Sono molti i condomini o i proprietari immobiliari che hanno usufruito o vorranno usufruire delle detrazioni fiscali comunemente appellate come SuperBonus 110%. In molti casi le imprese edili o i geometri incaricati dei sopralluoghi effettuano stime sulle superficie interessate:
Grazie all’uso della tecnologia e senza scomodare la aerofotogrammetria, che pur essendo molto precisa, necessita di personale preparato e adeguata formazione sia del pilota di droni sia del tecnico incaricato, è oggi possibile utilizzare il piccolo drone DJI MINI 2 per eseguire un calcolo computometrico con facilità e velocità.
L’idea è sopraggiunta come sempre da una necessità oggettiva: un parente aveva bisogno di richiedere un preventivo, ma il geometra dell’impresa per velocizzare l’operazione aveva richiesto un semplice misura in metri quadri della superficie del tetto di casa.
Sapendo che siamo appassionati di droni e vedendoli quotidianamente, su tutti i notiziari televisivi o approfondimenti culturali in reportage di viaggi o storici, ci ha fatto una esplicita domanda a tal proposito: “Sei capace con il tuo drone di dirmi quanti metri quadri è composto il tetto della mia abitazione?”
Essendo piloti di droni, anche esperti se vogliamo, ma assolutamente non in grado di offrire un simile risultato, abbiamo consultato un esperto.
Un metodo ideato da un esperto per effettuare il computo di superfici piane senza scomodare la aerofotogrammetria
La prima chiamata telefonica effettuata a Federico Balestrini, noto e stimato architetto milanese, ci ha fatto ben sperare. Lui conosceva un metodo per effettuare questa misurazione, usando il MINI 2, una stampante e un righello per controllare le misure.
Ci siamo a dir poco incuriositi e abbiamo spinto affinché ci potessimo incontrare di persona per verificare con mano la fattibilità e semplicità del suo metodo.
Con enorme piacere abbiamo scoperto che l’architetto Balestrini, è anche un appassionato di droni e le sue prime esperienze risalgono addirittura al 2010. Quindi pilotando droni autocostruiti e conoscendo bene le problematiche del volo.

Il metodo di calcolo delle superfici piane utilizzando il drone DJI MINI 2
Tutto nasce da un assunto molto chiaro e semplice: l’obiettivo fotografico del MINI 2, è fisso e noto.
A cui aggiungere che con le attuali costellazioni di satelliti ricevute dai moderni UAS anche la accuratezza della altezza del drone è abbastanza precisa.
Per completare la ricetta magica, serve una tabella di riferimento appositamente studiata da Federico Balestrini, che spiega passo per passo o meglio metro per metro, quale sia la scala di ingrandimento con la quale stampare la foto registrata dal drone DJI MINI 2.
Penultimo passo, stampare con una comune stampante da computer con la dovuta scala come da tabella sottostante e in ultimo, usare un classico righello per prendere le misure e ricavare la superficie in metri quadri.
Tabella da utilizzare una volta ottenute le foto secondo il metodo Balestrini
| Altitudine m 25 45 45 50 50 60 60 100 100 120 120 | % stampa 24 43,3 28,9 48,3 32,2 57,1 28,65 48 19,2 57,6 23,04 | rapporto di scala 1:100 1:100 1:150 1:100 1:150 1:100 1:200 1:200 1:500 1:200 1:500 |
Il flusso di lavoro si può riassumere in questo modo:
- Prima di recarsi sul luogo del rilevo, si controlla che il drone sia registrato su D-flight, che sia assicurato con un adeguata polizza, e che sul portale D-flight.it non siano presenti divieti di sorvolo o limitazioni di altezza.
- Una volta sul posto ci si posiziona sopra alla superficie da calcolare, che potrebbe essere uno spazio aperto, una abitazione o un capannone e una volta in centro di eseguono diverse foto, cercando di comprendere il soggetto in un unico scatto.
- Si ruota il gimbal e l’obiettivo del drone in posizione zenitale, ovvero puntato verticalmente verso il basso.
- Ovviamente se la superficie eccede quanto inquadrato dal sensore fotografico del MINI 2, ci si dovrà alzare in altezza, fermo restando le limitazioni al volo di cui sopra e senza eccedere i 120 metri.
- Una volta ottenuti gli scatti ci si reca a casa o in ufficio e si procede a stampare le foto ottenute dal drone, rispettando i parametri della tabella che per comodità potrete scaricare da qui
- Una volta ottenuta una stampa su carta con un righello si procede al calcolo della superficie.

Le caratteristiche tecniche dell’obiettivo del drone DJI MINI 2 usato in questa missione per il calcolo delle superfici sono le seguenti: Sensore 1/2,3” CMOS Pixel effettivi: 12MP
Obiettivo FOV: 83° Formato 35 mm equivalente: 24 mm Apertura: f/2.8
L’apertura del Mavic Mini, non è la stessa del MINI 2.
Alcune note e precisazioni dell’inventore del metodo, Federico Balestrini
“Una precisazione utile: se quello che state misurando è un tetto a falde, la superficie del piano inclinato è maggiore di un piano orizzontale. Per ciò bisogna moltiplicare la misura del lato in pendenza per 1,05. Questa è la maggiorazione da applicare a tetti a falde tipici italiani, escluse località montane” – Ci racconta Balestrini e poi aggiunge questi suggerimenti.
1- Le misure raccolte sono di massima e servono per studi di fattibilità o stime orientative. Tali studi sono tutt’altro che inutili e spesso evitano di partire con lavori di equipe di professionisti costosi sia economicamente che in termini di tempo.
2- l’altimetro del Mini 2 è ben più preciso di quel che serve per ottenere misure attendibili per quel che si è spiegato nel video.
3- le altezze fornite sono ovviamente dall’oggetto che si intende misurare. Se si decolla da terra ma l’oggetto di interesse è a 10mt dal punto di decollo (in altezza) bisognerà aggiungere 10 mt alla quota relativa all’ingrandimento scelto.
4- Nell’esempio del tetto le misure prese sono state maggiorate per considerare la copertura a falde. Il lato inclinato è stato maggiorato moltiplicandolo per 1.05. Questo vale per tetti con pendenza compresa tra il 30 e il 35%.
5- Si considerino le altre applicazioni di questo sistema, ad esempio il rilevamento di perimetri di lotti, le distanze tra fabbricati, le superfici di pavimentazione, i siti di incidenti stradali.
Spero di essere stato utile e di aver chiarito alcuni dei punti che sono stati tralasciati per amor di brevità.”
(Federico Balestrini)
Consigliamo anche la visione del video in testa all’articolo, nel quale vengono fornite le indicazioni di massima con la semplicità e simpatia di Federico, che potrete vedere anche, sul suo canale Youtube., con l’invito naturalmente ad iscrivervi.





