Occhi europei per i droni di Amazon

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Il drone automatico cerca un posto per atterrare e consegnare gli acquisti. Nel giardino della casa segnalata come obiettivo della consegna la telecamera di bordo individua una bella distesa perfettamente piatta, sgombra da ostacoli, senza persone o animali, senza nemmeno erba da calpestare. Un posto ideale per atterrare. I motori abbassano i giri, il drone si posa delicato come una farfalla…

…E sprofonda nel bel mezzo della piscina. Questo scenario non è per nulla improbabile: il percorso per arrivare al volo automatico per i droni, presupposto fondamentale perché possano mantenere promesse come e consegne a domicilio, passa necessariamente per quello che i piloti chiamano “environmental awarness”, consapevolezza dell’ambiente. Distinguere senza possibilità d’errore tra una piazzola d’atterraggio e una piscina è solo una delle mille sfide che i droni automatici devono poter vincere ogni giorno.

Amazon ne è consapevole, e ha assunto una dozzina di esperti d computer vision in Austria, a  Graz.  Il team, che comprende diversi veterani provenienti da Microsoft, raccoglie attorno a sé i migliori esperti europei in computer vision. Al servizio delle (future) consegne con drone di  Air Prime.

“Possiamo capire facilmente se nel luogo scelto per l’atterraggio ci sono mobili da giardino o cespugli” dicono gli esperti europei. “Ora dobbiamo capire come distinguere tra gli ostacoli e non farci trarre in inganno dai giochi di luce che filtrano per esempio tra le foglie di un albero, i riflessi e le rifrazioni di acqua e finestre. Senza contare gli oggetti in movimento: mentre il drone atterra il processo decisionale deve essere veloce e pronto a cambiare idea, poniamo il caso che qualcuno tiri una pallonata al drone: bisogna percepire ma anche prevedere il rischio”.

Konrad Karner, direttore di Prime Air in Austria, precisa:  “Per abilitare una navigazione sicura attraverso un determinato ambiente, la prima necessità è la conoscenza precisa degli oggetti circostanti. Applicando moderne tecniche di computer vision possiamo determinare non solo le proprietà geometriche, ma anche il significato semantico sui singoli oggetti, il che significa che il drone non si muove solo in un mondo di forme, ma deve capire le loro proprietà. Una piscina può essere un punto di atterraggio perfetto da un punto di vista geometrico, ma non è esattamente lì che vogliamo spedire i nostri pacchetti”.

Insomma, non solo occhi ma anche cervello per i robot del futuro, che Karner vede sempre più vicini: “A lungo termine sono convinto che i robot diventeranno onnipresenti. Tutto è iniziato con quelli per falciare il prato, poi con quelli per la pulizia della casa. La prossima tappa sarà la consegna delle merci tramite droni e auto che si guidano da sole.

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