Droni e G20 Roma: massima sicurezza e No Fly Zone dalle 20 di oggi

Roma, che attende nelle giornate di sabato e domenica prossimi il Forum dei capi di Stato e di Governo dei Paesi del G20, si prepara ad un weekend in versione città blindata.

Dopo le critiche per la gestione dei disordini in occasione delle ultime manifestazioni No Green Pass nella capitale, il piano di sicurezza, rivisto di recente con la decisione del Ministero dell’Interno di aggiungere altri 500 militari a quelli già impiegati sul territorio nell’operazione “Strade sicure”, prevede misure rigide per un’area di 10 chilometri quadrati di raggio intorno alla “Nuvola” dell’Eur, dove avrà luogo l’incontro.

A questo proposito è stato disposto il ripristino dei controlli presso tutte le frontiere interne nazionali fino alle ore 13 del 1 novembre, mentre sono già scattati a Roma i controlli e le bonifiche da parte delle squadre cinofile e degli artificieri, che interesseranno anche le altre zone della Capitale dove i capi di Stato e di Governo si recheranno nel corso della loro permanenza romana. La questura lavora da giorni a delle nuove e più efficaci strategie di controllo delle altre manifestazioni previste a Roma nei giorni del G20 (ad esempio il corteo di “Fridays for future” dalle 15 di sabato, la manifestazione “contro Draghi” organizzata dal Partito comunista e altre sigle di sinistra, senza contare la ormai consueta protesta No green pass) all’interno delle quali potrebbero infiltrarsi pericolosi estremisti, anche provenienti da fuori.

Ultime ma non per importanza, tra le misure di sicurezza adottate, troviamo i presidi ai varchi d’accesso al fine di permettere l’ingresso solo delle autorità e agli addetti ai lavori accreditati, tiratori scelti nei punti strategici e divieti di transito e parcheggio previsti in numerose aree limitrofe al Centro Congressi La Nuvola.

No Fly Zone a Roma dalle ore 20 del 28 ottobre

La gestione del traffico aereo e quindi delle potenziali minacce che dovessero arrivare dall’alto riveste un ruolo chiave e un banco di prova importante per la sicurezza del G20.

Per questo come prima cosa è stata istituita una air defence identification zone, in un raggio di poco meno di 140 km da Roma, all’interno della quale tutto il traffico attivo dovrà operare con il corretto codice transponder assegnato, oltre ad aver presentato il piano di volo almeno 2 ore prima. In caso contrario ogni aeromobile, inclusi i piccoli droni civili, potrà subire azioni di difesa aerea, ossia verrà identificato e neutralizzato utilizzando un sistema anti droni.

Inoltre, come riporta il sito Desk Aeronautico (che non costituisce una fonte ufficiale di informazioni, ma è autorevolmente conosciuto nell’ambiente dell’aviazione generale e da diporto), ENAC ha emesso degli appositi NOTAM (qui trovate la guida per leggerli) con cui avvisa di aver istituito diversi divieti di sorvolo che saranno in vigore dalle 20:00 di oggi fino all2 01:59 del 1 novembre:

assicurazione per droni con tutela legale
  • Sul territorio nazionale e sulle acque territoriali, entro 35 NM da Roma è vietato il volo dal suolo a FL195 a tutti i traffici VFR. Traffici non autorizzati saranno soggetti ad azioni di difesa aerea.
  • Entro 6,5 NM da Roma è vietato il sorvolo a tutto il traffico dal suolo a FL195, eccetto ai voli IFR da/per Fiumicino e Ciampino.

Divieti anche per le attività di volo nelle avio/elisuperfici del Lazio, fatte salve quelle appartenenti alle associazioni di volo e svolte da piloti specificatamente autorizzati, per le quali il gestore dovrà registrare i dati del pilota, dell’aeromobile e dei passeggeri.

Nella stessa finestra temporale sarà chiuso a tutto il traffico aereo l’aeroporto dell’Urbe, mentre negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino non saranno permessi voli privati, e gli altri potranno subire ritardi.

Per quanto riguarda i droni, in sostanza, sono ammessi solo i droni di stato e quelli militari, che sorveglieranno dall’alto tutta la zona messa in sicurezza in occasione del G20.

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