore della gara, auspica in un pubblico confronto con altre università nel prossimo 2017.
In un futuro non troppo lontano si potrebbero indossare dispositivi BCI per esplorare un mondo virtuale o sbloccare l’antifurto di casa o della propria automobile. “Un giorno si potrà indossare un dispositivo simile come si indossa un orologio, e interagire con le cose intorno a noi“, ha affermato il professor Gilbert.

Nel frattempo prepariamoci a vedere altre competizioni di droni pilotati con le onde prodotte dai nostri cervelli, nelle future Brain Race Drone Racing e per il quale esiste un specifico sito ufficiale.

 

 

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