Droni al mondiale di Rally WRC di Alghero – dietro le quinte

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Il pilota, David Mariottini e  il cameraman olandese Julien Glockner che gestisce la gimbal (il parasole, davvero notevole, è prodotto da Hoodman)

Il campionato del mondo di rally scrive una bella pagina per i droni italiani: ecco come è stato possibile far vedere a 40 milioni di telespettatori nel mondo la potenza dei droni per riprendere immagini spettacolari in sicurezza

Le luci di posizione del drone DJI Inspire 1 brillano come rubini mentre si tuffa nell’infernale polverone innalzato dalla Subaru lanciata a 180 all’ora sugli sterrati dell’Algherese. Tutto viene in una manciata di secondi: il drone affianca l’auto che affronta in controsterzo una impegnativa curva  in terza piena, il tempo di un primo piano dell’auto che rombando sparisce tra gli alberi e il drone riprende quota e si posiziona come un falco nel suo punto di loiter, cioè la fettina di spazio aereo che gli è stata assegnata per aspettare la prossima preda: stavolta è una Volkswagen Polo, neanche il tempo di riprendere fiato e il quadricottero si rituffa all’inseguimento, centrandola con l’obiettivo da 50 mm inserito sulla camera di bordo. Il filmato a 4k arriva direttamente alla regia del WRC,il World Rally Championship, dove verrà montato insieme alle riprese fatte da terra, da bordo delle auto, dagli elicotteri del servizio televisivo, arricchita con commenti e notizie e inviata a 50 milioni di telespettatori in 150 paesi.

drone-insiprie-pro-rally-sardegnaNulla può andare storto in un occasione come questa, la sesta manche della “formula uno dei rally”, la tredicesima edizione del rally di Alghero, tre tappe in quattro giorni e 325 chilometri cronometrati tra le province di Sassari e Olbia. I droni devono dimostrare di essere diventati grandi, affidabili, potenti strumenti al servizio di uno spettacolo planetario. Ne è convinto l’organizzatore, WRC, che per bocca di un portavoce che deve restare anonimo, lo chiameremo Peter, ci rivela: “Erano anni che pensavamo ai droni, perché si integrano alla perfezione tra le riprese a terra e quelle con gli elicotteri, facendo cose che né una camera fissa né un elicottero possono fare: seguire le macchine da vicino, molto da vicino, mentre affrontano i passaggi più impegnativi, magari tra i boschi. Ma per fare il grande passo avevamo bisogno di un partner eccezionalmente affidabile, con un profondo know how non solo sui droni ma anche sulla sicurezza e sulle normative internazionali. Così quando siamo entrati in contatto con il leader mondiale del mondo dei droni, DJI, abbiamo fatto un test in Germania. E i risultati ci hanno incoraggiato a introdurre l’uso dei droni in tutte le prove del campionato, dall’Europa al Messico all’Argentina”. Droni che stanno già cominciando a scrivere una pagina gloriosa delle riprese sportive: Peter ci racconta ancora emozionato che “in Portogallo un drone è riuscito a riprendere con una sola panoramica fluida, senza interruzioni, ben trenta secondi di gara di un’auto lanciata a piena velocità: mai nessun elicottero era riuscito a raggiungere un simile risultato”.

IMG_20160609_084010A vedere le riprese del team italiano che DJI ha scelto come partner per la gara di Alghero, Droni Arezzo, sembra tutto semplice, quasi magico: lunghe, plastiche pennellate di immagini sulle auto lanciate sulle mulattiere isolane. Ma in realtà per arrivare a tanto ci sono voluti quasi dieci mesi di preparazione per ottenere tutti i permessi necessari: ben sessanta pagine di carte bollate con la descrizione minuziosa di tutte le procedure dispiegate per garantire la sicurezza di tutti: piloti, pubblico, e naturalmente elicotteri, che devono dividere il cielo con i droni: “Abbiamo dovuto fare molti briefing con elicotteri e dronisti” ci dice ancore Peter, “Specialmente in Germania, dove per le giornate clou delle gare c’erano anche 50 elicotteri di VIP”.

il risultato è una coreografia di quote, rotte e precedenze dove ognuno sa qual è il suo posto e dove volare: lo spazio assegnato al drone, quello assegnato agli elicotteri della televisione e quello per i voli dei VIP, in una complessa trama di rotte che non si intersecano mai, precedenze e procedure da rispettare minuziosamente. Con in più la complicazione che il rally di Alghero cade in buona parte nella ATZ dell’aeroporto di Fertilia, già preso d’assalto dai charter turistici ai primi di giugno, e quindi è stato necessario anche un NOTAM, cioè un dispaccio ufficiale agli uomini dell’aria che sappiano che in questi giorni sopra Alghero c’è anche un drone.

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Coreografia tra droni ed elicotteri: oltre al drone, in volo ci sono gli elicotteri delle televisioni e quelli dei VIP. Il tutto coordinato da un sofisticato sistema di rotte e precedenze.


“E’ stato molto faticoso ottenere tutti i permessi” ammette il pilota (e proprietario) di Droni Arezzo David  Mariottini, pilota di grande esperienza che ha fatto riprese impossibili in mezzo mondo, anche per National Geographic. Tant’è vero che la stessa mattina prima dell’inizio dello shakedown, quindi la partenza del rally, ci sono state le ultime telefonate con i funzionari dell’Enac, l’Authority dell’aviazione civile italiana, che dovevano assicurarsi che tutto fosse a posto e il protocollo rigorosamente rispettato, per questa occasione in cui tutto il mondo dei droni guarda all’Italia e alle sue capacità di volare in sicurezza in quella che tecnicamente è una “Operazione specializzata non critica”: in pratica significa volare vicino alle auto ma pilotando a vista, senza sorvolare gli assembramenti di spettatori (cosa vietatissima dal regolamento Enac). “Sono un po’ tra l’incudine e il martello” scherza Mariottini, “tra il WRC che mi chiede riprese altamente spettacolari e l’ENAC che mi impone limitazioni come il non poter volare in FPV, quindi pilotando a vista e non attraverso la camera di bordo”. Ma l’equilibrio è presto trovato e le riprese, senza cedere un millimetro al fronte sicurezza, sono mozzafiato, persino dal poco che riusciamo a vedere sul campo, attraverso il monitor di servizio.

Il drone scelto è un Inspire 1, “il prodotto più adatto per questo genere di riprese sportive” dice Viviana Laperchia, PR specialist di DJI “per la sua semplicità d’uso accoppiata a una telecamera estremamente sofisticata, con ottiche intercambiabili in formato 4/3 e la possibilità di volare con una squadra di due persone, un pilota e un cameraman”.

La squadra di volo è formata da tre elementi: David Mariottini ai comandi dell’Inspire 1, Achille Zaino – uno dei massimi esperti italiani di riprese con i droni di automobili sportive – con funzioni di consulente e pilota del Phantom 4 che fa riprese tecniche, quelle che permetteranno agli sportivi di valutare i differenti approcci con cui i piloti affrontano curve e passaggi impegnativi e Julien Glockner, cameraman olandese che ha la responsabilità del gimbal. In pratica mentre Mariottini pilota lui con una seconda radio gestisce inquadratura e obiettivo.

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Viviana Laperchia, DJI Europa: oltre che spettacolari, le riprese con i droni sono sicure ed ecologiche.

“Siamo molto orgogliosi di questa partnership con il WRC” ci ice Viviana, “I droni oltre a regalare un punto di vista nuovo ai tifosi che seguono le gare sono anche ecologici”, e continua: “Solo i droni permettono di riprendere più punti di vista sulle macchine impegnate nelle gare e di avvicinarsi così tanto, questo nessun elicottero lo può fare. Senza contare che un drone è molto più facile da dispiegare che non un elicottero. Anche grazie a queste esperienze speriamo di dimostrare che le riprese con i droni sono sicure oltre che spettacolari, e diventino sempre più diffusi”. intanto però una normativa fin troppo rigorosa non aiuta granché: “Francia, Italia e Germania sono i paesi con una normativa più avanzata e quindi più rigorosa” dice molto diplomaticamente Peter del WRC. “E quindi anche quelli dove è più complicato ottenere i permessi necessari”. Sì, ma qual è il peggiore? Peter è tedesco, noi siamo italiani. E’ un po’ in imbarazzo a rispondere, ma alla fine ammette: “La regolamentazione tedesca. Dove abbiamo dovuto ottenere permessi per ogni singolo tratto del volo: per il decollo, per la crociera, per l’atterraggio. Ma anche l’Italia non scherza, conclude” con un sorriso un po’ tirato. Già. Ce ne eravamo accorti.

Intervista a Viviana Laperchia, PR Specialist di DJI Europe

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