App DJI GO migliora la funzione di geofencing

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Una buona notizia per tutti i piloti che volano con un drone Phantom o Inspire. DJI ha reso noto di aver migliorato il sistema di geofencing nell’ultima versione dell’app DJI GO.

Con la nuova release, il software GEO (Geospatial Environment Online), progettato per aiutare i piloti a non volare nelle “no drone zone”, aggiorna automaticamente il suo database con le aree temporaneamente vietate, come ad esempio in caso di incendio boschivo, oppure grandi manifestazioni presso gli stadi, oppure eventi che coinvolgono la sicurezza nazionale. Le nuove aree vietate temporanee, aggiornate in tempo reale, vanno ad aggiungersi a quelle permanenti, come ad esempio quelle prossime agli aeroporti, alle prigioni o agli impianti di energia nucleare. Non si tratta però di un sistema assolutamente rigido, perché alcune aree possono essere “sbloccate” se si è in possesso di un permesso di volo.

La notizia conferma una volta di più la politica di DJI orientata a risolvere i problemi causati dai droni con miglioramenti tecnologici piuttosto che con regolamenti sempre più rigidi. In questo modo, infatti, i piloti avranno sempre meno problemi di interpretazione: sarà la stessa app a impedire di volare involontariamente negli spazi aerei non consentiti ai droni.

Il sistema GEO di DJI copre già 17 paesi in tutto il mondo, distribuiti soprattutto tra nord america ed Europa Occidentale, e presto le aree vietate di nuove nazioni saranno aggiunte nel database. È disponibile per i sistemi Android e iOS nell’ultima versione dell’app DJI GO e funziona su tutti i modelli di Inspire, Phantom 4, Phantom 3 Professional e Phantom 3 Advanced. I piloti che vogliono usare il nuovo sistema devono aggiornare non solo l’app, ma anche il firmware per il drone e per il radiocomando.

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