Drone Delivery: Amazon arruola nuovi tester per le consegne Prime Air

Chissà che dopo gli ultimi segnali di crisi, con feroci critiche degli addetti ai lavori e smobilitazione di personale impiegato nel progetto in UK (di cui vi avevamo parlato la scorsa estate) Amazon non sia riuscita nel giro di qualche mese a raddrizzare almeno negli USA il suo progetto Prime Air, tanto visionario e ambizioso quando se ne parlò per la prima volta anni fa, quanto deludente di fronte alla realtà dei fatti e delle speranze disattese.

Da quanto riporta BusinessInsider, la nota azienda di Seattle starebbe reclutando 1300 persone per testare, a settembre, il programma di consegne via drone Prime Air nelle due località di Lockeford, in California, e College Station, in Texas.

Come funzionano i test di Prime Air negli USA

A quanto pare, i tester avranno la possibilità di scegliere tra circa 3 mila oggetti diversi, soprattutto prodotti farmaceutici, cosmetici e per animali, dal peso inferiore a 5 libbre (circa i nostri 2,25 kg), e Amazon cercherà di effettuare le consegne, un prodotto alla volta, entro 60 minuti dall’ordine.

Dopo tanti mesi di test su ridottissima scala, con poche decine di persone tra cui soprattutto il proprio personale, questi nuovi test segnano finalmente un passo significativo in avanti per il programma di consegne via drone di Amazon, che evidentemente procede a piccoli passi e lontano dalla luce dei riflettori, che nel corso degli ormai 10 anni trascorsi dalle prime entusiasmanti dichiarazioni di Bezos, hanno solo accompagnato i ritardi e i fallimenti di un progetto che al tempo, secondo tutti, aveva le carte in tavola per sbaragliare facilmente la concorrenza.

Sempre in base ai documenti raccolti dall’Insider, con questa nuova tornata di test previsti per il prossimo autunno Amazon mira a toccare quota 12 mila voli entro la fine dell’anno, di cui circa 5 mila saranno i voli commerciali per gli utenti che stanno reclutando, e altri 7 mila saranno prove di volo basate su resistenza e affidabilità dei droni-corrieri.

Insomma pare proprio che l’essere stato battuto sul tempo ormai da diversi competitor non significhi che Amazon abbia intenzione di gettare la spugna, anzi. Dopo che l’essere partito per primo e in pompa magna si è rivelato nefasto, chissà che arrivare con più calma e umiltà, dopo aver lavorato un po’ dietro le quinte, non si riveli il segreto della sua rinascita.