I droni DJI si rifiutano di volare dove non devono

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s4-device-137423d707d5ea39978343cc8ebe6a13Volare responsabilmente, evitando le aree proibite ai droni è la prima regola per la sicurezza, che preoccupa sempre più l’industria dei droni. Spesso chi pilota, specialmente gli hobbysti che acquistano il drone al supermercato, non hanno la minima idea se un’area è “volabile” oppure interdetta al loro drone, visto che in cielo non ci sono cartelli stradali e solo i piloti di aeroplano sanno dove non si può volare in modo permanente e – ancora peggio – dove ci sono restrizioni temporanee: queste informazioni sono contenute nei NOTAM, gli “avvisi ai naviganti” aerei, scritte in un linguaggio criptico pieno di abbreviazioni che solo i piloti sanno leggere e interpretare.

Per far sapere al pilota di droni, in modo semplice e immediato, se il posto che ha scelto per volare è legale oppure no, DJI, il maggior produttore al mondo di droni, ha integrato nell’app di volo dei suoi droni, a cominciare proprio dai popolarissimi Phantom e Inspire 1, l’ultima release del sistema di geofencing GEO. Che non solo riporta le coordinate de luoghi dove è sempre vietato volare (come gli aeroporti, per esempio, ma anche carceri, impianti nucleari e altre no-fly zone) ma anche le restrizioni temporanee, per esempio in occasione di eventi sportivi, incendi boschivi ed eventi che coinvolgono la sicurezza nazionale.

Idapl sistema impedisce al drone di decollare se il sistema rileva che si trova all’interno di un area proibita, a meno che il pilota non lo sblocchi perché sa che lì può volare: è il caso per esempio di un drone usato come SPR, quindi da un professionista con i permessi di volo in regola, oppure di un hobbysta che vola dove non si potrebbe ma magari è indoor o all’interno delle reti che si usano per proteggere il volo dei droni in caso di manifestazioni e fiere. Ci sono però aree speciali che non possono essere sbloccate in nessun caso, per esempio i dintorni della Casa Bianca.

La app copre 17 nazioni in Europa e Stati uniti, Italia compresa, per un totale di quasi 900 milioni di persone; al momento è già stata rilasciata per IOs, presto lo sarà anche per Android.

Schermata 2016-06-13 alle 10.52.49Tre livelli di warning
Il geofencing ha un semaforo con tre colori per avvisare il pilota sulla natura dell’area dove ha scelto di volare: verde, significa semplicemente che c’è qualcosa da sapere (per esempio, attenzione, qui c’è fauna selvatica da non disturbare). Giallo è un livello un poco più critico, indica situazioni che devono essere sbloccate sotto la responsabilità del pilota; un segnale che appare spesso in caso per esempio di campi per aeromodellismo autorizzati ma vicino agli aeroporti. L’ultimo livello, il rosso, indica zone che non possono essere sbloccate mai, a meno di non chiedere esplicitamente il permesso a DGJ, ma bisogna avere delle motivazioni a prova di bomba: per esempio, la Casa Bianca è in area rossa, ma se siete Obama e volete giocare con il drone nel giardino di casa vostra potete provare a chiedere lo sblocco per il vostro drone. Non è detto che ve lo concedano.

Attenzione però: GEO è un aiuto al pilota, ma non è una fonte ufficiale né tantomeno una sorta di autorizzazione digitale, come sempre la responsabilità del volo ricade sempre e comunque sulle spalle del pilota, è chi ha la radio in mano che deve preoccuparsi di consultare i canali ufficiali per sapere se lì si vola oppure no.

Maggiori informazioni sul sito DJI

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