Resa di ParcelCopter: DHL getta la spugna nel drone delivery?

Dopo le recenti indiscrezioni sul conto della deriva del progetto Prime Air di Amazon, il mondo del drone delivery incassa una ulteriore notizia di debacle, che arriva direttamente dalla Germania sul conto di uno dei progetti più ambiziosi e che per primi avevano fatto la loro comparsa in questo campo.

Stiamo parlando di “ParcelCopter”, un’idea di drone corriere lanciata da DHL nel lontano 2014 sull’onda dell’entusiasmo con cui le grandi aziende di logistica volevano tuffarsi nel business delle consegne via drone. Un’altra audace impresa che a distanza di anni non solo non è mai realmente decollata in termini realistici, ma che ora sembra essere pronta per ammettere l’insuccesso.

In un articolo sul sito tedesco Welt, infatti, il portavoce della DHL Alexander Edenhofer ammette: “Non continueremo il progetto Parcel Copter”.

Dopo oltre 4 anni di investimenti, sviluppo e numerosi test sul campo, tra cui la consegna di forniture mediche in Tanzania in collaborazione anche con Zipline, l’avventura dei droni corrieri di DHL sembra segnare una pesante battuta d’arresto.

Attenzione però, perché la presa di coscienza dei limiti del progetto ParcelCopter non equivale ad un’uscita di scena, perché la recente partnership instaurata da DHL con l’azienda Dronamics rilanciano il nome del colosso della logistica internazionale nel settore delle consegne via drone, con la novità che i droni che vedremo volare saranno con ogni probabilità prodotti da aziende terze.