Sempre più droni nel futuro di Intel: comprerà Movidius, l’azienda che ha creato gli occhi del Phantom 4

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image 2Il gigante dei chip preme sull’acceleratore nella tecnologia dei droni, a cominciare dallo spinoso problema della visonica, cioè l’hardware e il software che devono permettere ai droni di farsi autonomamente un’idea dell’ambiente circostante e dei suoi ostacoli. E annuncia di stare acquistando Movidius, startup amricana nota per aver creato il sistema di evitamento degli ostacoli del DJI Phantom 4.

1458131871-P4-Sensors_courtesy_DJI_1425_830_s_c1Evitare gli ostacoli è una tessera fondamentale non solo sulla strada dello sviluppo di droni davvero autonomi, in grado cioè di volare da soli, senza intervento umano, ma anche un aiuto essenziale alla sicurezza per i droni di tutti i giorni, quelli che si pilotano a vista o magari si usano con sofisticati voli assistiti, come il follow me (quando il drone segue il suo piota per riprenderlo mentre fa sport) o il ritorno a casa, quando il drone o il suo pilota decidono che non è il caso di continuare il volo, magari perché la visibilità è diminuita, e il drone torna da solo là dove è partito. Tutte cose dove identificare per tempo un ostacolo, o magari (peggio) una persona proprio sul sentiero di atterraggio diventa cruciale.

Intel ha di per sé una notevole esperienza e capacità in questo settore, sue sono le telecamere RealSense che permettono al drone Yuneec H di evitare ostacoli grandi, e ne abbiamo parlato su DronEzine (un confronto tra i due droni con occhi elettronici, Phantom 4 e Yuneec H, è disponibile su Dronezine Magazine, che può essere scaricato gratuitamente, basta registrarsi), ma la partnership con la nuova acquistata aumenta di molto la capacità di Intel di perfezionare la visionica dei droni, che al momento è in una fase ancora embrionale.

In Intel spiegano di essere interessati all’ “‘abilità di tracciare rotte, navigare, mappare il territorio e riconoscere sia gli scenari sia gli oggetti che lo compongono attraverso l’uso dei chip potenti e a basso consumo di Moovidius. Questi chip ci aprono opportunità di esplorare nicchie applicative dove calore, durata delle batterie e fattore di forma sono fattori chiave. Non solo droni ma anche robot e telecamere di sicurezza, settori dove possiamo sviluppare nuove tecnologie che mescolano visionica e realtà aumentata e realtà virtuale”.

La cosa più difficile non sarà tanto quella di creare una potente tecnologia per far sì che i droni possano volare da soli ma riuscire a scardinare i regolamenti che in tutto il mondo vietano il volo autonomo per i piccoli droni. Un paletto che potrà cadere solo quando sarà dimostrato senza ombra di dubbio che i droni automatici sono più sicuri e affidabili di quelli pilotati a vista.

 

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