Parrot Disco arriva a settembre. Insieme allo skycontroller 2 e al visore dedicato Cockpitglasses

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Costerà 1300 euro, compreso il radiocomando Skycontroller 2 e il visore FPV dedicato. Troppi per un drone con 45 minuti di autonomia, che vola a 80 km/h, riprende a 14 megapixel, Fpv, volo automatico e volendo la possibilità di attaccargli un radiocomando da aeromodellismo e lanciarsi nel volo acrobatico? Non vediamo l’ora di provarlo dal vivo.

2.Parrot Disco_LifestyleParrot annuncia la disponibilità del tuttala Parrot Disco per settembre. Il tuttala consumer, che ha sbalordito il pubblico al CES di las Vegas, è un piccolo drone ad ala fissa molto più veloce di qualsiasi multicottero per videoriprese e dall’autonomia irraggiungibile per i multirotori di fascia comparabile: raggiunge infatti una velocità massima di 80 km/h e offre un’autonomia di volo di 45 minuti. L’apertura alare è 115 cm, la lunghezza non arriva a 60 e il peso è contenuto in 750 grammi, grazie all’ala e fusoliera in EPP rinforzati in tubi di carbonio. 

Il drone ci sembra decisamente derivato dall’esperienza dell’eBee, drone professionale tuttala dell’azienda svizzera SenseFly di proprietà della stessa Parrot. Che però costa venti volte tanto, pur essendo grosso modo paragonabile come dimensioni, materiali e soluzioni aerodinamiche. Arriviamo a sostenere che di fatto è la versione consumer dell’eBee, che tra l’altro è al momento l’unico SAPR ad avere ottenuto da ENAC la dichiarazione di inoffensività; speriamo che anche il Disco possa ottenerla, in questo caso se venisse usato per lavoro (e quindi come SAPR) avrebbe dei vantaggi notevolissimi rispetto a qualsiasi altro drone, primo tra tutti che tutte le operazioni sarebbero non critiche, in qualsiasi scenario, città compresa. Ma per il momento questa è solo un ipotesi, tutta da dimostrare, e la camera frontale, non protetta, potrebbe essere un ostacolo all’inoffensività. Vedremo. Quel che è certo è che mentre l’eBee permette di cambiare la camera montando sensori ad altissima risoluzione, camere multispettrali e le incredibili Sequoia per l’agricoltura di precisione, il Disco ha la stessa camera del BeBop 2, Full HD 1080p con stabilizzazione digitale dell’immagine che fa a meno del gimbal meccanico e permette di cambiare il punto di vista della ripresa con trasmissione live verso uno smartphone/tablet collegato allo skycontroller, oppure verso gli occhiali FPV in 720p. Le riprese vengono registrate sulla memoria interna da 32 GB.

Non è necessaria una precedente esperienza di volo per pilotarlo. Decolla e atterra automaticamente ed è dotato di un potente pilota automatico in grado di aiutare nel controllo del volo. Impressionante la virata assistita: basta inclinare lo stick della radio nella direzione in cui si intende virare e l’autopilota gestisce automaticamente elevoni e motore per una virata perfetta senza variazioni di quota. Una magia resa possibile dallapotenza del processore (A9) e dal sistema C.H.U.C.K (Control Hub & Universal Computer for Kit), che controlla ogni fase di volo grazie alla presenza di numerosi sensori. Scommettiamo che il nome sia un tributo a Chuck Yeager, il famoso pilota e astronauta americano he nel 1947 è stato il primo uomo a superare il muro del suono e rimanere vivo per raccontarlo.

parrot-disco-radiocomandoA proposito di radiocomando, ci è piaciuto subito lo Skycontroller 2 che equipaggia i Disco, molto più compatto e comodo da usare del precedente (per intenderci, quello del BeBop i e 2). Pesa 500 grammi, meno di un terzo del “vecchio” Skycontroller. Il nuovo modello ha un’autonomia (teorica) di due chilometri, e come il precedente  la radio è Wi-Fi MIMO in formato XS, ma il drone può anche essere pilotato con un tradizionale radiocomando da aeromodellismo, basta sostituire il modulo della radio con uno compatibile con Parrot, e in questo caso vengono bypassati tutti gli automatismi di volo e ci si può sbizzarrire nel volo acrobatico.

parrot-disco-occhiali-lcdOltre allo skycontroller, il drone è venduto con il visore FPV Cockpitglasses, che riceve il segnale di ritorno della camera di bordo (da 14 megapixel)  e in sovraimpressione aggiunge i dati della telemetria e l’orizzonte artificiale; un vero HUD come quello dei piloti dei caccia, insomma, ma ricordiamoci che per pilotare in FPV bisogna essere in due piloti, di cui uno non perda mai di vista il drone a occhio nudo e sia pronto a prendere il volo a vista in ogni momento. Il visore non ha un suo monitor, deve essere usato con uno smartphone con lo schermo compreso tra  4,7″ e 5,7″ pollici e uno spessore tra 6 e 9,5 mm.

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Decollo e atterraggio automatico

Per preparare il drone  al decollo, il pilota deve semplicemente premere il pulsante che si trova nella parte superiore della prua di Disco, successivamente cliccare sul bottone “takeoff/landing” dello skycontroller e infine lanciare il drone in aria come se fosse un frisbee. Una volta decollato, il Disco sale automaticamente in quota fino ad un’altitudine di 50m e staziona in aria in un movimento circolare finché non riceve istruzioni dal pilota.

Per atterrare, il pilota deve premere il pulsante ‘takeoff/landing’ posto sul telecomando. Il Disco scende fino a 6m di altitudine. A questo punto, il drone riceve i segnali provenienti dall’altimetro, dal sensore ad ultrasuoni e dalla telecamera verticale e la spinta del motore viene regolata per ridurre la velocità e per assicurare un atterraggio morbido in linea retta.

Pilotaggio assistito
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La stabilità del Disco deriva dagli algoritmi sviluppati per Parrot C.H.U.C.K., che adatta i parametri per tutta la durata del volo e impedisce al pilota di superare l’inviluppo di volo della macchina. La velocità rispetto all’aria viene rilevata, come sugli aerei veri, attraverso un tubo di Pitot,cruciale per evitare stalli involontari.
Per semplificarne il pilotaggio, il Disco  è dotato di un sistema di navigazione inerziale (accelerometro, giroscopio, magnetometro e altimetro) e di un modulo GNSS (GPS + GLOONASS), che consentono il mantenimento automatico di direzione, altitudine e velocità del volo. Infine, per la massima sicurezza, l’applicazione FreeFlight Pro integra le funzioni “Return Home” e “geofence” , il primo per assicurare il ritorno a casa del drone in ognni condizione e il secondo per evitare di volare in una zona interdetta ai droni.

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FreeFlight Pro: l’applicazione dedicata ai Parrot Superdrones

L’applicazione FreeFlight Pro è disponibile gratuitamente su AppStore e Google Play. Ha un’interfaccia intuitiva che permette all’utente di adattare i comandi e i parametri di volo al proprio livello. Il pilota è quindi in grado di gestire la velocità, limitare l’altitudine o la distanza, gestire la connessione Wi-Fi, i parametri di foto/video e può vedere i filmati video catturati da Parrot Disco in tempo reale dal proprio smartphone o tablet iOS o Android.

Parrot cloud, gratuito e integrato nell’applicazione FreeFlight Pro, salva i dati di ogni volo. L’applicazione FreeFlight Pro permette, inoltre, di configurare Parrot Skycontroller 2 per personalizzarne i comandi e di accedere alla funzione ‘Flight Plan’ (funzione in-App disponibile a pagamento) per creare voli automatici in modo semplice.

 Il prezzo consigliato è 1300 euro.

 

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